A Pietrasanta viene restituito oggi alla città il Complesso di Sant’Agostino, uno dei simboli del patrimonio storico e artistico del territorio: sabato 27 giugno alle ore 19 è prevista l’inaugurazione ufficiale del restaurato complesso, al termine di un lungo intervento di riqualificazione promosso e interamente sostenuto dalla Fondazione Paolo e Giuliana Clerici, che in sei anni ha investito oltre 900mila euro nel progetto. Il percorso di restauro, avviato nel 2020, ha mostrato un primo risultato del progetto nel maggio 2023 con la riapertura della storica Sala dell’Annunziata, tornata disponibile come spazio espositivo e culturale per la comunità. Il completamento del percorso arriva ora con il restauro della facciata marmorea della chiesa di Sant’Agostino. Il progetto di valorizzazione è stato accompagnato anche da un’iniziativa culturale parallela, la mostra fotografica La Santità della Pietra di Luca Forno, ospitata nel mese di giugno nella Sala delle Grasce. L’esposizione ha documentato il cantiere di restauro e le superfici storiche del complesso, offrendo una lettura visiva del processo di trasformazione del monumento.
Un riconoscimento istituzionale al legame tra la Fondazione e la città è arrivato nel 2024, quando il Comune di Pietrasanta ha conferito la cittadinanza onoraria a Paolo e Giuliana Clerici, a testimonianza del ruolo svolto nel sostegno alla tutela del patrimonio culturale locale.
Tra gli interventi più significativi figura il recupero della lunetta bronzea realizzata da Igor Mitoraj, elemento di forte valore simbolico che torna a dialogare con l’identità artistica della città proprio nel periodo in cui Pietrasanta inaugura il nuovo Museo Mitoraj, destinato a custodire parte dell’eredità del maestro. Il cantiere, tuttavia, non si è limitato alla sola conservazione architettonica, ma si è trasformato in una sorta di laboratorio di ricerca multidisciplinare sotto la guida dell’architetta Maura Tardini. Il lavoro ha coinvolto storici, archeometri, geologi, architetti, restauratori e ingegneri, portando alla luce nuove informazioni sulla storia del complesso e sulle sue stratificazioni costruttive.
Tra le scoperte più rilevanti emerge l’eccezionale varietà dei materiali lapidei utilizzati per la facciata. Le analisi hanno infatti evidenziato la presenza di numerose tipologie di marmi provenienti dalle Alpi Apuane, alcune delle quali rare, restituendo l’immagine del prospetto come un vero e proprio “atlante dei marmi delle Apuane”, in cui la materia stessa diventa testimonianza storica e geografica.
Le indagini hanno inoltre permesso di individuare frammenti di antiche lastre tombali medievali riutilizzate nella costruzione della facciata, contribuendo a ridefinire la cronologia del monumento e rafforzando l’ipotesi attributiva della parte inferiore del prospetto alla bottega del maestro pisano Giovanni di Gante.
L’intervento di restauro ha coinvolto numerose professionalità e realtà specializzate. Il recupero degli elementi marmorei è stato affidato a Restauroitalia, mentre la lunetta bronzea è stata restaurata da Atelier Mitoraj. Le assistenze impiantistiche sono state curate da EMI e Localnet Livorno, mentre la progettazione e direzione lavori sono state seguite da RED Studio. Il coordinamento della sicurezza è stato affidato all’ingegner Italo Viti. Un contributo ulteriore è stato fornito dallo storico e geologo Antonio Bartelletti insieme a Pietro Vecchio.
“Negli anni io e mia moglie Giuliana”, afferma Paolo Clerici, presidente della Fondazione Paolo e Giuliana Clerici, “abbiamo sviluppato un legame profondo con Pietrasanta, una città straordinaria dove arte, storia, artigianato e cultura convivono in modo unico. Contribuire al recupero di Sant’Agostino significa restituire alla comunità un luogo simbolico e, allo stesso tempo, partecipare alla tutela di un patrimonio che appartiene all’intero Paese”.
“Rivedere la facciata del Sant’Agostino nella sua bellezza originaria”, dichiara Alberto Stefano Giovannetti, sindaco di Pietrasanta, “è un’emozione che tocca il cuore di ogni pietrasantino. Ringrazio Paolo e Giuliana Clerici per questo impegno che è testimonianza autentica di un amore disinteressato per la cultura e per la salvaguardia di un patrimonio comune. Grazie anche alle maestranze e ai tecnici che hanno lavorato al progetto: sabato 27 giugno sarà una festa per tutta la nostra città”.
Il Complesso di Sant’Agostino, originariamente conosciuto come chiesa della Santissima Annunziata, rappresenta una delle più importanti testimonianze della presenza agostiniana in Toscana. Sorto all’inizio del Trecento come convento cittadino, il complesso divenne nel tempo un centro religioso, sociale ed economico di riferimento per la comunità locale, in un periodo in cui la città era favorita dai traffici legati al vicino porto di Motrone. Nel corso dei secoli, le principali famiglie mercantili lucchesi, tra cui Altelminelli, Sbarra, Forteguerri, Perfettucci, Tadolini e Gigli, scelsero la chiesa come luogo di sepoltura e rappresentazione del proprio status sociale, contribuendo a consolidarne il ruolo di spazio simbolico della città. Le lapidi ancora conservate all’interno del complesso restituiscono oggi la memoria di quel sistema economico e culturale legato ai commerci delle sete lucchesi e alla rete mercantile medievale europea.
La monumentale facciata in marmo bianco, realizzata nei primi decenni del Quattrocento con materiali delle Alpi Apuane, costituisce uno degli esempi più significativi di architettura tardogotica toscana e testimonia il rapporto profondo tra Pietrasanta e il marmo, elemento che ancora oggi definisce l’identità produttiva e culturale del territorio.
Il complesso è legato anche alla figura di Eugenio Barsanti, nato a Pietrasanta nel 1821 e considerato tra i pionieri del motore a combustione interna insieme a Felice Matteucci. Barsanti celebrò proprio nella chiesa le sue prime funzioni religiose prima di intraprendere il percorso scientifico che lo avrebbe portato alle sue invenzioni.
Il completamento dell’intervento non rappresenta tuttavia un punto di arrivo definitivo. Le attività di ricerca avviate durante il cantiere proseguiranno nei prossimi mesi e confluiranno in un convegno scientifico previsto in autunno, promosso in collaborazione con il Comune di Pietrasanta e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca, Massa-Carrara e Pistoia. In quell’occasione saranno presentati gli esiti degli studi e le nuove acquisizioni emerse durante il restauro.
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