Vanno in asta diversi arredi moderni di Villa Barbaro a Maser


Saranno venduti all’asta diversi complementi d’arredo novecenteschi di Villa Barbaro a Maser, la celeberrima villa palladiana affrescata dal Veronese. Il ricavato servirà per finanziare lavori di restauro e valorizzazione dello splendido edificio.

Vanno all’asta presso la casa Cambi alcuni degli arredi moderni della Villa Barbaro di Maser, capolavoro dell’architettura mondiale progettato da Andrea Palladio (Padova, 1508 – Maser, 1580) tra il 1554 e il 1560 e fatta decorare da due dei più grandi artisti del tempo, Paolo Caliari detto il Veronese (Verona, 1528 – Venezia, 1588) per gli affreschi e Alessandro Vittoria (Trento, 1525 – Venezia, 1608) per le decorazioni in stucco. La villa è oggi Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. La straordinarietà dell’edificio è data anche dalla committenza dell’umanista Daniele Barbaro e suo fratello Marcantonio, ambasciatore della Repubblica di Venezia, che vollero la loro villa azienda agricola non solo per adibirla a centro produttivo e residenza di campagna, ma anche come luogo di incontro per gli amici letterati, artisti, studiosi di filosofia e matematica. Da Cambi, il 5 ottobre, si terrà la vendita Villa di Maser. Storia di una casa e di una famiglia, con un catalogo composto da arredi, oggetti d’arte e abiti appartenuti a Marina Volpi di Misurata.

Nel 1934, infatti, il nobile Giuseppe Volpi di Misurata acquistò la Villa per farne dono alla figlia Marina che vi si stabilì e ne intraprese l’opera di restauro affidando l’incarico all’amico architetto Tomaso Buzzi (Sondrio, 1900 – Rapallo, 1981). Marina Volpi trovò la villa negli interni molto diversa da quella che vediamo oggi, alterata e appesantita da una decorazione ottocentesca che rivestiva tutte le sale celando in parte gli affreschi di Paolo Veronese e chiese pertanto a Buzzi un radicale restauro e ammodernamento.

Con l’apporto del celebre restauratore Ottorino Nonfarmale la crociera affrescata da Veronese ritrovò i colori originali del Cinquecento e i proprietari permisero sempre ai visitatori di accedervi. Nelle due ali che danno sul Ninfeo trovarono posto gli appartamenti di Marina e del marito Enrico Luling Buschetti. Al piano terra delle due barchesse Buzzi arredò le stanze di rappresentanza, quelle private e la foresteria dove gli ospiti potevano alloggiare. Per il giardino l’architetto eliminò buona parte degli interventi ottocenteschi ripristinando l’antico ordinamento cinquecentesco e disegnando ad hoc arredi da esterno, voliere e persino vasi in terracotta con le iniziali della proprietaria.

Inoltre, Buzzi progettò arredi e tessuti di grande fantasia ispirati ai temi delle volute degli affreschi e, sottostando ai desideri di Marina Volpi, inventò nuove forme di oggetti pensati per ogni ambiente. Così, nel dopoguerra la villa si rimodernò con le nuove lampade disegnate da Caccia Dominioni e Gardella per Azucena di Milano, complice l’amicizia della famiglia con l’architetto Corrado Corradi Dell’Acqua. Marina Volpi commissionò a Piero Fornasetti oggetti curiosi pervasi dall’immagine dell’antico e di Palladio. Di particolare importanza anche la collezione di abiti e accessori firmati dei più grandi couturier dell’epoca come Hermes, Roberta di Camerino e le Sorelle Giunta di Milano.

In asta finiscono lotti che non rappresentano soltanto un’importante collezione, ma raccontano la storia della Villa e della famiglia che l’ha abitata durante il XX secolo. Accanto a pezzi unici come la terracotta Tragedia Greca di Arturo Marini (stima: 25.000 – 30.000 €), si trova infatti un Abito lungo con strascico realizzato con tecnica del merletto irlandese per le nozze di Nerina Pisani con Giuseppe Volpi di Misurata nel 1906, successivamente indossato dalla figlia Marina Volpi per i suoi 50 anni nel 1958 (stima: 2.500 - 3.000 €) e la Scatola lastronata in lapislazzuli con decoro di pesci a smalti policromi di Alfredo Ravasco, la quale presenta al suo interno una dedica per i venticinque anni di matrimonio tra Nerina Pisani e Giuseppe Volpi di Misurata festeggiati nel 1931 (stima: 60.000 - 80.000 €). Come stabilito da Vittorio Dalle Ore, proprietario della Villa, il ricavato dell’asta sarà destinato al restauro e alla valorizzazione dello splendido edificio.

L’esposizione degli arredi, degli oggetti d’arte e del guardaroba di Marina Volpi sarà visitabile a Milano, presso la sede della Casa D’Aste Cambi in Via San Marco 22, da venerdì 30 settembre a martedì 4 ottobre 2022 negli orari 10-19. L’asta avrà poi luogo nella stessa sede il 5 ottobre 2022.

Vanno in asta diversi arredi moderni di Villa Barbaro a Maser
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