Il Padiglione del Sultanato dell’Oman alla Biennale Arte 2026 presenta Zīnah (Adornment), progetto affidato ad Haitham Al Busafi, che ricopre il doppio ruolo di artista e curatore. Commissionata dal Ministero della Cultura, dello Sport e della Gioventù, l’installazione è ospitata presso le Artiglierie dell’Arsenale e resterà aperta al pubblico fino al 22 novembre 2026.
L’opera si fonda sulla rilettura dell’al-zaanah, tradizione omanita legata all’ornamento dei cavalli con elementi in argento. Nel contesto culturale di riferimento, la pratica si configura come un sistema di riconoscimento reciproco tra cavaliere e cavallo, in cui entrambi vengono adornati allo stesso modo. Tale gesto implica una relazione di equivalenza simbolica, nella quale il cavallo viene interpretato come estensione del cavaliere e ne condivide il valore attribuito alla persona umana.
All’interno delle Artiglierie dell’Arsenale, Zīnah si presenta come un ambiente coinvolgente costruito su una sequenza di attraversamento e rivelazione. Il pubblico accede attraverso un passaggio inizialmente oscuro, prima che lo spazio si dispieghi progressivamente. Oltre questa soglia si apre un ambiente ricoperto di sabbia proveniente dal deserto dell’Oman, sul quale si sviluppa una struttura sospesa composta da forme metalliche ispirate all’al-zaanah.
L’installazione introduce una dimensione partecipativa in cui il movimento dei visitatori diventa elemento attivo della composizione. Il cammino sulla sabbia genera infatti una risposta sonora, attivando le componenti metalliche sospese che oscillano e producono suoni. L’intero dispositivo richiama la dimensione acustica originaria della pratica tradizionale, nella quale il contatto tra elementi in argento, in movimento insieme al cavallo e al cavaliere, produceva un suono continuo, determinato da ritmo, peso e prossimità.
Il progetto si sviluppa attraverso un processo iterativo di sperimentazione dei materiali e di definizione spaziale. L’attenzione si concentra sin dall’inizio sulla sequenza percettiva dell’esperienza, ossia sul modo in cui il visitatore attraversa lo spazio, modifica la propria direzione e altera gradualmente la percezione dell’ambiente. Le forme sospese, derivate dall’osservazione dell’al-zaanah, vengono rielaborate in chiave astratta per indagare il comportamento del metallo sotto differenti tensioni e per costruire un paesaggio sonoro reattivo al movimento sulla sabbia. L’opera assume così la configurazione di un sistema aperto, in cui suono, struttura e presenza vengono ridefiniti dall’interazione continua con il pubblico.
Un ulteriore livello del progetto riguarda la dimensione collettiva della produzione. Un workshop svolto a Muscat con studenti e giovani artisti ha contribuito alla realizzazione dell’opera attraverso la trasposizione di idee legate a relazione e riconoscimento in incisioni applicate alle superfici metalliche sospese. In questo modo, la struttura incorpora una pluralità di contributi autoriali, che si sommano alla progettazione iniziale senza interromperne la coerenza formale. Zīnah si presenta quindi come un dispositivo aperto, costruito secondo una logica rigorosa ma completato soltanto dall’interazione con il pubblico. L’opera richiede la presenza e il movimento dei visitatori per attivare le sue componenti sonore e per definirne l’equilibrio complessivo.
Il progetto si inserisce nel tema della Biennale Arte 2026, In Minor Keys, che invita a superare forme di spettacolarizzazione a favore di modalità espressive basate sulla risonanza. In questa prospettiva, Zīnah articola una risposta attraverso elementi quali attrito, peso, riverbero e respiro, tutti riconducibili alla tradizione dell’al-zaanah e alla sua dimensione sonora. Presentata anche come omaggio alla curatrice Koyo Kouoh, scomparsa di recente, la cui visione per la Biennale auspicava pratiche artistiche orientate alla risonanza più che allo spettacolo, l’installazione propone una lettura della chiave minore come frequenza relazionale costruita attraverso prossimità, attenzione e condivisione dello spazio.
"In un mondo che privilegia velocità e spettacolo, quest’opera si dirige verso qualcosa di più silenzioso: l’atto di riconoscere un altro essere, umano o non, come meritevole di bellezza, dignità e presenza”, dice Haitham Al Busafi, artista e curatore.
“L’Oman presenta una proposta artistica contemporanea radicata nella propria specificità culturale, ma al tempo stesso in dialogo con le attuali riflessioni estetiche e intellettuali”, dice H.E. Sayyid Saeed bin Sultan Al Busaidi, Commissario e Sottosegretario alla Cultura del Ministero della Cultura, dello Sport e della Gioventù del Sultanato dell’Oman. “Il progetto intende promuovere il dialogo, ampliare le possibilità interpretative e affermare la cultura sia come motore di sviluppo sia come piattaforma per l’espressione creativa nazionale all’interno di un contesto globale in continua evoluzione”.
| Titolo mostra | Zīnah (Adornment) | Città | Venezia | Sede | Artiglierie dell’Arsenale | Date | Dal 09/05/2026 al 22/11/2026 | Artisti | Haitham Al Busafi | Curatori | Haitham Al Busafi | Temi | Venezia, Biennale di Venezia, 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia |
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.