Sabato 27 giugno 2026 la Torre Civica di San Leo (Rimini) torna ad aprirsi al pubblico con l’avvio della prima stagione estiva del Progetto Torre. L’iniziativa segna la ripresa della fruizione del bene e si inserisce nel percorso partecipativo sostenuto dai fondi della Regione Emilia-Romagna, con una gestione transitoria affidata per l’estate 2026 alla cooperativa di comunità Fer-menti Leontine.
Il programma si sviluppa nell’arco dell’intera giornata e trasforma il centro storico in un dispositivo culturale diffuso. L’apertura prende avvio con il workshop Paesi in mostra, condotto dall’artista Luca Acito di Studio Antani. Il laboratorio propone un lavoro sui processi di riattivazione degli archivi fotografici privati, con l’obiettivo di trasformarli in installazioni urbane e strumenti di narrazione condivisa, riportando in spazio pubblico materiali spesso conservati nei contesti domestici.
Tra le 16 e le 18 sono previste due visite guidate alla Torre Civica di San Leo, affidate allo storico dell’arte Alessandro Marchi e all’architetto Rodolfo Ciucci, che ha curato il restauro del bene. Nel tardo pomeriggio, dalle 18.15 alle 19.30, piazza Dante Alighieri ospita il talk Cantieri culturali. L’incontro propone un confronto aperto tra esperienze territoriali con l’obiettivo di costruire una mappa di pratiche creative nell’Alta Valmarecchia e di riflettere sul ruolo della Torre Civica di San Leo come possibile punto di connessione. L’invito è rivolto ad associazioni, collettivi, organizzazioni e artisti attivi in ambito culturale. Dalle 20, ancora in piazza, è previsto un momento conviviale con aperitivo o cena a cura del Forno e Bottega di San Leo e del soft club del Collettivo Fumaiolo. È consigliata la prenotazione al numero 333 380 6639.
La serata prosegue alle 21.30 con La Festa, performance live e dj set a cura di Luca Acito e del Collettivo Fumaiolo, che chiudono la giornata di apertura con un programma musicale e performativo. Durante l’intera giornata è inoltre visitabile la mostra diffusa Miopia, progetto fotografico di Luca Vagnini, anch’esso parte del Collettivo Fumaiolo, dedicato al paesaggio e alle trasformazioni della vallata. Il Progetto Torre è realizzato dalla cooperativa di comunità Fer-menti Leontine e da Studio Jam, in collaborazione con il Comune di San Leo, San Leo 2000 e la facoltà di Design dell’Università della Repubblica di San Marino. L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Peppino Vismara e da Riviera Banca.
Le iscrizioni alle visite guidate e al workshop, entrambi a numero chiuso (massimo 10 posti), sono disponibili al numero 339 5035307. Per il workshop è prevista anche una modalità di iscrizione tramite link dedicato.
"San Leo ha un potenziale artistico e culturale che non smette di sorprenderci. Il ‘Progetto Torre’ nasce dalla volontà di metterlo a sistema, costruendo con chi abita e anima questo territorio una collaborazione che guardi lontano. Come amministrazione siamo convinti che lavorare insieme sia l’unico modo per farlo crescere davvero”, sottolinea Leonardo Bindi, sindaco di San Leo.
“L’avvio della sperimentazione di gestione della Torre è il frutto della pianificazione condivisa e della collaborazione con l’amministrazione comunale e con San Leo 2000”, spiega Carla Cervellini, coordinatrice del Progetto Torre di Fer-menti Leontine. “Le attività sono state portate avanti nell’ultimo anno anche grazie al percorso partecipativo che ha coinvolto la cittadinanza da settembre 2025 a febbraio 2026 assieme a una rete di partner locali quali Università di San Marino, Pro Loco San Leo, Parrocchia di San Leo, Chiocciola Casa del Nomade di Pennabilli e la cooperativa sociale La Fraternità. “Il riconoscimento della Torre come bene comune, il rafforzamento delle relazioni tra i soggetti del territorio e l’approvazione del Documento di Proposta Partecipata da parte della Giunta - continua Cervellini - hanno costituito le fondamenta su cui costruire, insieme a Comune di San Leo e San Leo 2000, le condizioni operative di questa nuova fase: agli abitanti e a tutti coloro che producono cultura e credono che la Valmarecchia possa essere un territorio vivo di rigenerazione e attivazione culturale, chiediamo di esserci e di accompagnarci nell’immaginare come la Torre Civica di San Leo possa diventarne uno spazio di connessione e dialogo tra comunità”.
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