È stato presentato oggi al Teatro Regio di Torino il progetto di riqualificazione, rilancio e valorizzazione della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, destinato a ridefinire il futuro del museo attraverso un intervento che punta a rinnovarne gli spazi, le funzioni e il rapporto con la città. Il progetto è stato affidato al raggruppamento guidato dallo studio olandese MVRDV insieme agli studi torinesi Balance Architettura ed EP&S Group, vincitori del Concorso internazionale di progettazione. L’iniziativa è stata realizzata da Fondazione Torino Musei con Fondazione Compagnia di San Paolo, in collaborazione con la Città di Torino e con il supporto della Fondazione per l’Architettura / Torino.
L’intervento rappresenta uno dei più consistenti investimenti nel settore museale attualmente in corso in Italia e tra i più rilevanti in Europa. Il piano dispone infatti di un finanziamento complessivo pari a 27,5 milioni di euro, sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, e si inserisce nel percorso delineato dal Piano Strategico della Fondazione Torino Musei.
Fondata come prima galleria civica d’arte moderna d’Italia, la GAM custodisce una collezione composta da oltre 50.000 opere. Il progetto di riqualificazione punta a ripensarne il ruolo nel panorama museale contemporaneo, intervenendo sia sull’edificio sia sulle modalità di fruizione degli spazi, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità ambientale, dell’accessibilità, dell’inclusione e dell’innovazione tecnologica. L’obiettivo dichiarato è quello di sviluppare un museo capace di dialogare con le trasformazioni sociali e culturali, mantenendo al tempo stesso il legame con la propria storia architettonica.
Il progetto riprende infatti l’impostazione originaria dell’edificio realizzato negli anni Cinquanta dagli architetti Carlo Bassi e Goffredo Boschetti, considerato all’epoca una delle esperienze museali più innovative del dopoguerra italiano. La nuova proposta interpreta quell’impianto in chiave contemporanea, trasformando la GAM in una piattaforma culturale aperta e in una grande piazza civica destinata a favorire l’incontro tra cittadini, visitatori e comunità.
La presentazione ufficiale ha visto la partecipazione del sindaco di Torino Stefano Lo Russo, del presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo e presidente della giuria del concorso Marco Gilli, del presidente della Fondazione Torino Musei Massimo Broccio e dei rappresentanti del gruppo vincitore: Winy Maas e Bertrand Schippan per MVRDV, Alberto Lessan e Jacopo Bracco per Balance Architettura ed Elena Bo per EP&S Group. L’incontro è stato moderato dal vicedirettore de La Stampa Federico Monga e dal direttore editoriale di Domus Walter Mariotti, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni cittadine e nazionali.
Contestualmente è stata annunciata anche una mostra dedicata al Concorso internazionale di progettazione. L’esposizione, visitabile alla GAM dal 1° luglio 2026, presenterà il progetto vincitore insieme alle altre quattro proposte finaliste selezionate tra 49 gruppi di progettazione provenienti da diversi Paesi. Oltre al raggruppamento guidato da MVRDV, saranno esposti i progetti di Kengo Kuma & Associates Europe, Guillermo Vázquez Consuegra Arquitecto SLP, Mario Cucinella Architects e ACPV Architects – Antonio Citterio Patricia Viel. L’iniziativa intende documentare il percorso che ha portato alla definizione del nuovo assetto del museo e offrire al pubblico una panoramica sulle differenti interpretazioni progettuali elaborate per il futuro della GAM.
Il gruppo vincitore è composto da MVRDV, Balance Architettura, EP&S Group, da Michelangelo Di Gioia e dal professor Filippo Busato, con la collaborazione di Stratosferica e della storica dell’arte Giorgina Bertolino. L’esito del concorso era stato annunciato lo scorso 20 dicembre e la giuria ha motivato la scelta sottolineando la capacità della proposta di affrontare la riqualificazione come una riscrittura critica e rispettosa dell’edificio, valorizzandone la relazione con il contesto urbano.
