Nelle collezioni speciali della Utrecht University, a Utrecht nei Paesi Bassi, è stato scoperto un frammento dell’Odissea di Omero risalente al III o IV secolo d.C. La scoperta è stata effettuata da Mark de Kreij della Radboud University, nell’ambito di un progetto dedicato allo studio e alla pubblicazione degli antichi manoscritti conservati dall’ateneo. Il reperto, identificato con la sigla Utrecht Gr. Ms. B6.39a, è un piccolo frammento di pergamena appartenuto a un codice e conserva alcuni versi del dodicesimo libro dell’Odissea. Secondo la Utrecht University, che ha annunciato la scoperta, sono circa trenta i frammenti dell’opera di questa tipologia conosciuti oggi nel mondo.
Il frammento era entrato nelle collezioni dell’università a metà del Novecento, quando l’ateneo aveva acquistato dagli eredi dello studioso tedesco Carl Schmidt una raccolta di manoscritti paleocristiani. La maggior parte dei testi era scritta su pergamena in copto, la lingua egizia trascritta utilizzando l’alfabeto greco, mentre la raccolta comprendeva anche alcuni papiri egizi e greci. Inizialmente il frammento era stato ritenuto un documento anonimo del VII secolo. Danneggiato, scolorito e caratterizzato da una scrittura molto minuta e regolare, attirò l’attenzione di de Kreij, che riconobbe alcune parole riconducibili ai poemi omerici. Le successive ricerche hanno permesso di stabilire che i versi appartengono al libro 12 dell’Odissea.
Il passaggio conservato riguarda il momento in cui Helios, dio del Sole, scopre che i compagni di Odisseo hanno mangiato il bestiame sacro a lui dedicato, nonostante il divieto dell’eroe. L’episodio conduce alla richiesta di vendetta rivolta a Zeus e alla successiva tempesta che distrugge la nave di Odisseo e uccide tutti i suoi compagni. Il dodicesimo libro costituisce la parte conclusiva del lungo racconto che Odisseo rivolge ai Feaci dopo essere arrivato sull’isola di Scheria. Nei libri 9-12 l’eroe ripercorre le vicende del viaggio da Troia, raccontando gli incontri con i Lotofagi, Polifemo, Circe e Calipso, fino alla perdita della nave e dell’equipaggio. Il momento descritto dal frammento segna dunque una svolta nella vicenda, collocata approssimativamente a metà dei 24 libri del poema, prima del ritorno di Odisseo a Itaca.
La pagina, scritta su entrambi i lati, sarebbe appartenuta a un’edizione portatile ma completa dell’Odissea (delle dimensioni approssimative di un Kindle). Secondo l’università, il codice potrebbe essere stato posseduto da un lettore di Omero residente nell’oasi del Fayyum, in Egitto, intorno al 300 d.C. Il frammento si aggiunge ai documenti della collezione dell’università provenienti dall’Egitto di epoca greco-romana. I materiali saranno prossimamente pubblicati da de Kreij nel volume Hieratic, Demotic, Greek, and Coptic Texts in the Utrecht University Collection (P.Utr.).
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