L’anima dei marmi a Firenze: Michelangelo al centro delle visioni del Simbolismo


Dal David alle opere di Rodin, Bourdelle, Sartorio, Bistolfi e De Carolis, dal 15 dicembre 2026 al 2 maggio 2027 la Galleria dell’Accademia di Firenze indaga la fortuna moderna di Michelangelo e il ruolo della sua opera nella cultura simbolista tra Otto e Novecento.

Dal David di Michelangelo alle sculture di Auguste Rodin e Antoine Bourdelle, fino alle interpretazioni di Giulio Aristide Sartorio, Leonardo Bistolfi e Adolfo De Carolis: la Galleria dell’Accademia di Firenze dedica una mostra alla fortuna moderna dell’artista e al ruolo che la sua opera assunse nelle ricerche della cultura simbolista tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Dal 15 dicembre 2026 al 2 maggio 2027 sarà visitabile L’anima dei marmi. Michelangelo e le visioni del Simbolismo, a cura di Anna Mazzanti e Carlo Sisi.

Il progetto espositivo si sviluppa all’interno della Galleria dell’Accademia di Firenze, uno dei musei del GAMB - Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, istituzione afferente al Ministero della Cultura e diretta da Andreina Contessa. La mostra prende avvio dalla storica esposizione organizzata proprio nella Galleria nel 1875 in occasione del quarto centenario della nascita di Michelangelo. In quella circostanza il David, trasferito pochi anni prima da Piazza della Signoria, venne presentato per la prima volta all’interno di un contesto museale, segnando un passaggio rilevante nella costruzione della fortuna moderna della scultura michelangiolesca.

È a partire da questo episodio che L’anima dei marmi ricostruisce il rapporto instaurato dagli artisti tra Otto e Novecento con l’opera di Michelangelo. Per Rodin, Bourdelle e altri protagonisti della cultura simbolista, le sculture dell’artista non rappresentarono soltanto un riferimento sul piano formale, ma anche uno strumento attraverso cui interrogare la realtà e affrontare temi legati all’energia, alla tensione, all’inquietudine e alla spiritualità dell’uomo moderno. La lezione michelangiolesca viene quindi riletta come una possibilità di andare oltre la rappresentazione immediata delle cose, secondo una sensibilità che avrebbe contribuito alla definizione della modernità artistica.

Michelangelo Buonarroti, Prigione detto Schiavo giovane (1519-1534 circa, scultura in marmo bianco di Carrara; Firenze, Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, inv. Sculture 1914 n. 1079) Foto: Antonio Quattrone
Michelangelo Buonarroti, Prigione detto Schiavo giovane (1519-1534 circa, scultura in marmo bianco di Carrara; Firenze, Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, inv. Sculture 1914 n. 1079) Foto: Antonio Quattrone
Burne-Jones, Edward, La Roue de la Fortune (The Wheel of Fortune) (1877-1883; olio su tela; Parigi,Musee d'Orsay,  Inv.: RF1980-3. Photographer: Gérard Blot) Foto: Gérard Blot. Credit: RMN-Grand Palais / Gérard Blot/ Dist. Foto SCALA
Burne-Jones, Edward, La Roue de la Fortune (The Wheel of Fortune) (1877-1883; olio su tela; Parigi,Musee d’Orsay, Inv.: RF1980-3. Photographer: Gérard Blot) Foto: Gérard Blot. Credit: RMN-Grand Palais / Gérard Blot/ Dist. Foto SCALA

Il percorso comprende sei sezioni e riunisce circa cinquanta opere, collocate in dialogo con la collezione michelangiolesca dei musei del GAMB. I Prigioni, il David, le figure della Sagrestia Nuova delle Cappelle Medicee e quelle della Cappella Sistina vengono messi in relazione con le loro diverse reinterpretazioni realizzate dagli artisti moderni. Il confronto evidenzia le modalità con cui l’eredità di Michelangelo è stata letta e ripensata nel passaggio tra i due secoli.

