Lerici, scoperta un'opera che riscrive la storia iconografica della città. In mostra


Un dipinto creduto perduto riemerge sul mercato e diventa il fulcro di una mostra al Castello di Lerici. L’esposizione ricostruisce oltre cinque secoli di rappresentazioni del borgo e del suo castello attraverso dipinti, stampe e incisioni provenienti da collezioni pubbliche e private.

Un dipinto creduto perduto per secoli, riemerso inaspettatamente sul mercato dell’arte e oggi tornato visibile al pubblico attraverso un’esposizione dedicata alla storia visiva di Lerici. È attorno a questa straordinaria scoperta che prende forma Il dipinto ritrovato. Lerici e il suo castello nei secoli, attraverso l’iconografia artistica, la mostra che sarà ospitata al Castello di Lerici dal 27 giugno al 20 agosto 2026 e che si propone di raccontare l’evoluzione dell’immagine del borgo attraverso oltre cinque secoli di rappresentazioni artistiche. L’esposizione nasce dalla volontà di celebrare Lerici nella sua dimensione iconografica, offrendo al pubblico l’opportunità di ripercorrere la costruzione dell’immaginario visivo che nei secoli ha contribuito a definire l’identità del territorio. Ideata da Roberto Besana, curata da Simone Vallerini con il contributo critico di Marzia Ratti, la mostra si sviluppa attorno un dipinto attribuito a Hendrick Van Cleve III (Anversa, 1525 circa – 1590/1595), maestro fiammingo vissuto nel Cinquecento, autore di un disegno dal quale, secondo gli studi più recenti, deriverebbero le matrici iconografiche delle più antiche stampe d’autore raffiguranti Lerici e il suo castello. L’opera, ritenuta perduta per lungo tempo, è riemersa recentemente in occasione di un’asta, consentendo agli studiosi di approfondire la comprensione delle origini della rappresentazione del borgo ligure.

Grazie alla disponibilità dell’attuale proprietario, che ha concesso eccezionalmente il dipinto in prestito al Comune di Lerici, sarà possibile per la prima volta esporre pubblicamente quella che viene considerata la sorgente visiva da cui si è sviluppata una lunga tradizione iconografica. Il quadro rappresenta infatti un tassello fondamentale per comprendere il modo in cui Lerici è stata osservata, interpretata e tramandata nel corso dei secoli.

L’intero progetto espositivo prende avvio proprio da questa scoperta. Attorno al dipinto attribuito a Van Cleve III si sviluppa una prima sezione dedicata alle stampe e alle incisioni che, nel corso di oltre due secoli, hanno ripreso e reinterpretato la medesima veduta. Una quindicina di opere grafiche documentano infatti la diffusione e la trasformazione dell’immagine originaria, mostrando come artisti, incisori ed editori abbiano progressivamente adattato il modello alle sensibilità estetiche e culturali delle diverse epoche. Queste opere consentono di seguire il percorso di una rappresentazione che, partendo da un’unica matrice figurativa, si è diffusa ben oltre i confini locali. La veduta attribuita a Van Cleve III diventa così il punto di partenza di una lunga genealogia di immagini che hanno contribuito a costruire nel tempo la percezione di Lerici.

Il dipinto attribuito a Hendrick Van Cleve III, riemerso sul mercato e in mostra a Lerici
Il dipinto attribuito a Hendrick Van Cleve III, riemerso sul mercato e in mostra a Lerici

La seconda sezione della mostra amplia ulteriormente la prospettiva, presentando oltre quaranta dipinti provenienti da collezioni pubbliche e private. Le opere documentano l’evoluzione dell’immaginario artistico legato a Lerici dal Cinquecento fino al Novecento: una panoramica articolata sulle modalità con cui il borgo e il castello sono stati rappresentati nel corso della storia dell’arte. Tra gli autori presenti figurano nomi significativi che nel tempo hanno rivolto il proprio sguardo verso il Golfo dei Poeti e il suo paesaggio. Le opere di Caselli, Fossati, Levi, Navarrino e Bosso, insieme a quelle di altri artisti presenti in mostra, testimoniano la varietà di approcci stilistici e interpretativi attraverso cui Lerici è stata osservata e trasformata in soggetto artistico. Particolarmente rilevante risulta inoltre la presenza di una preziosa raccolta di stampe e volumi antichi concessa da un collezionista privato.

Il contributo non si limita alla partecipazione all’esposizione, ma assume anche un importante valore civico e culturale grazie alla decisione del proprietario di donare l’intera raccolta al Comune di Lerici. Il corpus comprende circa trenta opere tra acqueforti, stampe e volumi storici che riproducono e rielaborano nel corso del tempo la veduta originariamente delineata da Van Cleve III. Nel loro insieme, questi materiali costituiscono una vera e propria matrice iconografica attraverso cui è possibile ricostruire la diffusione e l’evoluzione dell’immagine di Lerici nella cultura figurativa europea. Le opere esposte raccontano infatti non soltanto la storia artistica del borgo, ma anche i processi attraverso cui le immagini si trasformano e si trasmettono nel tempo. Stampatori e incisori provenienti da diverse parti d’Europa hanno reinterpretato la veduta originaria, introducendo nuovi dettagli paesaggistici, modifiche architettoniche ed elementi narrativi che hanno progressivamente arricchito la rappresentazione.

Queste trasformazioni hanno contribuito a costruire una memoria visiva collettiva che si è consolidata nei secoli attraverso la circolazione delle immagini. La quantità e la diffusione delle rappresentazioni dedicate a Lerici risultano particolarmente significative, al punto da superare, secondo quanto evidenziato dagli organizzatori della mostra, persino quelle dedicate a Genova. L’interesse storico e culturale della raccolta risiede proprio nella sua capacità di documentare i meccanismi attraverso cui un luogo entra nell’immaginario collettivo. Ogni stampa, ogni incisione e ogni volume raccontano infatti una fase diversa di questo processo, restituendo l’evoluzione dello sguardo che generazioni di artisti, viaggiatori e studiosi hanno rivolto verso il borgo ligure.

Una volta conclusa l’esposizione, le opere entreranno a far parte delle collezioni comunali e saranno conservate presso la Biblioteca Comunale di Lerici. Qui il materiale sarà non soltanto custodito, ma anche reso disponibile per finalità di studio e ricerca. Studiosi, storici dell’arte e ricercatori potranno consultare le opere per approfondire la conoscenza della storia iconografica del territorio, mentre il Comune potrà valorizzarle attraverso future iniziative culturali e scientifiche.

“Le immagini costruiscono il modo in cui una comunità si riconosce e si racconta nel tempo” dichiara l’assessora alla cultura del Comune di Lerici, Lisa Saisi. “Attraverso stampe, dipinti e incisioni possiamo leggere la formazione dell’immaginario collettivo di Lerici: non solo ciò che il luogo è stato, ma anche come è stato percepito e tramandato nei secoli”.




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