La Villa Medicea dell'Ambrogiana a Montelupo potrebbe diventare sede degli Uffizi diffusi


Gli Uffizi si allargano sul territorio con il progetto Uffizi diffusi: e la prima sede ’distaccata’ del museo di Firenze potrebbe essere la Villa medicea dell’Ambrogiana a Montelupo Fiorentino.

Si è tenuto ieri pomeriggio il sopralluogo del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e del direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, alla Villa Medicea dell’Ambrogiana, nel comune di Montelupo Fiorentino: la storica dimora dei Medici potrebbe infatti diventare una delle sedi del progetto Uffizi diffusi, che mira a portare sul territorio le opere della raccolta del museo di Firenze. La sontuosa villa cinquecentesca è al momento inutilizzata, ma già in epoca granducale, sotto Leopoldo III, venne trasformata in un manicomio criminale, poi trasformato, negli anni Settanta, in un ospedale psichiatrico giudiziario, e tale è rimasta fino al 2017 (per un certo periodo gli ambienti più importanti sono rimasti visitabili su prenotazione).

Attualmente la villa è nella disponibilità dell’agenzia del Demanio, che proprio nel 2017 ha firmato un protocollo d’intesa col Comune di Montelupo Fiorentino e la Regione Toscana col fine di valorizzare il complesso mediceo. Il presidente Giani ha però rimarcato la necessità di prevedere un protocollo d’intesa più ampio connesso al progetto degli Uffizi Diffusi, che potrebbe dare il via a una grande opera di recupero per l’Ambrogiana.

A illustrare il progetto è stato Eike Schmidt, che ha ribadito come l’idea degli Uffizi Diffusi arrivi da lontano e ha accennato alle opere che potranno trovare una collocazione a Montelupo. “L’idea degli Uffizi diffusi”, ha detto, “non è nostra, ma di Cosimo I de’ Medici e di Anna Maria Luisa de’ Medici, che il 31 ottobre 1737 lega il patrimonio mediceo alla Toscana e alla sua capitale. Questa è la vocazione della Galleria e questa idea ci consentirà di dare visibilità alle tante opere conservate nei nostri depositi, che potranno tornare nei loro luoghi originari. Qui all’Ambrogiana fra il 1600 e il 1700 si trovavano centinaia di opere e questo è il luogo giusto dove riportarle. Il nostro parte proprio dalla rinascita di due luoghi simbolo: la villa dell’Ambrogiana e la villa di Careggi. Arricchendo le collezioni con opere che possano raccontare la storia del luogo, collegate, nel caso concreto, con Ferdinando I e Cosimo III de’Medici. Io sono sempre molto ottimista. L’idea degli Uffizi Diffusi è antica e possiamo finalmente attualizzarla. Non mi scoraggio e credo che ci siano le condizioni per raggiungere questo obiettivo importante in tempi relativamente brevi. In questi anni qualcosa si muove e quindi noi ci impegniamo per accelerare i tempi, consapevoli che ci siano interventi da fare sulla villa; per questo siamo già al lavoro per predisporre i progetti e avviare l’attività di reperimento dei finanziamenti”.

Secondo il presidente Eugenio Giani l’Ambrogiana è “ua villa medicea bellissima, l’unica con l’accesso diretto sull’Arno, potrà essere restituita, dopo essere stata per anni sede di un ospedale psichiatrico giudiziario, a una funzione più consona: un luogo vocato ad ospitare bellezza. Condividiamo pienamente l’idea proposta da Eike Schmidt di Uffizi che non siano più solo la Galleria di Firenze, ma divengano la Galleria della Toscana. Paolo Masetti, sindaco di Montelupo, è riuscito ad accendere i riflettori su questo luogo e sul futuro della Villa, come una delle sedi centrali degli Uffizi Diffusi. Devo dire che assieme a Schmidt condividiamo l’obiettivo di realizzare questo progetto che rappresenta l’esempio più classico di quello che sono gli Uffizi Diffusi. Fra le tante proposte di luoghi che potranno accogliere le opere non esposte della Galleria, l’Ambrogiana rappresenta l’esempio più emblematico. L’incontro di oggi è una tappa importante del percorso per arrivare a stipulare un protocollo d’intesa che concretizzi questa idea per cui Eike Schmidt passerà alla storia. L’Ambrogiana, la Villa di Careggi e le Terme del Corallo di Livorno sono tre cardini del progetto. Ovviamente l’intervento che potrà partire per primo è quello di Careggi, che spero di vedere concluso per il 2024, ma io sono ottimista anche per quanto concerne Montelupo”.

Secondo il sindaco di Montelupo Fiorentino, Paolo Masetti, il progetto degli Uffizi Diffusi ha il merito di rilanciare un intero territorio e l’Ambrogiana può essere un attrattore anche per tutti i comuni dell’area. “Si tratta di cambiare approccio alla cultura, valorizzando l’intero sistema Toscana e mettendo sempre più in connessione i territori; Firenze continuerà a rivestire il suo ruolo di grande attrattore e di questo progetto tutti i territori potranno beneficiarne in un’ottica di collaborazione reciproca, con un occhio particolare ai flussi turistici che prima o poi torneranno a muoversi. In sintesi si tratta di un’importante operazione culturale: disseminare la Toscana di arte e bellezza. Uno dei punti focali sarà proprio Montelupo con la sua Ambrogiana, un luogo che per anni ha rappresentato detenzione, dolore e sofferenza. La presenza di tutti i sindaci, di Alessio Falorni come Presidente dell’Unione, di Giacomo Cucini, delegato alla cultura e di Brenda Barnini sindaco di Empoli e vicesindaco metropolitano da ancora maggiore corpo a questa visione: siamo abituati a cooperare e sostenere i progetti strategici senza soluzione di continuità. Credo che questa sia la forza del nostro territorio. Presenze imprescindibili sono sicuramente il Demanio proprietario dell’immobile e la Sovrintendenza interlocutore cruciale per questa operazione. Ringrazio davvero Eugenio Giani per aver individuato nel recupero dell’Ambrogiana il simbolo degli Uffizi Diffusi. Ovviamente sono grato a Eike Schmidt per l’idea che sta sviluppando e per il lavoro che sta portando avanti giorno dopo giorno. Credo che tutti insieme potremo davvero fare grandi cose”.

Foto: la Villa Medicea dell’Ambrogiana. Ph. Credit

La Villa Medicea dell'Ambrogiana a Montelupo potrebbe diventare sede degli Uffizi diffusi
La Villa Medicea dell'Ambrogiana a Montelupo potrebbe diventare sede degli Uffizi diffusi


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