Dopo undici anni, Venezia torna ad avere un assessore con delega alla Cultura. Nella nuova giunta comunale presentata a Ca’ Farsetti dal sindaco Simone Venturini, l’incarico è stato affidato a Paolo Romor, avvocato civilista veneziano che assume un pacchetto di competenze particolarmente ampio e strategico, comprendente Urbanistica ed Edilizia privata, Ambiente, Avvocatura, Politiche culturali e Cultura.
La nomina è stata annunciata nel corso della presentazione ufficiale della nuova squadra di governo cittadino. Dopo una prima riunione operativa con gli assessori, Venturini ha illustrato alla stampa la composizione dell’esecutivo, le deleghe assegnate e l’impostazione che guiderà l’azione amministrativa nei prossimi anni. Il sindaco ha spiegato che la nuova Giunta nasce con l’obiettivo di affrontare in modo pragmatico e concreto le principali questioni che riguardano il futuro del territorio comunale, comprendendo la città storica, la terraferma, le isole e l’intero sistema urbano veneziano. Una squadra costruita, ha spiegato, “costruita tenendo insieme esperienza amministrativa, rappresentanza del territorio, competenze specifiche e nuove energie, con l’intento di fornire risposte all’altezza delle esigenze dei cittadini, delle famiglie, delle imprese, delle categorie economiche e del nostro tessuto sociale”.
Tra le nomine più significative figura proprio quella di Paolo Romor, cui viene affidato un ruolo che intreccia aspetti materiali e immateriali della costruzione della città. La scelta di unire le deleghe alla Cultura e all’Urbanistica risponde infatti a una precisa impostazione politica e amministrativa illustrata dallo stesso Venturini. “L’idea di unire la delega alla cultura con quella all’urbanistica risponde a una visione precisa”, ha dichiarato il sindaco. “Una città infatti si costruisce dal punto di vista fisico, con edifici, quartieri, spazi pubblici e infrastrutture, ma si costruisce anche attraverso la propria identità, la propria forza culturale e la capacità di tenere insieme una comunità. Disegnare la Venezia di domani significa quindi lavorare sulla dimensione urbanistica ed edilizia, ma anche sulla dimensione immateriale della cultura: ciò che dà anima alla città e consente a Venezia di parlare al mondo. È per questo che ho ritenuto giusto tenere insieme questi ambiti per costruire, allo stesso tempo, la città fisica e la città dell’anima. Mantengo direttamente alcune deleghe strategiche. In particolare seguirò le strategie culturali, anche in ragione del mio ruolo di vicepresidente della Fondazione La Biennale di Venezia, di presidente del Consiglio di indirizzo della Fondazione Teatro La Fenice e di vicepresidente della Fondazione Musei Civici di Venezia”.
La nomina di Romor segna un ritorno significativo per il settore culturale veneziano. Da oltre un decennio, infatti, la città non disponeva di un assessore specificamente incaricato della Cultura. La decisione rappresenta quindi un cambio di impostazione amministrativa che restituisce visibilità politica e autonomia a un comparto centrale per una città che fonda gran parte della propria identità e della propria reputazione internazionale proprio sul patrimonio culturale, artistico e creativo.
Accanto alle nuove deleghe attribuite a Romor, Venturini ha però scelto di mantenere direttamente alcune competenze considerate particolarmente strategiche. Tra queste figurano le strategie culturali generali, una scelta motivata anche dagli incarichi che il sindaco ricopre in alcune delle principali istituzioni culturali veneziane. Venturini è infatti vicepresidente della Fondazione La Biennale di Venezia, presidente del Consiglio di indirizzo della Fondazione Teatro La Fenice e vicepresidente della Fondazione Musei Civici di Venezia.
Resteranno inoltre sotto la sua diretta responsabilità i rapporti con le fondazioni e le istituzioni culturali nazionali e internazionali, le relazioni internazionali, lo sviluppo economico e le grandi questioni legate al Porto. Si tratta, ha spiegato il sindaco, di materie che richiedono una regia diretta, una visione unitaria e un coordinamento costante con l’intera squadra di governo.
Il nuovo assessore arriva all’incarico con una consolidata esperienza sia professionale sia amministrativa. Romor è infatti un avvocato civilista che esercita la professione a Venezia dal 2002. Lo studio legale da lui fondato opera in diversi ambiti del diritto civile, fornendo assistenza a clienti privati, professionisti, commercianti e piccole e medie imprese.
Nel corso degli anni lo studio ha sviluppato attività in molteplici settori della consulenza e del contenzioso civile. Oltre alla sede principale veneziana, Romor riceve anche presso sedi secondarie a Mestre e Padova e offre consulenza legale in lingua tedesca, francese e inglese. Laurea in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Trieste con una tesi in diritto commerciale, è iscritto all’Ordine degli Avvocati di Venezia dal 2002 ed è avvocato civilista, con particolare riferimento alle materie della proprietà immobiliare, delle locazioni/affitti e della famiglia, del diritto del lavoro e del diritto commerciale e concorsuale. Ha svolto anche incarichi per istituti bancari nazionali, per piccole e medie imprese, per un ente di previdenza di categoria, per enti pubblici e per società professionistiche di calcio. È stato Assessore del Comune di Venezia,
L’esperienza amministrativa non rappresenta per lui una novità. Nella prima amministrazione di Luigi Brugnaro aveva infatti già ricoperto il ruolo di assessore, con deleghe all’Avvocatura Civica e alle Risorse Umane, e con il mandato 2020-2025 ha mantenuto la delega per l′Avvocatura Civica.
Nel corso della presentazione della nuova Giunta, il sindaco ha inoltre annunciato l’assegnazione di specifiche deleghe relative alla cultura ad alcuni consiglieri comunali: tra queste, curiosamente, anche deleghe alle tradizioni e alla street art. Dunque, Giovanni Giusto seguirà la tutela delle tradizioni, Aldo Reato si occuperà della valorizzazione della gondola nel sistema di mobilità della città antica, Massimiliano De Martin avrà competenze relative all’Unesco e alle politiche energetiche e dell’acqua, mentre Paola Mar seguirà Università, Progetto Marco Polo e Street art.
La nuova organizzazione amministrativa disegnata da Venturini punta dunque a combinare continuità e innovazione, affidando a Paolo Romor uno degli assessorati più articolati dell’intera Giunta. Il ritorno di una delega specifica alla Cultura dopo undici anni rappresenta uno degli elementi più significativi del nuovo assetto e segna la volontà dell’amministrazione di attribuire un ruolo centrale alle politiche culturali nel futuro della città lagunare, integrandole con le scelte urbanistiche e con la costruzione dell’identità di Venezia nei prossimi anni.
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