Gallerie dell'Accademia, inaugura inedito percorso espositivo dedicato alla pittura veneta del '600 e '700


A settembre inaugurerà alle Gallerie dell’Accademia di Venezia un inedito percorso espositivo dedicato alla pittura a Venezia e nel Veneto nel Seicento e Settecento.

All’inizio di settembre 2021 le Gallerie dell’Accademia di Venezia inaugureranno un inedito percorso espositivo dedicato alla pittura a Venezia e nel Veneto nel Seicento e Settecento, che si svilupperà nei Saloni Selva-Lazzari al piano terra.

Sarà esposta una selezione di 63 opere, in parte mai esposte finora o mai ammirate nell’aspetto attuale, poiché restaurate per l’occasione. Tra i capolavori restaurati, il Castigo dei serpenti di Tiepolo, una tela lunga oltre 13 metri proveniente dalla Chiesa veneziana dei Santi Cosma e Damiano; la Deposizione di Cristo dalla croce di Luca Giordano, esposta per la prima volta all’interno della collezione permanente; Erminia e Vafrino scoprono Tancredi ferito di Gianantonio Guardi, unica tela di un ciclo di tredici opere ispirato alla Gerusalemme liberata, rientrata in Italia dopo un complesso iter collezionistico; la Parabola delle Vergini sagge e delle Vergini stolte di Padovanino, presentata per la prima volta in assoluto al pubblico e riallestita a soffitto com’era originariamente; la Giuditta e Oloferne della pittrice veneziana Giulia Lama.

Il nuovo percorso espositivo presenterà temi e protagonisti significativi della produzione pittorica del Seicento e Settecento. “Con questa iniziativa”, ha dichiarato il direttore Giulio Manieri Elia, che ha curato il progetto insieme alla vicedirettrice Roberta Battaglia e a Michele Nicolaci, “le Gallerie diventano il luogo privilegiato, nel panorama mondiale, per conoscere un tassello importante e ancora poco noto della storia dell’arte, in particolare della pittura a Venezia e nel Veneto nel Seicento, che per la prima volta viene rappresentata in museo con uno spazio interamente a essa dedicato. Un’assoluta novità è anche l’allestimento del salone settecentesco che, accanto a capolavori inediti, presenterà una sorta di ‘museo nel museo’, riservato a uno dei geni dell’arte di sempre, Giambattista Tiepolo”.

Nel dettaglio, nella sala 5 si ammireranno opere di grande formato del Seicento veneziano provenienti soprattutto da chiese ed edifici religiosi della città, tra cui le monumentali pale di Luca Giordano, come la Deposizione di Cristo dalla croce, e di Pietro da Cortona con il restaurato Daniele nella fossa dei leoni. Inoltre saranno esposti importanti capolavori di Bernardo Strozzi, Nicolas Régnier, Sebastiano Mazzoni, di cui si espone l’inedita Strage degli Innocenti, appena acquistata dallo Stato nel 2021. Si avrà occasione anche di comprendere la decorazione della chiesa veneziana dell’Ospedale degli Incurabili, andata distrutta nel 1831, di cui oggi viene presentata per la prima volta in assoluto la Parabola delle Vergini sagge e delle Vergini stolte di Padovanino, anch’essa restaurata e riallestita a soffitto per restituirne la corretta visione dal sotto-in-su, e di vedere l’ampio frammento della Parabola del banchetto di nozze di Bernardo Strozzi, parte della decorazione degli Incurabili, acquisita dallo Stato nel 2016.

La sala 6 si concentrerà invece sulla vasta produzione pittorica veneziana del Settecento, con alcune sottosezioni tematiche. Partendo dalla scena di Erminia e Vafrino di Gianantonio Guardi, presentata ora al pubblico dopo l’accurato restauro che ne ha recuperato la qualità e freschezza della stesura pittorica, si giunge a una selezione di opere di Tiepolo, tra cui il Castigo dei serpenti, e ad altre due sezioni deddicate al paesaggio e alla pittura di interno con le celebri scenette di Pietro Longhi. Tra i vari protagonisti di questo salone è anche la pittrice veneziana Giulia Lama con Giuditta e Oloferne. In entrambi i saloni è stata posta grande attenzione al recupero della decorazione sei e settecentesca della Scuola della Carità, oggi inglobata nel percorso museale del primo piano. In particolare, dalla sala del Capitolo provengono la Circoncisione di Gregorio Lazzarini e la Disputa di Cristo con i dottori di Gianantonio Fumiani, mentre dalla sala della Nuova Cancelleria proviene il ciclo di tele ispirate a storie del Vecchio Testamento, cui presero parte diverse personalità dell’Accademia veneziana di Belle Arti, come Giandomenico Tiepolo.

I nuovi spazi così articolati restituiscono circolarità al percorso espositivo al piano terra, costituendo un anello di congiunzione tra la prima sezione, inaugurata nel maggio 2015 (sale 1-4) e l’ultima, aperta nel gennaio 2016 (sale 7-13). Da un punto di vista storico-artistico, il salone di dipinti del Seicento (sala 5) dialoga con le sale precedenti dedicate al collezionismo privato seicentesco (sala 3), mentre il salone dedicato al Settecento (sala 6) anticipa la narrazione dell’ultima ala (in particolare le sale 8 e 9), che racconta il successo internazionale della pittura settecentesca.  

Il nuovo percorso espositivo è stato realizzato grazie al sostegno di Venetian Heritage, organizzazione no profit impegnata nella salvaguardia e nella promozione del patrimonio culturale veneziano, che ha finanziato l’intero allestimento nonché importanti restauri: dal Castigo dei serpenti di Tiepolo alla Deposizione di Cristo dalla croce di Luca Giordano, dall’Indovina di Giambattista Piazzetta all’Erminia e Vafrino di Gianantonio Guardi. Altri interventi di restauro sono stati finanziati dal Ministero della Cultura (Padovanino, Parabola delle Vergini sagge e folli), da Intesa Sanpaolo nell’ambito del progetto Restituzioni (Pietro da Cortona, Daniele nella fossa dei leoni, Nicolas Régnier, Annunciazione) e da società private nell’ambito del progetto Rivelazioni di Borsa Italiana (Giulia Lama, Giuditta e Oloferne e Francesco Ruschi, Sant’Orsola).

Le sale presentano inoltre un impianto di illuminazione a tecnologia LED completamente rinnovato, grazie alla sponsorizzazione tecnica di iGuzzini illuminazione.

Immagine: Padovanino, Parabola delle Vergini sagge e delle Vergini stolte (1636-1637) © G.A.VE  Archivio fotografico. Foto Matteo De Fina, su concessione del Ministero della Cultura - Gallerie dell’Accademia di Venezia. 

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