Il London Museum aprirà la sua nuova sede il 28 novembre 2026 all’interno del General Market di Smithfield, segnando il 50° anniversario del museo e l’avvio di una nuova fase per quello che viene definito il più grande museo cittadino del mondo. Il Victorian General Market, edificio inaugurato nel 1883 su progetto di Sir Horace Jones, già architetto del Tower Bridge e del Leadenhall Market, è infatti rimasto chiuso al pubblico per oltre trent’anni, dagli anni Novanta, e ora, con un intervento di restauro che ha interessato elementi strutturali e spazi sotterranei, è stato riconvertito in spazio museale e sociale.
Il progetto museale si articola in tre sezioni principali denominate Real Time, Our Time e Past Time, che organizzano il percorso espositivo lungo un arco cronologico e tematico. Le nuove gallerie, ad accesso gratuito, ospitano oggetti provenienti da una collezione di circa sette milioni di pezzi, con opere già note e materiali esposti per la prima volta. La sezione dedicata alla storia antica presenta reperti della Londra romana, tra cui tavolette di scrittura che testimoniano alcune delle più antiche tracce scritte della città. Sono inoltre esposti un mosaico pavimentale e un frammento di affresco murale in stucco dipinto, entrambi rari esempi di arte romana.
All’interno della Goldsmiths’ Gallery trova spazio la Cheapside Hoard, una delle più rilevanti collezioni di gioielli elisabettiani e giacobini. È prevista inoltre una sezione dedicata al Grande Incendio di Londra e un frammento del cosiddetto Whitechapel Fatberg, materiale organico solidificato rinvenuto nella rete fognaria cittadina. Una delle caratteristiche strutturali del nuovo museo riguarda la presenza di una vetrata sotterranea lunga sei metri, che consente la vista diretta sui treni in transito della linea Thameslink. Il passaggio dei treni diventa parte dell’esperienza museale, con una relazione diretta tra infrastruttura urbana e spazio espositivo. L’ingresso al percorso avviene attraverso la sezione Real Time, caratterizzata da schermi animati che raccontano le storie della città e dei londinesi elaborando dati sulla città. In questa area è visibile anche l’installazione Piranhas di Banksy: una garitta della polizia trasformata in un acquario.
La sezione centrale Our Time raccoglie installazioni legate alla memoria recente della città, tra cui la carrozza del sindaco e il celebre Syd’s Coffee Stall, elemento identitario dell’East End. È inoltre previsto un progetto di raccolta di testimonianze rivolto alle nuove generazioni, denominato Gen Alpha, che contribuisce alla costruzione di una narrazione contemporanea della città.
La sezione Past Time si sviluppa infine in ambienti sotterranei collocati a livello della Londra romana. Il percorso segue una struttura cronologica che attraversa epoche differenti, dalla preistoria fino agli eventi del Novecento e ai momenti più recenti della storia cittadina, come il Grande Incendio, i bombardamenti della seconda guerra mondiale, le Olimpiadi e Paralimpiadi del 2012.
In questa sezione sono presenti oggetti associati a figure e contesti specifici della storia britannica. Tra questi figurano i costumi da tuffo olimpici di Tom Daley, l’abito da lutto della regina Vittoria, la sedia di Charles Dickens e il gilet probablmente indossato da re Carlo I al momento della sua esecuzione. Sono inoltre esposti strumenti musicali e oggetti legati alla cultura contemporanea, come il basso Fender distrutto utilizzato da Paul Simonon dei The Clash, le tablas del pioniere del Bhangra britannico Kuljit Bhamra e il costume del Cigno morente di Anna Pavlova. Il percorso affronta anche la storia dei movimenti di protesta e delle forme di attivismo politico, con particolare attenzione alla collezione dedicata al movimento suffragista e a materiali collegati a figure contemporanee come Lady Phyll, cofondatrice di UK Black Pride, e al gruppo Transport for All.
Il museo si configura anche come spazio sociale. L’area centrale di Our Time, collocata sotto la cupola restaurata del mercato, ospita attività pubbliche e programmazioni culturali serali e diurne. Il programma prevede incontri periodici, eventi musicali, cene collettive e attività rivolte a famiglie e bambini con esperienze narrative coinvolgenti. Guest Editor saranno inoltre invitare a esplorare la città attraverso i loro occhi concentrandosi su uno di questi quattro ambiti: sapori, suoni, spettacoli e abbigliamento.
Il restauro del complesso ha interessato l’intera struttura del mercato vittoriano, rimasto operativo fino agli anni Novanta prima della chiusura e del progressivo abbandono. L’intervento è stato guidato dagli studi Stanton Williams e Asif Khan, insieme all’architetto conservatore Julian Harrap, con il coinvolgimento di oltre settanta maestranze specializzate. Tra i lavori di recupero figurano il restauro delle decorazioni in ferro, il recupero di spazi sotterranei estesi per circa 800 metri quadrati e il ripristino delle facciate storiche. Sono stati coinvolti scalpellini, fabbri e artigiani specializzati nella conservazione dei materiali originari. Il progetto da 437 milioni di sterline è il risultato di una partnership con la City of London Corporation e il sindaco di Londra Sadiq Khan, oltre al sostegno di una serie di enti filantropici, tra cui Bloomberg Philanthropies, la Goldsmiths’ Foundation, il Linbury Trust e il National Lottery Heritage Fund.
L’intervento include soluzioni orientate alla sostenibilità ambientale, tra cui sistemi di raccolta dell’acqua piovana per i servizi igienici, impianti geotermici e materiali a basse emissioni come una miscela di eco-calcestruzzo. L’obiettivo dichiarato è il raggiungimento della certificazione BREEAM Outstanding, riservata alla quota più alta degli edifici sostenibili a livello internazionale. Il progetto prevede inoltre un’estensione nel 2028 con l’apertura del vicino mercato avicolo, che ospiterà ulteriori spazi per mostre temporanee, un centro didattico e depositi delle collezioni museali, ampliando così la struttura complessiva del museo.
“Il London Museum celebra il passato, crea opportunità nel presente e sarà fonte di ispirazione per le generazioni future”, sostiene il sindaco di Londra, Sadiq Khan.
“È stato un percorso lungo, non privo di difficoltà, ma soprattutto caratterizzato da un’enorme soddisfazione e da una straordinaria creatività”, afferma la direttrice Sharon Ament. “Ora stiamo contando i giorni che ci separano dall’accoglienza dei nostri primi visitatori. All’inizio ci siamo chiesti come realizzare il miglior museo possibile per Londra. La risposta è stata diventare Londra stessa, con tutta la sua grinta e il suo splendore”.
“L’apertura del London Museum segna un nuovo capitolo importante per il patrimonio culturale della città”, dichiara l’amministratrice delegata del The National Lottery Heritage Fund, Eilish McGuinness. “Fondato sul rapporto tra luoghi, persone e collaborazione, il progetto rappresenta un esempio concreto dell’impatto che gli investimenti nel patrimonio possono avere. Siamo lieti di aver contribuito, insieme a molti altri partner, a trasformare questa visione in realtà”.
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