Reggia di Caserta, un allestimento nella Sala del Consiglio racconta la dinastia borbonica nella Restaurazione


Da mercoledì 27 maggio, la Sala del Consiglio degli Appartamenti reali della Reggia di Caserta ospita un nuovo allestimento dedicato alle opere che raccontano il prestigio e l’immagine ufficiale dei sovrani della dinastia borbonica nell’età della Restaurazione. 

Da oggi, mercoledì 27 maggio, la Sala del Consiglio degli Appartamenti reali della Reggia di Caserta ospita un nuovo allestimento dedicato alle opere che raccontano il prestigio e l’immagine ufficiale dei sovrani. Le celebrazioni della dinastia borbonica nell’età della Restaurazione trovano così nuovo spazio alla Reggia di Caserta. Il ritorno definitivo dal Museo di Capodimonte della monumentale tela di Giuseppe Cammarano La famiglia di Francesco I, rientrata alla Reggia in occasione della mostra Regine. Trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l’Europa, ha offerto l’opportunità di ripensare il percorso espositivo delle sale di rappresentanza del palazzo vanvitelliano.

All’interno di questa nuova lettura museale, la Sala del Consiglio, collocata subito dopo la Sala del Trono e un tempo destinata agli incontri con i ministri del regno, diventa il luogo simbolico dell’esaltazione della monarchia borbonica. Di fronte all’imponente dipinto realizzato da Cammarano nel 1820 per celebrare l’onomastico di re Ferdinando, campeggia La gloria dei Borbone di Pietro Saja, realizzata nel 1816. L’opera raffigura una maestosa figura femminile allegorica circondata dalle insegne regali, mentre sulle sue ginocchia si distende un lungo cartiglio dedicato alla magnificenza della dinastia. Sia il dipinto di Saja sia la preziosa cornice della tela di Cammarano sono stati recentemente restaurati grazie al sostegno della società Mestiere Cinema.

La Sala del Consiglio, che collega gli ambienti di rappresentanza agli appartamenti privati ottocenteschi, ospita inoltre al centro un raffinato tavolo in stile neobarocco, in legno dorato e intagliato, con piano in velluto cremisi e medaglioni in porcellana decorati con i Costumi del Regno di Napoli, dipinti da Raffaello Giovine nel 1859. Il prezioso arredo venne donato a Francesco II dall’amministrazione cittadina in occasione del matrimonio con Maria Sofia di Baviera, diventando simbolo del forte legame tra la monarchia e il territorio, oltre che testimonianza dell’eccellenza delle manifatture del Regno.

Nell’anticamera adiacente trovano posto anche altre opere legate alla rappresentazione della famiglia reale. Tra queste, il Ritratto della regina Maria Cristina di Savoia di Carlo De Falco, dedicato alla prima moglie di Ferdinando II, anch’esso tornato alla Reggia di Caserta dal Museo di Capodimonte dopo la conclusione della mostra terminata il 4 maggio scorso.

Negli ultimi anni la Reggia di Caserta ha portato avanti un intenso lavoro di studio, restauro, valorizzazione e ampliamento delle proprie collezioni con l’obiettivo di rendere sempre più leggibile e coerente il percorso museale. In questa direzione si inserisce anche la recente riapertura delle Sale Farnesiane, restituite al pubblico dopo importanti interventi che hanno rinnovato gli spazi espositivi e consentito la ricollocazione del grande dipinto La partenza di Elisabetta Farnese da Parma dopo le nozze di Ilario Giacinto Mercanti, detto Spolverini, restaurato grazie al contributo di una produzione cinematografica Eagle Pictures.

Reggia di Caserta, un allestimento nella Sala del Consiglio racconta la dinastia borbonica nella Restaurazione
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