Chiara Camoni all'Accademia Carrara di Bergamo: la sua Forza inaugura il progetto sulla scultura contemporanea


L’Accademia Carrara di Bergamo inaugura un nuovo percorso dedicato alla scultura contemporanea con La Forza di Chiara Camoni, un’opera permanente che dialoga con il paesaggio, la tradizione e la natura.

L’Accademia Carrara di Bergamo inaugura Figure nel Paesaggio, un nuovo progetto pluriennale curato da Maria Luisa Pacelli ed Elena Volpato e dedicato alla scultura contemporanea. L’iniziativa prevede la realizzazione di opere site-specific concepite per gli spazi esterni del museo, installate in modo permanente nei Giardini PwC e destinate ad arricchire la collezione dell’istituzione. Il progetto nasce dall’idea del giardino come luogo popolato da figure, riprendendo una tradizione che, dal Rinascimento in avanti, ha visto statue, divinità, eroi, personaggi allegorici e creature fantastiche animare gli spazi verdi in un continuo dialogo tra natura e arte. Figure nel Paesaggio intende rileggere questa eredità attraverso il lavoro di tre artisti italiani contemporanei che, pur provenendo da esperienze differenti, condividono una profonda riflessione sulla scultura figurativa e sul rapporto con la tradizione.

A inaugurare il progetto è Chiara Camoni (Piacenza, 1974), protagonista del Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2026, con La Forza, un gruppo scultoreo ispirato all’omonima carta dei Tarocchi. L’opera rappresenta la prima commissione di Figure nel Paesaggio ed è stata realizzata appositamente per i Giardini PwC dell’Accademia Carrara. La scultura è composta da due figure, una donna e una leonessa, che reinterpretano l’iconografia dell’undicesimo Arcano Maggiore instaurando un dialogo con le carte del mazzo Colleoni conservate nel museo. Se nel mazzo storico la Forza è raffigurata come un uomo che affronta un leone e nei successivi Tarocchi marsigliesi assume le sembianze di una donna che domina l’animale, Chiara Camoni supera l’idea dello scontro trasformando le due protagoniste in una coppia profondamente unita.

Donna e leonessa sono modellate dalla stessa materia e conservano i segni della loro origine comune. Non sono più avversarie, ma creature nate dalla medesima sostanza, simbolo di una forza che non si esprime attraverso il dominio, bensì tramite l’armonia e la condivisione. Elemento centrale dell’opera è la terra nera, materiale che richiama profondità, energia primordiale e memoria della natura. Le figure sembrano emergere direttamente dal terreno del giardino, quasi generate dalla stessa terra che le sostiene. Tra le mani della donna e la bocca della leonessa un unico frammento di materia rappresenta il punto di contatto e di unione tra le due. La superficie delle sculture è caratterizzata da una modellazione vibrante e dinamica, che evoca alcune importanti esperienze della scultura italiana del primo Novecento, da Medardo Rosso a Leonardo Bistolfi. La solidità delle forme si contrappone alla leggerezza delle superfici, animate da rilievi che ricordano petali e fioriture: tra le mani della donna si trasformano in fiori, mentre tra i denti della leonessa assumono l’aspetto di frammenti di materia creatrice.

Con La Forza, Chiara Camoni identifica la forza con il gesto creativo della natura, principio originario da cui prende forma ogni essere. L’artista ribalta così il tradizionale significato di potere e sopraffazione, proponendo invece una riflessione sulla consapevolezza di appartenere a un’unica realtà naturale. Lo sguardo delle due figure accompagna il visitatore in un dialogo visivo che coinvolge opera, paesaggio e osservatore. Proprio questa capacità di intrecciare riferimenti iconografici, ricerca sulla materia e sensibilità contemporanea ha portato l’Accademia Carrara ad affidare a Chiara Camoni la prima commissione del progetto.

L’opera entra a far parte della collezione permanente del museo grazie al contributo di PwC, cui sono intitolati i Giardini del Museo. La collaborazione tra Accademia Carrara e PwC rappresenta un esempio di sinergia tra cultura e impresa, finalizzata alla valorizzazione del patrimonio artistico, all’innovazione culturale e alla restituzione di nuovi spazi di fruizione per la comunità.

