Il Pd chiede alla Rai di non tagliare i programmi culturali


I componenti del Partito Democratico della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai presentano un’interrogazione all’amministratore delegato dell’azienda: preoccupano le possibili cancellazioni di programmi culturali e di approfondimento.

I componenti del Partito Democratico della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai hanno presentato un’interrogazione all’amministratore delegato dell’azienda per chiedere chiarimenti sulle indiscrezioni riguardanti il futuro di alcuni programmi culturali del servizio pubblico e sulle scelte editoriali che potrebbero incidere sull’offerta radiotelevisiva della Rai.

L’iniziativa nasce a seguito delle notizie circolate nelle ultime ore relative alla possibile cancellazione di alcune trasmissioni considerate di rilievo per l’offerta culturale e di approfondimento dell’emittente pubblica. Tra i programmi citati figurano Riserva Indiana, condotto da Stefano Massini, Dilemmi, affidato a Gianrico Carofiglio, e Via dei Matti. A queste si aggiungono le incertezze sul ritorno in palinsesto di “Caterpillar” e le indiscrezioni che coinvolgerebbero altre figure storiche della Rai.

Riserva indiana di Stefano Massini
Riserva indiana di Stefano Massini

Secondo gli esponenti democratici della Commissione di Vigilanza, si tratta di segnali che destano una forte preoccupazione e che richiederebbero un chiarimento da parte dei vertici aziendali. Per questo motivo, spiegano nella nota diffusa il 24 giugno, è stata presentata un’interrogazione rivolta all’amministratore delegato della Rai con l’obiettivo di conoscere quali siano le decisioni che l’azienda intende assumere e le motivazioni che le sostengono.

“Siamo di fronte a programmi”, dicono i parlamentari del Pd nella nota, “che hanno saputo coniugare qualità, approfondimento e consenso del pubblico, contribuendo ad arricchire l’offerta culturale e informativa del servizio pubblico. La loro eventuale soppressione rischia di impoverire il pluralismo editoriale e di alimentare la percezione di una progressiva omologazione dell’offerta radiotelevisiva. La Rai appartiene a tutti i cittadini e deve continuare a garantire il confronto tra idee, linguaggi e sensibilità differenti. È questo il cuore della sua missione di servizio pubblico. Per questo chiediamo all’azienda di chiarire le proprie intenzioni e di riconsiderare decisioni che appaiono difficilmente giustificabili nell’interesse generale della Rai e dei suoi utenti”.

L’interrogazione punta a ottenere un confronto istituzionale sulle prospettive dell’offerta editoriale del servizio pubblico, con particolare attenzione alla salvaguardia dei programmi di carattere culturale, informativo e di approfondimento e alla tutela del pluralismo che costituisce uno dei principi fondanti della missione della Rai.




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