Il Galles a Venezia con Sownd: il progetto Cymru yn Fenis alla Biennale 2026


Il Galles partecipa alla Biennale di Venezia con un evento collaterale della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte. In mostra il progetto Sownd di Manon Awst e Dylan Huw, a cura di Steffan Jones-Hughes, ospitato all’Istituto Santa Maria della Pietà.

Il rapporto tra il Galles e Venezia è al centro della scena internazionale dell’arte contemporanea con la nuova partecipazione di Cymru yn Fenis / Wales in Venice come evento collaterale della Biennale di Venezia 2026. Il progetto torna così in laguna dopo la precedente presenza del 2019 e segna la decima partecipazione del Galles al prestigioso festival internazionale dedicato alle arti visive.

Al centro della nuova edizione è Sownd: Manon Awst + Dylan Huw, una mostra che vede protagonisti gli artisti Manon Awst e Dylan Huw insieme a un gruppo di collaboratori, sotto la curatela di Steffan Jones-Hughes. Il progetto è realizzato con il supporto delle gallerie Oriel Davies e Oriel Myrddin, che contribuiscono alla costruzione di un percorso espositivo pensato per dialogare con il contesto veneziano e con il pubblico internazionale della Biennale.

La sede scelta per la presentazione rappresenta una novità assoluta per il progetto Cymru yn Fenis. L’esposizione si tiene infatti presso l’Istituto Santa Maria della Pietà, complesso monumentale risalente al XIV secolo situato nel sestiere di Castello, a breve distanza dalla Riva degli Schiavoni e facilmente raggiungibile sia dai Giardini della Biennale sia dall’Arsenale. L’apertura al pubblico è prevista da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre 2026, con ingresso gratuito.

Sownd
Sownd

Il progetto Sownd si presenta come un ambiente scultoreo collaborativo che esplora le relazioni tra linguaggio, paesaggio e materia. L’opera è concepita come un’unica installazione continua nella quale materiali organici, oggetti trovati, testi e interventi sonori e architettonici si intrecciano in risposta allo spazio storico dell’Istituto Santa Maria della Pietà. Secondo la visione degli artisti, ogni elemento all’interno dell’opera assume una dimensione scultorea, compreso il linguaggio stesso, dando vita a un ambiente in cui forma e significato risultano inseparabili.

L’approccio curatoriale e artistico si sviluppa attraverso una logica poetica e associativa che raccoglie e assembla frammenti diversi in una sorta di esposizione vivente. Il progetto include inoltre materiali e contributi provenienti da un programma parallelo e site-responsive sviluppato in Galles durante il periodo di apertura della Biennale Arte 2026, creando così un dialogo costante tra i due contesti geografici.

Il termine Sownd, in lingua cymraeg (gaelica), racchiude un duplice significato che rimanda sia all’idea di “bloccato”, sia a quella di “solido e fondamentale”. Questa ambivalenza linguistica diventa il punto di partenza concettuale dell’intero progetto, che indaga la tensione tra stabilità e fragilità. Attraverso questa chiave di lettura, gli artisti affrontano il tema di come paesaggi e lingue, in particolare quelle minoritarie, possano diventare spazi di resistenza ma anche di vulnerabilità.

La ricerca di Awst e Huw si concentra in particolare sulle torbiere gallesi, ambienti naturali instabili e appiccicosi che custodiscono al loro interno strati profondi di materia organica e memoria culturale. Questi paesaggi diventano una metafora stratificata attraverso cui gli artisti esplorano la sedimentazione della storia linguistica, culturale ed ecologica, mettendo in relazione elementi naturali e processi di trasformazione sociale. La collaborazione tra i due artisti si inserisce inoltre nella tradizione della pratica collettiva legata al territorio gallese e alla sua ricca eredità poetica orale. L’intento è quello di costruire connessioni oltre i confini geografici, attivando un dialogo tra culture e paesaggi differenti attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.

Nel commentare la partecipazione al progetto, Manon Awst ha sottolineato il valore personale e professionale dell’esperienza: “Ero ancora una studentessa di Architettura durante il primo evento collaterale di Wales in Venice nel 2003, ma quella mostra mi ha ispirato a pensare oltre i confini disciplinari e mi ha dato la sicurezza di considerarmi sia un’artista gallese che internazionale. Essere selezionata per Cymru yn Fenis è un sogno che si avvera, e sono entusiasta di lavorare con Dylan, Oriel Davies e Oriel Myrddin a questo progetto collaborativo che mira a stimolare il dialogo tra i diversi paesaggi del Galles”.

Anche Dylan Huw ha evidenziato la natura profondamente collaborativa del lavoro: “È stata l’emozione creativa più grande della mia vita portare a compimento Sownd, in collaborazione con Manon e i numerosi collaboratori del progetto. I nostri piani per la mostra hanno preso davvero vita quando abbiamo incontrato per la prima volta l’architettura storica della Pietà e sono stati enormemente arricchiti dalla sensibilità dei collaboratori qui nel nord-ovest del Galles”.

Il curatore Steffan Jones-Hughes, che ricopre anche il ruolo di Co-Creative Director di Oriel Davies, ha evidenziato la collaborazione tra le due istituzioni gallesi coinvolte, sottolineando la volontà di creare un progetto capace di mettere in relazione Galles e Venezia attraverso lingua, cultura e spazio geografico. “Oriel Davies e Oriel Myrddin sono lieti di collaborare a questo evento collaterale alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia. Questa sarà una presentazione che collega il Galles e Venezia in un modo unico, attraverso la nostra lingua, cultura e spazio geografico, e non vediamo l’ora di condividere maggiori dettagli sulla natura del lavoro man mano che ci avviciniamo alla data della mostra. Vogliamo che la mostra sia veramente accessibile sia al pubblico internazionale dell’arte che alle comunità locali qui in Galles. Manon Awst è una delle nostre artiste più interessanti e, lavorando con Dylan Huw e i loro collaboratori, siamo determinati a rendere questa mostra davvero generosa nel suo coinvolgimento con artisti, scienziati, ecologisti e pubblico”.

Anche Catherine Spring, Co-Creative Director di Oriel Myrddin, ha espresso entusiasmo per la collaborazione: “Sono entusiasta di collaborare con Manon, Dylan e Oriel Davies. Con la recente riapertura di Oriel Myrddin dopo un’importante ristrutturazione, il nostro coinvolgimento in Cymru yn Fenis segna un nuovo entusiasmante capitolo per la galleria. Siamo orgogliosi ed entusiasti di supportare la visione creativa e la direzione di questa presentazione con il suo approccio multilingue e multidisciplinare”.




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