Ostia antica va in città: tre hotel di Roma accolgono tre opere antiche uscite dai depositi e restaurate


Tre opere di epoca imperiale provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ostia antica sono state restaurate ed esposte in tre hotel di Roma, per il progetto Ostia antica va in città, nell’ambito di Arte fuori dal Museo. 

Tre opere, tre hotel, un unico progetto: Ostia antica va in città. Un’iniziativa pensata per rendere accessibili al grande pubblico preziosi reperti, rimasti per decenni nascosti nei depositi museali e mai esposti.

Il progetto si inserisce nell’ambito di Arte fuori dal Museo, promosso da Federalberghi Lazio in collaborazione con la non profit LoveItaly ETS, la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura e la Fondazione Roma. In questo contesto, l’Hotel Diana presenta Ostia antica va in città: un allestimento che mostra tre opere di epoca imperiale provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ostia antica, restaurate ed esposte presso l’hotel stesso e nelle hall dell’Hotel Universo e dell’Hotel Scalinata di Spagna.

L’iniziativa intende far uscire la bellezza dell’antichità dai luoghi istituzionali, portandola a contatto diretto con i visitatori nel cuore di Roma, anche in contesti non tradizionali. All’interno delle teche delle tre strutture (tutte parte del Comitato Alberghi Storici di Roma di Federalberghi) sono esposte due teste marmoree raffiguranti matrone e un affresco con una divinità, opere risalenti al II secolo d.C. Presso l’Hotel Diana è collocata la testa di Faustina Maggiore, moglie dell’imperatore Antonino Pio, figura simbolo del potere femminile imperiale e successivamente divinizzata. All’Hotel Universo è invece ospitata Domizia Lucilla, esponente dell’aristocrazia senatoria, madre dell’imperatore Marco Aurelio. All’Hotel Scalinata di Spagna si trova infine Lachesi, una delle tre Parche, rappresentata in un affresco e associata al compito di misurare il filo della vita.

L’esposizione di queste opere, insieme ad altri reperti distribuiti in altri cinque storici alberghi romani, rientra nel progetto Arte fuori dal Museo, nato nell’ottobre 2024 grazie a un accordo tra la Direzione Generale Musei, LoveItaly e Federalberghi Lazio. Il progetto prevede che ciascun hotel aderente selezioni, insieme a LoveItaly, un museo e un’opera conservata nei depositi, impegnandosi poi a finanziarne il restauro, coprirne l’assicurazione e ospitarla nei propri spazi per circa 18 mesi. L’iniziativa è sostenuta anche dalla Fondazione Roma, che contribuisce economicamente alla realizzazione degli interventi, oltre che da altri partner come il Gruppo MAG, broker assicurativo, e Montenovi, azienda specializzata nel trasporto e nell’allestimento di opere d’arte.

Gli alberghi diventano in questo caso protagonisti attivi nel recupero di opere mai viste prima.

Faustina Maggiore dopo il restauro
Faustina Maggiore dopo il restauro
Affresco con Lachesi dopo il restauro
Affresco con Lachesi dopo il restauro
Domizia Lucilla prima del restauro
Domizia Lucilla prima del restauro

“Abbiamo accolto questa iniziativa fin da subito con grande entusiasmo”, ha dichiarato Carlo De Angelis, managing director dell’Hotel Diana e già presidente del Comitato Alberghi Storici di Roma. “Il nostro obiettivo è da sempre quello di offrire un’esperienza che vada oltre il semplice soggiorno: grazie quindi alla presenza di queste opere facciamo sì che i nostri ospiti non solo visitino Roma, ma respirino la sua storia fin dal loro arrivo in hotel. In un rinnovato dialogo tra eccellenza dell’ospitalità romana e storia millenaria del territorio”.

“La sottoscrizione del protocollo d’intesa per l’esposizione di opere museali negli alberghi di Roma e della regione aderenti alla nostra Associazione ha rappresentato per Federalberghi Lazio motivo di soddisfazione e orgoglio”, ha affermato il presidente di Federalberghi Lazio, Walter Pecoraro. “Da tempo era nostro desiderio stabilire una partnership che potesse valorizzare il turismo attraverso il binomio arte-cultura. Arte fuori dal Museo, oltre a promuovere l’ospitalità alberghiera a Roma e nel Lazio, riporta alla luce un patrimonio nascosto che i turisti potranno fruire come elemento stesso della nostra accoglienza”.

“Come nella maggioranza dei musei e luoghi della cultura italiani, il 70% circa delle opere possedute è conservata nei depositi e soltanto 1/5 del patrimonio ostiense, a causa della carenza di spazi, è in esposizione”, ha spiegato Alessandro D’Alessio, Direttore del Parco archeologico di Ostia antica. “Individuare nuovi modi per far conoscere il patrimonio italiano è stata perciò un’operazione fortemente voluta da Massimo Osanna, Direttore Generale Musei del Ministero della Cultura. Molte opere sono esposte presso ministeri e istituzioni, ma sono luoghi non sempre visitabili. Ecco perché gli alberghi, snodi di passaggio per migliaia di persone ogni anno, rappresentano il posto ideale per le esposizioni, contribuendo a dare l’immagine del paese. Contiamo molto sul fatto che il risultato positivo dell’operazione possa innescare un circolo virtuoso e favorire nuovi prestiti presso nuove strutture. Ma spero anche che turisti al loro terzo o quarto viaggio nella Capitale, incuriositi dalle opere esposte, vengano a visitare il Parco archeologico di Ostia antica”.

“Questa meravigliosa collaborazione restituisce oggi alla città tesori straordinari e dà l’opportunità a visitatori provenienti da tutto il mondo di lasciarsi affascinare da opere d’arte italiane poco conosciute”, ha sottolineato Richard Hodges, presidente di LoveItaly. “Ora, grazie alla partnership con LoveItaly, associazione non profit dedita a valorizzare il patrimonio culturale italiano, questi tesori conquisteranno una nuova generazione di ammiratori”.




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