Gustave Courbet a Palazzo dei Diamanti con una grande mostra sul suo rapporto con la natura


Gustave Courbet è protagonista a Palazzo dei Diamanti (Ferrara), dal 22 settembre 2018 al 6 gennaio 2019, con la mostra ’Courbet e la natura’.

Dal 22 settembre 2018 al 6 gennaio 2019 Palazzo dei Diamanti a Ferrara ospiterà la mostra Courbet e la natura, un’esposizione interamente dedicata al pittore francese Gustave Courbet (Ornans, 1819 - La Tour-de-Peilz, 1877) e al suo rapporto con la natura.

Courbet, artista provocatore, padre del realismo e uomo dalla personalità complessa, fu anche un eccellente paesaggista, che considerava la natura la sua principale fonte di ispirazione: non a caso due terzi della sua produzione sono costituiti da panorami, vedute, scorci, orizzonti, lande campestri, in cui il protagonista è l’elemento naturale.

Gustave Courbet, peraltro, torna per la prima volta in Italia dopo circa cinquant’anni dall’ultima rassegna a lui dedicata, e Palazzo dei Diamanti gli rende omaggio con un’importante retrospettiva che racconta la carriera del grande maestro francese approfondendo, in particolare, la sua considerevole produzione di paesaggi e il suo singolare rapporto con la natura.

L’esposizione presenta circa cinquanta tele provenienti dai più importanti musei internazionali e conduce il visitatore in un percorso che si preannuncia interessante. I paesaggi della regione natale, la Franca Contea, occupano un posto particolare nel cuore dell’artista: la vallata lussureggiante della Loue, gli altipiani aridi, i fiumi impetuosi, il sottobosco e i cieli immensi sono rielaborati in infinite e sorprendenti varianti. Motivo d’ispirazione sono stati anche i luoghi dove ebbe modo di soggiornare o che visitò nel corso della sua vita, come le coste mediterranee nei pressi di Montpellier, i paesaggi rocciosi della regione della Mosa in Belgio, le marine della Normandia, con le onde rigonfie prima di infrangersi sugli scogli, o i laghi svizzeri dipinti in esilio in un’atmosfera carica di nostalgia. A questi soggetti si aggiungono i dipinti che hanno per tema i nudi e gli animali nel paesaggio, dove Courbet dimostra ancora una volta di essere portatore di uno sguardo originale sul mondo, ma anche di essere consapevole della grande tradizione pittorica occidentale, studiata al Louvre.

Dotato di una rara sensibilità, la sua visione personale ma realistica del mondo lo ha portato a innovare profondamente la pittura. Le sue opere, mantenendosi in bilico fra gli echi del Romanticismo e i riflessi di un Impressionismo che proprio in quegli anni muoveva i primi passi, rappresentarono un sicuro modello di riferimento per Manet, Monet, Degas e compagni.
Artista engagé e grande pittore di nudi femminili, Courbet preferì sempre la rappresentazione degli elementi naturali, en plein air o nello studio, anche quando si trovò ad affrontare i temi sociali che lo resero famoso, o quando si concentrò su semplici scene di vita quotidiana. Con Courbet l’arte si emancipa dagli ideali classici e romantici e il vero e la natura diventano i perni attorno a cui far ruotare le narrazioni della propria epoca, quanto più vicino possibile al reale.

In questo senso la sua passione per il mondo naturale lo portò a “fotografare” gli angoli più reconditi dei luoghi in cui si recò nel corso dei suoi frequenti viaggi (Parigi, la natia Ornans e i suoi dintorni, le coste della Normandia e del Mediterraneo, la Germania e la Svizzera) restituendoci tutto il sentimento realista, e insieme lirico, di quegli umidi sottoboschi, dei cieli immensi, dei mari, dei torrenti, delle cascate, dei corsi d’acqua e delle grotte.
Con Courbet e la natura il pubblico italiano potrà quindi riscoprire l’opera di uno dei più grandi pittori dell’Ottocento, un artista che ha lasciato un segno indelebile sulla sua epoca riuscendo a traghettare l’arte francese dal sogno romantico alla cruda pittura di realtà, e da questa a un nuovo amore per la natura.

Dieci le sezioni dell’esposizione: un prologo che introduce la personalità artistica e umana di Gustave Courbet attraverso due capolavori come L’uomo ferito e La quercia di Flagey, e a seguire “Cartloine della Franca Contea”, “La figura e la natura”, “Il Mediterraneo”, “Grotte”, “Viaggi e confronti”, “Natura morta: paesaggi della nostalgia”, “Paesaggi di mare”, “Svizzera”, “La caccia”.

La mostra è curata da Dominique de Font-Réaulx, Barbara Guidi, Maria Luisa Pacelli, Isolde Pludermacher e Vincent Pomarède ed organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara. Per informazioni è possibile collegarsi al sito di Palazzo dei Diamanti.

Nell’immagine: Gustave Courbet, Caprioli alla fonte (1868; olio su tela, 97,5 x 129,8 cm; Fort Worth, Kimbell Art Museum)

Gustave Courbet a Palazzo dei Diamanti con una grande mostra sul suo rapporto con la natura
Gustave Courbet a Palazzo dei Diamanti con una grande mostra sul suo rapporto con la natura


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