Arriva il docufilm che racconta Munch. Al cinema il 7, 8 e 9 novembre


Nelle sale cinematografiche italiane arriva il docufilm "Munch. Amori, fantasmi e donne vampiro", solo nei giorni 7, 8 e 9 novembre 2022. Il film è diretto da Michele Mally e prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital. 

Solo nei giorni 7, 8 e 9 novembre 2022 sarà possibile vedere nelle sale cinematografiche di tutta Italia il docufilm Munch. Amori, fantasmi e donne vampiro, dedicato a Edvard Munch (Løten, 1863 – Oslo, 1944) in vista dei 160 anni dalla nascita del celebre artista di cui ricorrerà l’anniversario nel 2023.

Prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital, il docufilm, diretto da Michele Mally che firma la sceneggiatura con Arianna Marelli, intende gettare nuova luce su Munch; ma intende essere anche un viaggio attraverso la sua Norvegia, alla ricerca delle radici e dell’identità di un artista universale, che ci invita a interrogarci sul tema principale della sua arte: la sua idea di tempo. Il suo Urlo è diventato un’icona, e a Oslo è stato inaugurato nell’ottobre 2021 il nuovo museo Munch, uno spettacolare grattacielo sul fiordo della capitale norvegese, pensato per ospitare l’immenso lascito del pittore alla sua città.

Il film approfondirà poi la sua produzione, perché per quanto conosciuto, Edvard Munch è famoso soprattutto per l’Urlo, ma lo stesso non si può dire del resto della sua produzione. Ora invece la città di Oslo segna una svolta per la conoscenza dell’artista: il nuovo Munchmuseet, inaugurato nell’ottobre 2021, è uno spettacolare grattacielo sul fiordo della capitale norvegese, pensato per ospitare l’immenso lascito del pittore alla sua città. Uno straordinario patrimonio che offre una visione d’eccezione della mente, delle passioni e dell’arte di questo genio del Nord.

Il docufilm si apre nella casa di Edvard Munch. In una notte d’inverno, davanti al focolare, una giovane donna (l’attrice Ingrid Bolsø Berdal), guida scelta per questo viaggio, legge ai bambini una fiaba norvegese. Siamo nel mondo del Grande Nord, dove i venti parlano, gli orsi trasportano le ragazze sulla schiena, i troll lanciano incantesimi malvagi. Eppure, la favola di Edvard Munch si è conclusa presto: la morte di sua madre, seguita da quella della sorella Sophie, così come la devastante depressione del padre, segneranno ben presto la sua vicenda umana e artistica. Come racconta la sua biografa Sue Prideaux, Munch visse ottant’anni travagliati, tra problemi psichiatrici, alcolismo e isolamento. Storici dell’arte come Jon-Ove Steihaug, Direttore del Dipartimento Mostre e Collezione del Museo Munch di Oslo, Giulia Bartrum, per decenni curatrice del British Museum, e Frode Sandvik, curatore del Kode di Bergen, analizzano i temi e le ossessioni della sua opera, ma anche le sue abilità artistiche e le diverse tecniche da lui utilizzate. La ricerca di Munch sull’animo umano e il suo tentativo di tradurre le emozioni su tela o carta trovano corrispondenza nelle tecniche sperimentali che ha scelto di adottare, rendendo così le sue opere, come spiega la restauratrice Linn Solheim, estremamente fragili. Cruciale è anche l’esperienza della bohème fin de siècle: Munch ha vissuto da bohémien prima a Kristiania, e più tardi a Berlino, dove fece amicizia con il drammaturgo August Strindberg e si innamorò della magnetica Dagny Juel, frequentando satanisti e dottori che sperimentavano l’utilizzo della cocaina.

Anche il complesso rapporto di Munch con le donne non può essere spiegato solo a partire dalle vicende biografiche, come la burrascosa relazione con Tulla Larsen, l’amante che sparò a Edvard durante una lite. Per lui, trauma e arte, desiderio e tormento si fondono costantemente in un’intensa riflessione sulla donna. Nel docufilm emergono anche i legami più intimi con i paesaggi del Nord e i suoi colori vividi. Risuonano nelle composizioni di Edvard Grieg, che trascorreva le sue estati nella natura della collina di Troldhaugen a Bergen. Lui ha saputo ricreare la sensazione del “trovarsi a casa”, come ci trasmette anche il pianista Leif Ove Andsnes. Ma ancora, in questa continua ripetizione, così come negli esperimenti visivi attraverso il cinema e la fotografia, possiamo trovare la chiave per entrare nel tempo di Munch.

A guidare gli spettatori attraverso la storia di Munch anche gli interventi di Erik Hook, Direttore dello Strindbergsmuseet di Stoccolma, Siri Kval Ødegard, Soprano e Imprenditrice, Carl-Johan Olsson, Curatore Pittura del XIX secolo al Nationalmuseum di Stoccolma, e la colonna sonora del film, che comprende brani di repertorio, tra cui quelli del compositore e organista norvegese Iver Kleive. Il musicista e compositore Maximilien Zaganelli ha invece scritto le musiche originali del film, che saranno contenute nell’album Munch. Love, ghosts and lady vampires - Music inspired from the film, in uscita a novembre su etichetta Nexo Digital e distribuzione Believe Digital.

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital. È distribuita con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei.

Nell’immagine: Edvard Munch, L’Urlo, dettaglio. Credit Munch, Oslo 

Arriva il docufilm che racconta Munch. Al cinema il 7, 8 e 9 novembre
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