Le Sale Reali del Museo Correr: gli appartamenti privati dove abitarono i Bonaparte, gli Asburgo e i Savoia


Il percorso speciale Sale Reali del Museo Correr: venti sale utilizzate dai Bonaparte, dagli Asburgo e dai Savoia durante tutto l’Ottocento e fino al 1920. Dallo scorso anno sono state riaperte dopo un lungo progetto di recupero.

Le Sale Reali del Palazzo Reale di Venezia, venti sale che oggi si percorrono una dopo l’altra in una scenografica successione, e che costituivano gli originari appartamenti privati utilizzati dagli esponenti di tre case regnanti, quali i Bonaparte, gli Asburgo e i Savoia, durante tutto l’Ottocento e fino al 1920, erano un tempo separate in distinti appartamenti a cui si accedeva da ingressi indipendenti e scale che partivano dai cortili, con corridoi di disobbligo e stanzini di servizio sul retro. Questi ambienti subirono perciò nel corso del tempo numerosi ammodernamenti, che evidenziavano l’evolversi del gusto e degli stili. Ciascuno dei tre Casati che governarono Venezia dopo la caduta della Serenissima Repubblica volle risiedere infatti in un proprio appartamento, sistemato e arredato secondo il proprio gusto. Quando tuttavia nel 1920 il Palazzo Reale venne dismesso, la maggior parte delle venti Sale Reali rivolte verso i Giardini venne adibita a uffici di varie amministrazioni statali, fino a che un progetto di recupero iniziato nel 2000 e portato interamente a compimento nel 2022 dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e Comune di Venezia con supporto della Soprintendenza e grazie al generoso sostegno del Comité Français pour la Sauvegarde de Venise e di mecenati di tutto il mondo, ha reso possibile dallo scorso anno la loro apertura di nuovo al pubblico.

Gli Appartamenti Reali occupano la parte settentrionale del Piano Nobile delle Procuratie Antiche e si affacciano sui Giardini Reali e sul Bacino di San Marco. Le sale, che si estendono su circa 850 metri quadrati, sono tutte decorate e nella maggior parte sontuosamente rivestite con tappezzerie che riprendono i disegni originali; originali sono invece i mobili che provengono da Palazzo Reale e che dopo complesse vicende e vari trasferimenti sono tornati in questi ambienti. Vediamo come si presenta oggi il percorso speciale Sale Reali del Museo Correr.

Si parte dalla Sala dei pranzi settimanali, decorata da Giuseppe Borsato nel 1836, che aveva la funzione di stanza per i pranzi non ufficiali e anticamera della successiva Sala del trono Lombardo-Veneto, anch’essa decorata da Borsato nel 1838 in vista dell’arrivo dell’imperatore Ferdinando I, per poi passare alla Sala delle udienze, adiacente all’appartamento privato di Sissi, in cui l’imperatrice riceveva le persone accreditate. Seguono infatti la stanza da bagno dell’imperatrice, la stanza da studio, il boudoir (per Sissi venne realizzata qui una nuova decorazione dall’ornatista Giovanni Rossi che, seguendo i gusti della giovane imperatrice, arricchì l’ambiente di mughetti e fiordalisi raffigurati come fiori policromi tra gli stucchi), la camera da letto (scomparso il letto dell’imperatrice, in stile barocchetto, oggi la funzione della stanza è ricordata dalla presenza di un letto da riposo in stile impero del figliastro di Napoleone, Eugenio Beauharnais; la dormeuse è tra i pochissimi mobili di età napoleonica sempre rimasti nella reggia. Vi è poi l’anticamera degli appartamenti, passaggio privato tra le stanze dell’imperatrice Sissi e quelle dell’imperatore Francesco Giuseppe, che conserva sulla volta la decorazione geometrica neoclassica di età napoleonica ad opera di Giuseppe Borsato. Passando per la Sala ovale in stile neoclassico con decorazioni d’ispirazione pompeiana, nella quale sono stati collocati due busti-ritratto marmorei di Napoleone Bonaparte e della moglie Maria Luisa d’Austria realizzati da Luigi Pizzi, ci si trova prima nello studio privato dell’imperatore Francesco Giuseppe, la cui volta del soffitto presenta intatta la decorazione di età napoleonica, e poi nel suo salotto delle udienze private, e dopo ancora nell’Anticamera dei ciambellani. Si entra successivamente nel Salotto di Re Umberto I e nel Salottino di Massimiliano d’Asburgo, quest’ultimo caratterizzato dal soffitto di richiamo neorinascimentale a piccoli cassettoni a cornici e rosoni di stucco bianco con doratura, con dipinte al loro interno coppie di giocosi putti policromi.

La sala moresca, ambiente in stile islamico, venne fatta realizzare dall’arciduca Massimiliano ispirato da due suoi viaggi in Turchia (1850) e in Egitto (1855); fu decorata principalmente dal veneziano Giovanni Rossi, come la successiva Sala delle Città dell’Impero, piccola, luminosa ed elegante sala dedicata a Massimiliano e alla moglie Carlotta del Belgio. Le sobrie pareti (un elegante rigato in stucco a rilievo bianco e oro) sono poste a contrasto con il ricco soffitto barocchetto a riccioli in stucco in parte dorati, che circondano lo scomparto centrale e altri minori al centro di ogni lato con vedute di quattro capitali dell’Impero attribuibili a Federico Moja (Vienna dal Belvedere; Veduta di Praga; Veduta verso il Duomo a Milano; Piazza San Marco a Venezia).

Ci si avvia quasi alla conclusione del percorso speciale di visita con il Salotto dell’Aurora, in stile neo-barocchetto, passando poi per l’anticamera del Re, che presenta una sobria decorazione di primo Ottocento con semplici fasce a stucco riquadranti stesure di marmorino chiaro, con toni giallo-ocra e malva sugli sfondi di fasce e sovraporta, questi centrati da teste di Medusa rilevate e dorate, e per la camera di re Vittorio Emanuele II, allestita in occasione della sua visita avvenuta il 7 novembre 1866 per celebrare l’unione di Venezia e del Veneto al Regno d’Italia; in quell’occasione venne rifatta la decorazione del soffitto, dipinto a cartocci, fiori, finti riliev in tipici toni tardo-ottocenteschi. Infine il Salotto di Venezia unita all’Italia, dominato dall’affresco allegorico sul soffitto raffigurante Venezia accolta dall’Italia, con putto che reca il risultato del plebiscito.

Per tutte le informazioni visitare il sito della Fondazione dei Musei Civici di Venezia.

È possibile effettuare la visita solo su prenotazione e con accompagnatore qualificato. Si svolge per un massimo di 10 persone.

Foto di Andrea Avezzù. Courtesy Fondazione Musei Civici di Venezia.

Camera di re Vittorio Emanuele II
Camera di re Vittorio Emanuele II
Sala moresca
Sala moresca
Sala delle Città dell'Impero
Sala delle Città dell’Impero
Salotto dell'Aurora
Salotto dell’Aurora
Studio dell'imperatore
Studio dell’imperatore

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