Chiara Camoni, La Forza (2025; installation view). Foto: Camilla Maria Santini
Chiara Camoni, La Forza (2025; installation view). Foto: Camilla Maria Santini
Chiara Camoni, La Forza (2025; installation view). Foto: Camilla Maria Santini
Chiara Camoni, La Forza (2025; installation view). Foto: Camilla Maria Santini
Chiara Camoni, La Forza (2025; installation view). Foto: Camilla Maria Santini
Chiara Camoni, La Forza (2025; installation view). Foto: Camilla Maria Santini

“Ho una giovane amica che fa i Tarocchi. Si chiama Anita. Mi mostra la carta della Forza: rappresenta una donna che chiude (o forse apre?) la bocca di un leone (o leonessa?). Provo a modellare le due figure, partendo da quel gesto, così forte”, racconta Chiara Camoni. “Accade che piano piano si staccano, si separano: scopro che mano e bocca sono della stessa materia, che fiorisce e frigge allo stesso tempo”.

"Con Figure nel paesaggio", afferma Maria Luisa Pacelli, Direttrice Fondazione Accademia Carrara e co-curatrice della mostra, "Accademia Carrara avvia un progetto di committenze che amplia la collezione del museo oltre le sale espositive, affidando ad alcuni tra i più significativi artisti italiani contemporanei la realizzazione di opere concepite appositamente per i Giardini PwC e destinate a entrarvi in modo permanente. La Forza di Chiara Camoni inaugura questo percorso in modo particolarmente significativo. L’opera nasce in dialogo con il patrimonio dei Tarocchi conservato dalla Carrara, recentemente protagonista di una grande mostra, ma al tempo stesso interpreta alcuni dei temi che attraversano l’intero progetto: la presenza della figura nel paesaggio, il rapporto tra forma e natura e la capacità delle immagini del passato di generare nuove visioni. Nella rilettura proposta da Camoni, la forza non coincide con il dominio o con il conflitto, ma con il riconoscimento di una comune appartenenza alla stessa materia generativa. È questa capacità di mettere in relazione memoria iconografica, gesto plastico e mondo naturale che ci ha portato a scegliere la sua opera come inaugurazione di Figure nel paesaggio. Un’opera che mostra come il patrimonio storico non sia soltanto oggetto di conservazione e studio, ma possa continuare a generare nuove forme, nuove immagini e nuove possibilità di interpretazione".

“Chiara Camoni in quest’opera è riuscita a dare rappresentazione della forza interiore, una forza fatta di consapevolezza e delicatezza, senza alcun aspetto di violenza o aggressività”, aggiunge la co-curatrice Elena Volpato. “La lotta tra l’istintualità animale e il coraggio umano, che dominava l’antica iconografia della carta della Forza n. XI, si ricompone in un rapporto armonico di intelligenza umana e sensibilità animale che appartengono a entrambe le figure. L’opera riesce a esprimere tutto questo grazie al particolare rapporto tra la linea essenziale dei volumi e la natura vibratile della superficie scultorea, un rapporto che evidenzia un legame con l’arte di fine Ottocento e inizio Novecento. Credo non si potesse offrire continuità migliore con il percorso storico delle collezioni della Carrara, che si interrompe lì da dove provengono le memorie inscritte nell’opera di Camoni”.

“Come socio cofondatore di Fondazione Accademia Carrara”, dichiara Chiara Carotenuto, Partner PwC Italia, responsabile della comunicazione PwC e del progetto PwC per la cultura, “PwC è impegnata da anni nel sostenere i progetti che rendono questo museo sempre più aperto, inclusivo e connesso alla sua comunità. I Giardini PwC sono nati proprio con questo obiettivo: essere uno spazio di incontro tra natura, arte e persone. L’arrivo dell’opera di Chiara Camoni ne rappresenta una nuova, importante tappa, perché intreccia in modo poetico storia, paesaggio e responsabilità condivisa, valori che guidano anche il nostro impegno sul territorio”.




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