Dal 18 al 26 settembre 2026 torna a Savona CONNEXXION – Festival Diffuso di Arte Contemporanea, giunto alla quarta edizione e curato da Livia Savorelli. Il tema scelto per quest’anno è Elegia della fragilità, un progetto che attraverso arte partecipativa, performance, talk, mostre, installazioni e laboratori propone una riflessione sulla fragilità come elemento costitutivo dell’essere umano e, allo stesso tempo, come possibile risorsa per il cambiamento.
Il Festival si sviluppa in diversi luoghi della città. Accanto all’ex Carcere Sant’Agostino, individuato come sede principale di CONNEXXION dal 2024, l’edizione 2026 coinvolge per la prima volta la Pinacoteca Civica di Savona e Villa Cambiaso. L’ex carcere è stato riaperto e temporaneamente restituito alla cittadinanza anche grazie al Festival e alla sinergia tra tre enti: l’Agenzia del Demanio, proprietaria del bene, il Comune di Savona e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Imperia e Savona.
L’edizione è realizzata con il contributo del Comune di Savona, dell’Unione Industriali della Provincia di Savona, della Fondazione De Mari e di Banca Generali Private. Il progetto ha inoltre ricevuto il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del Bando Festival partecipativi 2026, rivolto alle iniziative che intendono favorire la partecipazione delle persone e dei territori, sostenendo esperienze culturali al di fuori dei luoghi convenzionali della cultura, diversificando la base sociale e ampliando l’accesso alla cultura.
Sono quattordici gli artisti invitati dalla curatrice a partecipare a Elegia della fragilità: Riccardo Bandiera, Veronica Benedetti, Fabio Bix, Luca Carlevarino, Monica Carrera, Francesca Catellani, Elisabetta Di Sopra, Clarissa Falco, Martina Fontana, Fatma Ibrahimi, Stefania Loreto, Max Magaldi, Matteo Mandelli e Camilla Marinoni. Come nelle precedenti edizioni, CONNEXXION costruisce inoltre una rete con associazioni e gruppi del territorio e di livello nazionale. I partner del 2026 sono Opere Sociali, Opere Sociali Servizi, Associazione Museo Villa Cambiaso APS, Auser Savona, Zinöa22, Gruppo FAI Giovani Savona, Associazione Culturale Tempo Uguale Arte ets, Sorelle di corpo e Flat farfalle libere.
Il programma è stato preceduto da un’anteprima al Santuario di Savona, dove è stato presentato Moire di Martina Fontana, uno dei due Special Projects ideati per questa edizione. Il progetto è nato in collaborazione con Opere Sociali e Opere Sociali Servizi e ha coinvolto alcuni ospiti della RSA Santuario. Il lavoro di Fontana è stato sviluppato attraverso un processo partecipativo e sarà successivamente presentato anche alla Pinacoteca Civica.
L’apertura ufficiale del Festival è prevista il 18 settembre alla Pinacoteca Civica di Savona, con le performance Ceramoprosthesis di Clarissa Falco e The Contact di Matteo Mandelli. Nella stessa giornata sarà possibile visitare le opere di Mandelli e Martina Fontana, quest’ultima risultato del percorso partecipativo realizzato con la RSA Santuario.
Il 19 settembre CONNEXXION si sposta all’ex Carcere Sant’Agostino, con la presentazione delle installazioni realizzate dagli artisti coinvolti, che resteranno visitabili fino al 26 settembre. Il giorno seguente, 20 settembre, è prevista una visita narrata dell’ex carcere curata dal Gruppo FAI Giovani Savona. La sede, già centrale nelle precedenti edizioni, diventa così anche quest’anno uno dei luoghi attraverso cui il Festival mette in relazione la produzione artistica contemporanea, la storia degli spazi e la partecipazione della cittadinanza.
Il finissage si svolgerà invece il 26 settembre a Villa Cambiaso, dove sarà presentato il secondo Special Project dell’edizione. Si tratta di Le Luci di Zinöa di Francesca Catellani, realizzato in collaborazione con Zinöa22. Il progetto prende la forma di un podcast disponibile sia in formato audio sia video e nasce dall’incontro dell’autrice con alcuni abitanti storici del quartiere di Zinola, a Savona. Attraverso una selezione degli estratti dalle interviste raccolte, Catellani compone un insieme di testimonianze, memorie, riflessioni e visioni dedicate alla storia del quartiere e alla sua realtà contemporanea.
La versione video, presentata a Villa Cambiaso, combina immagini fotografiche realizzate dall’autrice su pellicola e una ripresa fissa sul mare. Il lavoro propone così un’immersione nei luoghi di Zinola, attraverso ricordi, esperienze e prospettive che si confrontano con un presente in trasformazione. Al centro del progetto sono il valore della comunità e dei legami che la attraversano, insieme all’ascolto dei cambiamenti, delle criticità e delle possibilità legate a un futuro condiviso.
“In tempi bui”, dice Livia Savorelli, ideatrice e curatrice di CONNEXXION, “come quelli che stiamo vivendo, dove il singolo è schiacciato dai pesanti ingranaggidella politica e dell’economia, i cui effetti su intere popolazioni non sono neanche più mitigati daldiritto internazionale, ho provato a livello personale un forte senso di smarrimento che ho cercatodi superare al meglio con la modalità che più mi appartiene, una visione che alterna parole e opereper costruire degli immaginari che possano arrivare alla mente e al cuore del maggior numero dipersone possibile, credendo fermamente nel potere trasformativo dell’arte contemporanea. Horagionato come traslare il concetto di fragilità, connaturato alla nostra stessa natura di essereumani, in una dimensione che fosse un inno di quella stessa fragilità. È nata così Elegia dellafragilità.A tutti i potenti di questo mondo, disposti a distruggere interi popoli, rispondiamo con una visionedella fragilità attiva, non sottomessa, volta a riportare l’attenzione alla persona, tanto più senecessitante di cure e maggiori attenzioni. Rispondiamo con intelligenza, empatia per gli altri,amore per ciò che ci circonda e ci accoglie, opponiamo all’odio la forza della nostra fragilità che crediamo possa essere un’importante strada per un cambiamento quanto mai necessario”.