Il progetto ridefinisce il museo come infrastruttura civica aperta, concepita per ampliare le modalità di utilizzo degli spazi e rafforzare il dialogo tra architettura, collezioni e città. L’intenzione è superare la tradizionale funzione espositiva del museo per attribuirgli un ruolo ampio come luogo di aggregazione e partecipazione pubblica.
Tra gli interventi più importanti figura la realizzazione di una nuova piazza civica polifunzionale all’esterno dell’edificio, destinata a essere accessibile durante tutto l’arco della giornata e ad accogliere attività culturali e iniziative all’aperto. Anche i giardini saranno oggetto di una riorganizzazione, con un incremento delle superfici verdi e una diversa integrazione delle opere d’arte all’aperto nel paesaggio urbano.
L’ingresso principale rimarrà nella posizione storica all’angolo tra corso Galileo Ferraris e via Magenta, mentre un nuovo percorso pedonale denominato “Diagonale di luce” attraverserà il complesso collegando il centro cittadino con le aree urbane interessate dai più recenti processi di trasformazione.
Gli interventi interesseranno anche gli spazi interni. Il progetto prevede il recupero della configurazione originaria del 1951, modificata nel tempo da successive stratificazioni, con una riorganizzazione finalizzata a rendere più chiaro e continuo il percorso museale. La luce naturale assumerà un ruolo centrale nella definizione degli ambienti e la scala monumentale tornerà a costituire uno degli elementi principali dell’esperienza di visita.
Una delle novità più rilevanti riguarda il patrimonio conservato nei depositi della GAM. Oltre 50.000 opere, finora custodite prevalentemente negli spazi sotterranei, saranno interessate da un nuovo progetto di valorizzazione attraverso la realizzazione del cosiddetto Deposito Vivente. Il piano interrato diventerà infatti uno spazio accessibile al pubblico, concepito come ambiente espositivo permanente. L’uso di superfici trasparenti consentirà inoltre di rendere visibile parte del percorso anche dall’esterno dell’edificio.
La distribuzione funzionale degli ambienti sarà profondamente rivista. Al piano terra troveranno posto le aree di accoglienza, gli spazi dedicati alla didattica e un’area polifunzionale destinata ad attività rivolte anche alle comunità cittadine. Sarà inoltre realizzata una nuova area di ristorazione, dotata di ingresso indipendente, concepita per ampliare la fruibilità del complesso anche oltre gli orari di visita del museo.
Il progetto comprende anche un nuovo auditorium autonomo, preceduto da un foyer flessibile e anch’esso accessibile indipendentemente dal percorso museale. Lo spazio sarà destinato a ospitare attività performative, incontri e iniziative culturali. Le collezioni permanenti e le sale dedicate alle mostre temporanee saranno invece distribuite tra il primo e il secondo piano, secondo criteri progettuali che privilegiano la flessibilità degli allestimenti e l’adattabilità alle diverse esigenze curatoriali.
Nel corso della presentazione è stato infine annunciato un Public Program che accompagnerà l’intera fase di realizzazione dei lavori fino all’estate del 2027. Il programma comprenderà iniziative rivolte al pubblico durante il periodo di cantierizzazione, con l’obiettivo di mantenere attivo il rapporto tra la GAM, la città e i visitatori mentre procederà la trasformazione dell’edificio.
“Siamo davvero molto soddisfatti di questo progetto di respiro internazionale, che apre ufficialmente una nuova fase della storia della GAM, per farne un modello culturale e di innovazione”, dichiara il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo. “Tra gli obiettivi che, come amministrazione, ci siamo posti sin dall’inizio del nostro mandato vi è sicuramente il rilancio di quella che, non dimentichiamo, è stata la prima Galleria d’arte moderna d’Italia e riveste da sempre un ruolo strategico all’interno del sistema culturale della nostra città. Per la GAM è iniziato un percorso di rinnovamento che, anche attraverso il grande piano di riqualificazione architettonica che l’esito del concorso di progettazione sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo permetterà di mettere in campo, la riporterà all’antico splendore, riprendendo quello spirito avanguardistico che caratterizzò la sua nascita arricchito di elementi nuovi e innovativi, per valorizzarne sempre di più il prestigio al livello nazionale ed internazionale. Investire nella cultura ha sempre un valore positivo, per la qualità della vita delle cittadine e dei cittadini e per la promozione della città”.
