Apre al pubblico il Giardino della Velarca a Ossuccio, sul lago di Como, completando il percorso di recupero della casa-barca progettata dallo studio BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti, Rogers) nel 1959 e restaurata dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano. Dopo poco più di sei mesi di lavori, il nuovo spazio verde, inaugurato il 26 giugno, restituisce al complesso una componente prevista nel progetto originario ma mai realizzata, ampliando l’esperienza di visita con un’area destinata all’accoglienza, alla sosta e allo svolgimento di piccoli eventi.
La Velarca, donata al FAI nel 2011 da Aldo e Maria Luisa Norsa e aperta al pubblico dal 2024 al termine di un lungo e complesso intervento di restauro, si trova ormeggiata nello stesso punto in cui fu collocata originariamente. Il nuovo giardino interessa un terreno di 325 metri quadrati affacciato sul lago, accessibile dalla strada statale e compreso tra il ripido versante dominato dalla Torre del Barbarossa, altro bene del FAI, e la riva con vista sull’Isola Comacina e su Villa del Balbianello. L’area appartiene alla cosiddetta “zocca de l’oli”, l’insenatura del lago di Como nota per il clima particolarmente mite e per la presenza degli ulivi.
Il terreno era stato acquistato dalla famiglia Norsa con l’intenzione di costruirvi una casa. L’impossibilità di edificare portò però i proprietari, su suggerimento degli amici architetti dello studio BBPR, a concepire una soluzione alternativa: una casa-barca ormeggiata stabilmente davanti alla proprietà. Il progetto prevedeva fin dall’inizio anche un giardino destinato a integrare la vita a bordo, con terrazzamenti coltivati, ulivi, orto, fioriture, una piccola fonte e una tettoia affacciata sul lago, concepita come luogo di incontro e convivialità.
A raccontare quella visione fu anni dopo lo stesso architetto Lodovico Barbiano di Belgiojoso, che descrisse il progetto “Con particolare cura abbiamo studiato anche la sistemazione della sponda scoscesa che formava un giardino rustico con muretti di sostegno in pietra, fiori, ortaggi, rampicanti e alberi di ulivo e attrezzature per pranzi imprevisti”. Sebbene il progetto non fosse mai stato portato a termine, i disegni conservati negli archivi hanno costituito la base per il recupero dello spazio realizzato dal FAI.
L’intervento ha reinterpretato fedelmente il disegno originario, adattandolo alle esigenze della fruizione contemporanea. Il giardino mantiene la funzione di complemento della casa-barca ma si rivolge oggi ai visitatori, offrendo uno spazio ombreggiato di fronte al lago e alla Velarca, un punto di accoglienza e nuovi servizi igienici. L’apertura coincide con uno degli appuntamenti delle “Sere FAI d’Estate”, iniziativa che coinvolge i beni della Fondazione con aperture serali straordinarie e attività dedicate, prevista anche nei mesi di luglio e agosto.
La sistemazione paesaggistica recupera gli elementi della tradizione costruttiva locale. I bassi muri di contenimento in pietra, paralleli alla riva, definiscono piccoli terrazzamenti che ospitano differenti specie vegetali, mentre percorsi in pietra collegano le varie aree del giardino. Seguendo le indicazioni dei progetti BBPR sono stati messi a dimora nuovi ulivi, affiancati da corbezzoli, melograni e altri arbusti caratteristici del territorio lariano. Gli ulivi e i cipressi già presenti sono stati conservati e sottoposti a interventi di cura.
Nella parte terminale del giardino è stata realizzata una tettoia in legno con copertura in cannicciato, anch’essa prevista nel progetto degli anni Cinquanta. La struttura riprende il linguaggio architettonico della Velarca attraverso linee essenziali e una struttura in rovere composta da pilastri e travi doppie con profilo piegato “a ginocchio”, inserite nel muro mediante mensole in pietra. La soluzione progettuale lascia aperta la parte retrostante per garantire la ventilazione naturale. Sotto la tettoia trovano posto anche i nuovi servizi igienici.
In prossimità dell’ingresso è stato inoltre ricavato uno spazio dedicato all’accoglienza dei visitatori, dotato di una finestra affacciata sul lago. Anche gli arredi e le finiture sono stati progettati in continuità con la casa-barca: il rivestimento esterno in listelli di legno color mogano, le mensole a ribalta destinate all’esposizione dei prodotti, gli arredi interni, gli elementi tessili e i pavimenti blu riprendono infatti i materiali e le cromie presenti all’interno della Velarca.
“Non è forse il fatto di abitare su una barca che qui conta, quanto il rapporto che si è creato fra questa barca ferma, il pontile, lo specchio d’acqua, il giardino: un ambiente composto di terraferma, acqua, natanti, elementi diversi vicinissimi, si passa e si ripassa dall’uno all’altro”, scrivevano i progettisti del 1962. “La situazione dell’essere ‘all’ormeggio’ ha un suo valore preciso e completo”.
I lavori di restauro e valorizzazione sono stati realizzati dal FAI grazie alla collaborazione con enti pubblici e al contributo di soggetti privati, aziende e cittadini. Il Comune di Tremezzina ha concesso il patrocinio dell’iniziativa, mentre l’Autorità di bacino del Lario e dei Laghi minori ha sostenuto economicamente il progetto. Grazie al finanziamento dell’Autorità di Bacino e di Regione Lombardia sono stati inoltre eseguiti nel 2024 gli interventi di manutenzione del pontile di Ossuccio, al quale la Velarca è storicamente attraccata, e realizzato un nuovo pontile demaniale destinato anche alle imbarcazioni che trasportano i visitatori provenienti da Villa del Balbianello. Da quest’anno il pontile dispone anche di una colonnina per la ricarica elettrica, infrastruttura destinata alle imbarcazioni elettriche che operano sul lago, comprese quelle impiegate per il servizio di trasporto dei visitatori. Il progetto ha ricevuto inoltre il sostegno di Nora McNeely Hurley / Manitou Fund, Friends of FAI e FIMESA, che affianca il FAI dal 2004.
Orari di visita de La Velarca: dal 25 aprile al 18 ottobre tutti i giorni tranne i lunedì e i mercoledì non festivi dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17).
Biglietti: Intero 8€; Ridotto 5€
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