Il punto di partenza teorico dell’edizione è Teoria della Fragilità. Alla ricerca di un potere nascosto di Roberto Gramiccia, pubblicato da Diarkos nel 2026. Il volume individua tre tipologie di fragilità: individuale, sociale ed esistenziale. Ciascuna può inoltre manifestarsi secondo una duplice variante, attiva o ribelle oppure passiva o rassegnata.
Elegia della fragilità si interroga anche sul rapporto tra la fragilità umana e la techne, intesa come l’insieme degli strumenti attraverso cui l’umanità ha cercato di oltrepassare alcuni dei propri limiti ontologici. La tecnica, tuttavia, può trasformarsi nel tempo in una forma di dipendenza capace di amplificare proprio quella fragilità che dovrebbe contribuire a superare.
Il tema viene collegato anche alle trasformazioni prodotte dal capitalismo contemporaneo. In una società organizzata secondo criteri di efficienza e produttività, diventano fragili coloro che non riescono a raggiungere determinati standard, con il rischio di assoggettare la dimensione umana a quella di una macchina produttiva. Il rapporto tra technee capitalismo viene quindi posto in relazione con quello tra techne e fragilità.
Nel ragionamento proposto da Gramiccia, ripreso dalla curatela del Festival, guerre, pandemie, cambiamenti climatici, carestie e migrazioni vengono ricondotti agli effetti di un modello di progresso definito, attraverso il riferimento ad Andrea Zanzotto e al volume In questo progresso scorsoio. Conversazione con Marzio Breda del 2009, come un processo caratterizzato da una tecno-scienza potenzialmente disumanizzante.
La riflessione si sposta quindi sulla condizione contemporanea e sulle conseguenze dell’ipertecnologizzazione. Postfordismo, ipersviluppo tecnologico, cybercapitalismo e capitalismo cognitivo vengono indicati come sistemi che possono disperdere e atomizzare gli individui, trasformando la fragilità attiva in una fragilità passiva. Da qui deriva l’idea di una necessità di conflitto inteso non soltanto come opposizione, ma come possibilità di trasformazione: lasciarsi “fecondare dal conflitto” significa, nella prospettiva assunta dal Festival, trasformare la propria fragilità in forza e strumento di cambiamento.
Una parte consistente della nuova edizione di CONNEXXION è quindi dedicata al rapporto tra cybercultura e umanità. La rivoluzione digitale, secondo l’impostazione del progetto, ha prodotto inizialmente una serie di trasformazioni positive, dall’accesso alle informazioni alla riduzione delle distanze fisiche e dei tempi necessari per ottenere contenuti, fino alle maggiori prestazioni offerte dagli strumenti diagnostici.
Le piattaforme digitali, sviluppatesi anche sotto il segno della democratizzazione dell’informazione e della possibilità per gli utenti di acquisire una voce all’interno del sistema, hanno tuttavia mostrato anche conseguenze problematiche. Il Festival individua in questo passaggio uno slittamento dalla vita reale verso un’esistenza digitale e un conseguente “mutamento antropologico”. L’umanità iperconnessa, continuamente stimolata e inserita nelle comunità digitali, può diventare invece passiva nella propria esistenza concreta, manifestando fenomeni di isolamento, solitudine e distacco sociale.
“Le aziende digitali (Meta, Google, Amazon, eccetera), quelle che si occupano di tecnologie militari, i centri di ricerca big tech finiscono per piegare, tendenzialmente, le loro attività alle esigenze dei propri margini di profitto”, afferma Roberto Gramiccia. “Lo mostra bene Shoshana Zuboff che ne Il capitalismo della sorveglianza si sofferma sui reali interessi dei colossi digitali, capaci di appropriarsi persino dell’intangibilità dell’esperienza umana – dagli hobbies, ai bisogni fino ai desideri – per trasformarla in dati comportamentali da vendere al miglior offerente”.
CONNEXXION interpreta dunque la rivoluzione digitale come una delle più rilevanti forme di trasformazione passiva della contemporaneità e utilizza l’arte contemporanea per aprire una riflessione sulla fragilità e sulle sue possibili declinazioni. L’obiettivo dichiarato è alimentare il senso critico dei diversi interlocutori coinvolti e attivare meccanismi di difesa delle individualità.
In continuità con le precedenti edizioni, dedicate all’approfondimento di questioni considerate urgenti per il presente, Elegia della fragilità affronta questi temi attraverso installazioni, performance, workshop e talk, distribuendo la programmazione in diversi luoghi di Savona e mettendo in relazione artisti, associazioni, abitanti e pubblico. Le informazioni relative agli eventi del Festival sono disponibili sul sito ufficiale di CONNEXXION.
| Titolo mostra | CONNEXXION – Festival Diffuso di Arte Contemporanea | Città | Savona | Sede | Varie sedi | Date | Dal 18/09/2026 al 26/09/2026 | Curatori | Livia Savorelli | Temi | Arte contemporanea |
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