Tra le opere selezionate figurano Le Petit Ombre di Rodin, The Wheel of Fortune di Edward Burne-Jones e Sagra di Sartorio. Un altro nucleo di confronto prende avvio dall’Anima dannata di Michelangelo, accostata a opere di Bourdelle e al suo Le Cri. I diversi accostamenti proposti dalla mostra intendono mettere in luce la trasformazione del modello michelangiolesco all’interno della sensibilità simbolista, mostrando come la sua opera sia stata assunta dagli artisti come riferimento per una ricerca sulla dimensione interiore e spirituale dell’esperienza umana.

Auguste Rodin, La petite ombre (1880; bronzo; Stiftung Im Obersteg, Depositum nel Kunstmuseum Basel, Inv. Im 1461)
Auguste Rodin, La petite ombre (1880; bronzo; Stiftung Im Obersteg, Depositum nel Kunstmuseum Basel, Inv. Im 1461)
Giulio Aristide Sartorio, Sagra (1923; tempera cerosa su tela; Milano - Gallerie d'Italia, Collezione Fondazione Cariplo)
Giulio Aristide Sartorio, Sagra (1923; tempera cerosa su tela; Milano - Gallerie d’Italia, Collezione Fondazione Cariplo)
Leonardo Bistolfi, La morte - Bozzetto preparatorio per il monumento funerario Abegg “La vita e la morte, verso la luce”, Cimitero di Zurigo (1912-1913; gesso; Genova, Wolfsoniana-Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, inv. 87.1111.6.1)
Leonardo Bistolfi, La morte - Bozzetto preparatorio per il monumento funerario Abegg La vita e la morte, verso la luce, Cimitero di Zurigo (1912-1913; gesso; Genova, Wolfsoniana-Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, inv. 87.1111.6.1)

Il progetto comprende sculture, dipinti e opere grafiche concesse in prestito da istituzioni italiane e internazionali. Tra queste figurano il Musée Rodin, il Musée Bourdelle, il Musée d’Orsay, Tate Britain, il Minneapolis Institute of Art, le Gallerie degli Uffizi e la GNAMC. Le opere saranno esposte nelle sale contigue alla collezione michelangiolesca della Galleria dell’Accademia, creando un percorso in cui i lavori degli artisti moderni vengono messi direttamente in relazione con le opere di Michelangelo conservate nel museo fiorentino.

Il confronto permette così di seguire le diverse direzioni attraverso cui la sensibilità estetica di passaggio dall’Ottocento al Novecento si confrontò con quella che Rodin definì la figura del “grande mago”, arrivando a riconoscere nell’opera di Michelangelo una delle matrici della modernità. La mostra ricostruisce dunque un capitolo della fortuna critica e artistica dell’artista, osservando come la sua presenza sia stata reinterpretata nel contesto delle trasformazioni culturali che accompagnarono il passaggio verso il Novecento.

In occasione della mostra temporanea, la Galleria dell’Accademia di Firenze applicherà inoltre un incremento di 3 euro alle tariffe d’ingresso. Il biglietto singolo avrà un costo di 23 euro, con la possibilità di aggiungere facoltativamente 4 euro per la prenotazione dell’ingresso alla Galleria. L’aumento riguarderà anche il biglietto cumulativo valido per tutti i musei del GAMB, che avrà un costo di 41 euro, e il biglietto cumulativo Museo Nazionale del Bargello – Galleria dell’Accademia di Firenze, il cui prezzo sarà di 29 euro. L’anima dei marmi. Michelangelo e le visioni del Simbolismosarà visitabile alla Galleria dell’Accademia di Firenze dal 15 dicembre 2026 al 2 maggio 2027.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraL’anima dei marmi. Michelangelo e le visioni del Simbolismo
CittàFirenze
SedeGalleria dell’Accademia di Firenze
DateDal 15/12/2026 al 02/05/2027
ArtistiMichelangelo Buonarroti, Artisti vari
CuratoriCarlo Sisi, Anna Mazzanti
TemiFirenze, Arte antica, Arte Moderna



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