Dal 13 maggio al 16 giugno 2026, la Galleria di 10 Corso Como di Milano presenta un progetto espositivo dedicato a Jannis Kounellis (Pireo, 1936 - Roma, 2017), tra i principali protagonisti dell’Arte Povera e figura centrale dell’arte del Novecento. La mostra, intitolata Jannis Kounellis. Untitled e curata da Alessio de’ Navasques, nasce dalla collaborazione con Galleria Fumagalli e propone una grande installazione realizzata dall’artista greco nel 2009.
L’intervento si inserisce negli spazi ripensati di 10 Corso Como, un tempo ambienti industriali trasformati in luogo espositivo, e stabilisce un dialogo diretto con la ricerca di Kounellis, che nel corso della sua carriera ha spesso scelto contesti non convenzionali per i propri lavori. Chiese, garage, ruderi ed ex spazi industriali hanno infatti rappresentato per l’artista luoghi privilegiati nei quali spostare la pratica espositiva fuori dal sistema tradizionale di musei e gallerie, verso una dimensione più pubblica e condivisa.
Al centro della mostra si trova una grande installazione composta da settanta cappotti neri, disposti nello spazio come presenze silenziose e insieme come tracce del passato. L’opera costruisce una sorta di drammaturgia essenziale, in cui il bianco della galleria si trasforma in un teatro spoglio e rigoroso e il visitatore assume il ruolo di protagonista. La sequenza serrata dei cappotti genera un dispositivo visivo di forte impatto, che invita a rallentare lo sguardo e a confrontarsi con una riflessione sul tempo, sulla memoria e sulla condizione umana.
I cappotti vengono presentati come oggetti capaci di conservare una doppia traccia, materiale e immateriale, di chi li ha indossati. Diventano segni di assenza e presenza, testimonianze di vite vissute, elementi che rimandano a storie individuali e collettive. Simboli di protezione ma anche di vulnerabilità, evocano il movimento, il passaggio e la precarietà dell’esistenza. In questa prospettiva, il cappotto si trasforma in un riferimento diretto all’uomo e diventa il fulcro della ricerca dell’artista, inserito in una sorta di grande atto unico in cui la vita stessa viene messa in scena.
L’opera assume una particolare attualità in un presente segnato da profondi sconvolgimenti politici e sociali, nel quale il dibattito internazionale torna a concentrarsi sulle migrazioni, sugli spostamenti e sulla condizione dell’essere umano in transito. L’installazione si impone così come una sospensione, un invito a fermarsi e ad andare oltre la superficie, leggendo nell’assenza dei corpi una riflessione sul destino collettivo e sulla fragilità dell’esperienza contemporanea. L’abito viene proposto come testimonianza del tempo e come elemento carico di riferimenti culturali e sociali. Rimanda alla tradizione letteraria di Gogol e Dostoevskij, ma anche al cinema neorealista, diventando allegoria di nomadismo e diaspora e portatore di una precisa memoria storica. Nell’installazione di Kounellis il cappotto si fa macchia, calco, corpo e sudario, tenendo insieme dimensione sacra e dimensione sociale.
| Titolo mostra | Jannis Kounellis. Untitled | Città | Milano | Sede | Galleria di 10 Corso Como | Date | Dal 13/05/2026 al 16/06/2026 | Artisti | Jannis Kounellis | Curatori | Alessio de’ Navasques | Temi | Arte Povera |
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