“La GAM è uno dei luoghi simbolo della cultura italiana e il suo rilancio rappresenta una grande opportunità per Torino”, afferma Marco Gilli, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo e Presidente della giuria. “La Fondazione Compagnia di San Paolo ha scelto di sostenere questo percorso con una visione di lungo periodo, assumendo integralmente l’onere dell’investimento per il restauro e la riqualificazione del museo e mettendo a disposizione, oltre alle risorse economiche necessarie, competenze ed esperienza maturate nella promozione di concorsi internazionali di architettura per grandi istituzioni culturali. Come per il Museo Egizio e per la Cavallerizza Reale, crediamo che la valorizzazione del patrimonio debba misurarsi con le esigenze del presente e con le sfide del futuro: per questa ragione la rigenerazione della GAM rientra tra i Progetti di Sviluppo del Piano Strategico 2025-2028 della Fondazione. Il progetto architettonico selezionato restituisce alla GAM la sua vocazione innovatrice, rafforzandone il ruolo di infrastruttura culturale aperta, accessibile e internazionale. È un investimento sulla qualità della città, sulla sua capacità di attrarre talenti, generare conoscenza e offrire nuove opportunità di partecipazione culturale alle generazioni future”.
“La GAM, la più antica Galleria civica di arte moderna e contemporanea in Italia, mirabilmente ricostruita nel dopoguerra con un progetto, in allora, unico e visionario oggi si ripropone di fare altrettanto con uno sguardo verso il futuro”, dichiara il Presidente della Fondazione Torino Musei Massimo Broccio. “Il progetto di riqualificazione della GAM rappresenta il più importante investimento a livello nazionale e uno dei più rilevanti a livello internazionale per ambizione e impatto. Con lo straordinario supporto ideativo e finanziario di Fondazione Compagnia di San Paolo e grazie al fondamentale sostegno del Sindaco Lo Russo è stato possibile pianificare un complessivo progetto di rigenerazione della GAM che rappresenta anche un’eccezionale opportunità di riposizionamento del museo a livello internazionale. Innovazione e avanguardia rappresentano il filo conduttore che guida il più complessivo progetto di rigenerazione della GAM, riprendendo e facendo evolvere quello spirito innovativo che ha caratterizzato, raro esempio dell’epoca a livello internazionale, la nascita del Museo e l’ideazione dell’edificio. Il progetto affronta le principali sfide contemporanee legate alla evoluzione dei musei e dei luoghi di cultura: sostenibilità ambientale, risparmio energetico, innovazione architettonica e tecnologica, ma anche e soprattutto l’attuazione di nuovi modelli di fruizione museale orientati al pubblico di domani, nel fondamentale segno dell’inclusione e del ruolo sociale del museo e per la sua funzione di protagonista culturale. Un nuovo spazio civico, una nuova piazza e luogo di aggregazione Sono particolarmente grato a MVRDV con Balance Architettura e EP&S Group, vincitori del concorso e tra i più qualificati professionisti a livello internazionale, che con il loro progetto architettonico hanno saputo cogliere e valorizzare in modo esemplare lo spirito e la visione del progetto”.
Per molti aspetti, il nostro progetto riprende le idee e l’ottimismo che hanno ispirato la realizzazione di questo edificio settant’anni fa”, sostiene Winy Maas, socio fondatore di MVRDV. “Il nostro obiettivo è ripulire e rendere il più accessibile possibile questo edificio, creando un dialogo tra passato e futuro. Mi piace pensare che se Carlo Bassi e Goffredo Boschetti potessero vedere oggi la nostra proposta sarebbero colpiti da come le nuove tecnologie, i materiali e i valori contemporanei possano spingere le loro intuizioni progettuali ancora oltre rispetto a quanto fosse possibile negli anni Cinquanta”.
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