Alla galleria Galleria Paolo Antonacci di Roma, dal 3 al 20 giugno 2026, è in corso la mostra personale Silenzi parlanti di Paolo La Motta, artista napoletano legato al Rione Sanità (Napoli), dove vive e lavora. Il progetto espositivo si articola in trenta dipinti a olio su tela che restituiscono un linguaggio figurativo radicato tra Ottocento e Novecento, reinterpretato in chiave contemporanea.
Il lavoro presentato si colloca all’interno di una ricerca che intreccia riferimenti alla tradizione pittorica europea e una lettura della realtà urbana quotidiana. Le opere insistono su soggetti domestici, interni e scorci architettonici, costruendo un impianto visivo in cui luce e ombra assumono un ruolo strutturale nella definizione delle immagini.
Nel testo critico legato alla mostra, Sylvain Bellenger, già direttore per otto anni del Museo e Real Bosco di Capodimonte e curatore di una personale dell’artista nel 2021, individua nella pittura di La Motta una costellazione di riferimenti che attraversa differenti tradizioni figurative. Tra questi vengono richiamati Thomas Jones, Edward Hopper, Andrew Wyeth, Vilhelm Hammershøi, Thomas Eakins e Edgar Degas, letti come elementi di una genealogia visiva che comprende anche la tradizione del paesaggio e della rappresentazione dello spazio.
“Questa dimensione storica è la peculiarità ideale della galleria Paolo Antonacci che per tradizione familiare si dedica da sempre all’arte antica, in particolare a quel neoclassicismo romano e napoletano che, dopo il Rinascimento, ha fatto del passato un’avanguardia per tutta l’Europa, portato dai viaggiatori del Grand Tour e dai dilettanti inglesi. L’incontro tra La Motta e Antonacci era scritto in anticipo e oggi non fa che realizzarsi attraverso questa mostra”, scrive Bellenger nell’introduzione alla mostra.
La pratica di La Motta, pittore e scultore, viene descritta come strettamente connessa all’esperienza quotidiana. L’osservazione del quartiere, delle superfici architettoniche e delle condizioni della luce costituisce il punto di partenza del processo artistico. Finestre, balconi in stato di degrado e portoni barocchi privati degli elementi decorativi originari diventano nuclei iconografici ricorrenti, attraverso cui la città si configura come elemento identitario e strutturante.
Secondo la lettura proposta da Bellenger, la pittura dell’artista restituisce la dimensione di una gravità poetica e ansiosa delle cose semplici, in cui ritratti, paesaggi e interni si collocano in uno spazio di tensione tra dimensione quotidiana e impostazione metafisica. Tale impostazione si inserisce in un quadro della pittura italiana contemporanea, in cui la rappresentazione del reale mantiene un rapporto diretto con la tradizione figurativa pur assumendo declinazioni attuali.
| Titolo mostra | Silenzi Parlanti | Città | Roma | Sede | Galleria Paolo Antonacci | Date | Dal 03/06/2026 al 20/06/2026 | Artisti | Paolo La Motta | Temi | Arte contemporanea, Roma |
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.