Importante scoperta archeologica in Egitto, dove la missione archeologica egiziana attiva nella necropoli del Bubasteion, il complesso di templi dedicato alla dea Bastet nell’area archeologica di Saqqara, ha annunciato i risultati della prima campagna di scavo condotta nel settore A, a ovest del Bubasteion. I lavori hanno portato alla scoperta di una tomba risalente all’epoca dell’Antico Regno (2700-2000 a.C. circa), appartenuta a un personaggio identificato come Sekhentiu-Ptah, oltre a un sistema interconnesso di pozzi di sepoltura che ha restituito numerose sepolture e reperti archeologici. La scoperta, fa sapere il Ministero del Turismo e delle Antichità che ha diffuso la notizia della scoperta, conferma l’importanza storica e funeraria del sito e il suo utilizzo continuativo lungo epoche storiche successive.
Il ministro del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy, ha sottolineato come questo ritrovamento evidenzi il rilievo storico e funerario della necropoli del Bubasteion, un’area che ha conosciuto un uso ininterrotto attraverso diverse epoche storiche. Secondo il ministro, la scoperta rappresenta un contributo scientifico significativo per comprendere la storia del sito e la sua evoluzione nel tempo, e conferma al tempo stesso la necessità di proseguire con i lavori di scavo e con lo studio scientifico dell’area.
Il segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità, Hisham El Leithy, ha spiegato che i lavori di scavo sono stati condotti secondo un programma scientifico che ha incluso operazioni di scavo di precisione e registrazione stratigrafica, documentazione architettonica, fotografica e digitale, insieme a studi archeologici, linguistici e comparazioni scientifiche. Questo approccio metodologico ha permesso di interpretare i ritrovamenti nel loro contesto storico e di ricostruire l’evoluzione architettonica e cronologica della necropoli.
Gli scavi hanno portato alla luce i resti della cappella funeraria della tomba di Sekhentiu-Ptah, che conserva la falsa porta ancora nella sua posizione originaria. Davanti alla falsa porta è stato rinvenuto un insieme completo di strumenti per i rituali funerari realizzati in alabastro, comprendente una tavola per le offerte, un disco per le offerte, un bacino per le abluzioni rituali, una brocca e un catino, tutti recanti iscrizioni geroglifiche con il nome e i titoli del personaggio sepolto della tomba.
Mohamed Abdel Badie, responsabile del settore delle antichità egizie, ha sottolineato come il ritrovamento di questo insieme completo di oggetti, ancora nella sua collocazione originaria all’interno della cappella funeraria, rappresenti una scoperta di grande rilievo, in grado di fornire informazioni preziose sui riti e sulle pratiche funerarie in uso durante l’epoca dell’Antico Regno.
Le iscrizioni geroglifiche conservate sulla falsa porta e sugli elementi funerari hanno inoltre permesso di identificare con precisione il nome del defunto e alcuni dei titoli da lui detenuti, tra cui quello di ciambellano reale, sovrintendente a tutti i lavori del re, sovrintendente ai documenti reali, custode dei segreti degli ordini reali, sacerdote della dea Maat e sovrintendente agli scribi. Si tratta di titoli che riflettono la posizione amministrativa di rilievo occupata dal defunto all’interno dell’apparato statale dell’Antico Regno.
La missione ha inoltre portato alla luce un sistema interconnesso di pozzi di sepoltura, all’interno dei quali sono state rinvenute numerose sepolture umane, grandi quantità di cartonnage funerario (ovvero materiale utilizzato per gli involucri delle mummie) colorato e oltre cento statuette ushabti in faience. Sono stati inoltre ritrovati tre sarcofagi in pietra, scoperti ancora sigillati nel loro stato originario, una statua lignea a forma di falco e un insieme vario di vasellame ceramico e altri reperti archeologici.
Amr El Tayebi, direttore generale dell’area archeologica di Saqqara e responsabile della missione, ha spiegato che queste scoperte offrono un ricco materiale scientifico per lo studio dei riti funerari e delle pratiche di sepoltura durante l’epoca tarda, oltre a consentire di ricostruire le fasi di riutilizzo della necropoli nel corso delle diverse epoche storiche. El Tayebi ha aggiunto che gli studi preliminari hanno evidenziato come diversi pozzi di sepoltura siano stati oggetto di saccheggi fin dall’antichità, come dimostrano le aperture praticate dai tombaroli tra le camere funerarie. Nonostante questo, ha precisato il responsabile della missione, i reperti rimasti conservano un valore archeologico e scientifico considerevole, capace di contribuire alla comprensione della pianificazione interna del sito e dell’evoluzione della sua architettura nelle diverse fasi storiche.
La missione prosegue attualmente con i lavori di documentazione, analisi e studio scientifico dei reperti, condotti anche attraverso comparazioni con ritrovamenti provenienti da altri siti archeologici, in vista del completamento degli studi e della pubblicazione dei risultati su riviste scientifiche specializzate e sottoposte a revisione paritaria, secondo gli standard accademici in uso. I lavori si inseriscono in un piano scientifico integrato, in un contesto che lascia intravedere indicazioni promettenti circa la possibilità di ulteriori scoperte di strutture e reperti archeologici, contribuendo così a completare la documentazione della storia della necropoli del Bubasteion.
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