Due opere di Plinio Nomellini ed Emilio Longoni entrano a far parte della collezione della Pinacoteca Divisionismo Tortona, ampliando il percorso dedicato ai protagonisti della pittura divisionista italiana. Si tratta di Autunno latino (1899-1900) di Nomellini e Idillio (1914-1917) di Longoni, due dipinti che permettono di approfondire momenti significativi della ricerca dei due artisti, tra suggestioni simboliste, sperimentazione luministica e nuove interpretazioni del paesaggio.
Realizzato tra il 1899 e il 1900, Autunno latino rappresenta uno dei momenti più significativi della stagione simbolista di Plinio Nomellini. In origine il dipinto faceva parte di un raffinato dittico, nel quale dialogava con il bassorilievo Autunno dello scultore Edoardo De Albertis. Le due opere erano riunite all’interno di un’unica cornice lignea, in un progetto che testimonia il rapporto tra pittura e scultura nel clima artistico di fine secolo. Esposto alla Biennale del 1901, il dipinto raffigura una scena bucolica ambientata tra filari di cipressi. Un giovane uomo dai tratti apollinei cerca di attirare l’attenzione di due donne adagiate sul prato, in una composizione sospesa tra dimensione mitologica e osservazione della natura. L’atmosfera idealizzata e la tensione simbolica della scena restituiscono una delle caratteristiche più personali della ricerca di Nomellini, nella quale la scomposizione luministica tipica del Divisionismo si intreccia progressivamente con elementi simbolisti e decorativi. Con questa acquisizione, la Pinacoteca porta a sette il numero delle opere dell’artista conservate nelle proprie raccolte: Autunno latino si aggiunge a dipinti come Piazza Caricamento a Genova (1891), Sciopero (1889), Sulla costa ligure (1891), Mattino d’aprile (1892-1895), Mattino in officina (1893) e Festa al villaggio (1912-1913).
La seconda acquisizione è Idillio di Emilio Longoni, dipinto che porta a quattordici il numero delle opere dell’artista presenti alla Pinacoteca di Tortona. Il quadro s’inserisce in una raccolta già particolarmente ricca, che comprende lavori come Le stelle (1914), Solitudine (1910-1911), Melanconia (1894-1895), Campagna milanese (1894), Riflessioni di un affamato (1894), Ona staderada (1890-1891), Il pulcino (1891) e Chiuso fuori di scuola (1878). Un insieme che permette di seguire da vicino l’evoluzione artistica del maestro lombardo. La storia di Idillio è particolarmente interessante perché il dipinto ha subito una profonda trasformazione per volontà dello stesso artista. Presentato per la prima volta a Roma nel 1914 con il titolo Disillusa, il quadro raffigurava inizialmente una giovane pastorella accompagnata da due pecore in primo piano. Nel 1917 Longoni intervenne direttamente sulla tela, eliminando la figura della pastorella e modificando così il significato complessivo della composizione. L’opera assunse il nuovo titolo Idillio, in sintonia con un’atmosfera più serena e contemplativa. A documentare questa vicenda è stata una fotografia del dipinto ritrovata tra le carte di Fiorenza, moglie dell’artista. Un’annotazione consente di collegare la scelta di Longoni a un momento di ritrovata serenità personale, dando una chiave di lettura alla trasformazione della scena. Nella versione definitiva, le piccole figure sullo sfondo diventano presenze quasi impercettibili, assorbite in un paesaggio dominato dalla luce e dalle vibrazioni cromatiche. La natura assume così un ruolo centrale, mentre la dimensione narrativa lascia spazio a una visione più intima e contemplativa. Attraverso la tecnica divisionista, Longoni dissolve i contorni e la materia nella luminosità atmosferica, costruendo un’immagine lirica e sospesa. Idillio testimonia così la fase più matura della sua ricerca, nella quale il paesaggio si trasforma in espressione di uno stato d’animo.
Le due acquisizioni s’inseriscono nel programma di ampliamento e valorizzazione delle raccolte della Pinacoteca, impegnata a costruire un patrimonio sempre più articolato e rappresentativo delle diverse declinazioni del Divisionismo. Il confronto tra opere appartenenti a differenti fasi della produzione degli artisti consente infatti di ricostruire l’evoluzione dei loro linguaggi e di mettere in luce la varietà di una stagione fondamentale dell’arte italiana tra Otto e Novecento.
L’ingresso delle due opere rafforza il ruolo della Pinacoteca Divisionismo Tortona come luogo di studio e valorizzazione del movimento, permettendo di approfondire le diverse direzioni intraprese dai suoi protagonisti. Da un lato, Autunno latino documenta il dialogo tra ricerca luministica, simbolismo e decorazione nella pittura di Nomellini; dall’altro, Idillio mostra come Longoni abbia progressivamente trasformato il paesaggio in una composizione di luce, colore e contemplazione.
Due acquisizioni che arricchiscono il patrimonio del museo e ampliano le possibilità di lettura di una stagione artistica caratterizzata da una straordinaria varietà di linguaggi e sperimentazioni.
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