La Nike Metafisica di Vezzoli entra nel percorso permanente del Museo di Santa Giulia a Brescia


Nel Viridarium del Museo di Santa Giulia a Brescia viene installata la Nike Metafisica di Francesco Vezzoli, già parte del progetto Palcoscenici archeologici. L’opera entra nel percorso permanente del parco sculture contemporanee promosso da Fondazione Brescia Musei.

Giovedì 23 aprile 2026, nel Viridarium del Museo di Santa Giulia a Brescia, è stata installata la Nike Metafisica di Francesco Vezzoli, opera che entra a far parte in modo permanente del percorso del parco delle sculture contemporanee. L’intervento si inserisce nelle attività promosse da Fondazione Brescia Musei, orientate alla relazione tra patrimonio storico-archeologico e pratiche artistiche contemporanee.

L’opera di Vezzoli si configura come una rilettura della Nike di Samotracia, rielaborata attraverso un linguaggio che richiama esplicitamente la pittura metafisica del Novecento. Il riferimento a Giorgio de Chirico e Alberto Savinio si manifesta nella costruzione di un’immagine sospesa, in cui la figura classica viene traslata in una dimensione che alterna riconoscibilità storica e discontinuità formale. La scultura integra elementi che rimandano ai manichini e alle atmosfere rarefatte proprie della stagione metafisica, costruendo un dispositivo visivo che si colloca tra memoria archeologica e immaginario moderno.

La Nike Metafisica aveva già assunto un ruolo centrale nel progetto espositivo Palcoscenici archeologici. Interventi curatoriali di Francesco Vezzoli, realizzato a Brescia dall’11 giugno 2021 al 16 gennaio 2022. Il progetto, promosso da Fondazione Brescia Musei, si presentava come un intervento site-specific volto a mettere in relazione il patrimonio archeologico cittadino con alcune delle esperienze più recenti dell’arte contemporanea. L’iniziativa era stata finanziata nell’ambito del bando Italian Council 2019 (7ª edizione), promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Francesco Vezzoli, Nike Metafisica. Su gentile concessione di Fondazione Brescia Musei
Francesco Vezzoli, Nike Metafisica. Su gentile concessione di Fondazione Brescia Musei

In quell’occasione Vezzoli aveva assunto un duplice ruolo di artista e curatore, articolando un percorso che comprendeva otto opere collocate in diversi spazi della città, dal Parco archeologico di Brixia romana al complesso museale di Santa Giulia. Il progetto si inseriva inoltre nel contesto delle celebrazioni per il ritorno in città della Vittoria Alata, restaurata presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e ricollocata nel Capitolium. L’intero intervento era stato riconosciuto per la capacità di costruire un dialogo tra stratificazioni storiche differenti, favorendo una lettura integrata tra archeologia, arte antica e produzione contemporanea.

A seguito di tale percorso, la Nike Metafisica è entrata a far parte delle Collezioni del Comune di Brescia, oggi gestite da Fondazione Brescia Musei grazie al sostegno dell’Italian Council. Con la collocazione nel Viridarium, l’opera si inserisce stabilmente nel parco delle sculture contemporanee del Museo di Santa Giulia, dove sono presenti anche interventi di Michelangelo Pistoletto, Ariel Schlesinger, Valerio Rocco Orlando ed Emilio Isgrò.

Il percorso del Viridarium comprende infatti il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto (2015, realizzato con reperti in pietra e marmo di epoca romana e rinascimentale e acciaio inox), Untitled di Ariel Schlesinger (2019, bronzo, proveniente dal deposito della Galleria Massimo Minini e dell’artista), Formiamo Umanità di Valerio Rocco Orlando (2022, scultura di luce esito del progetto Vite Operose curato da Caroline Corbetta e commissionato da Guido Berlucchi in collaborazione con Fondazione Brescia Musei) e Mondo d’acciaio di Emilio Isgrò (2023, ferro e vernice, installazione donata alla città dall’artista insieme a Feralpi Group e alla famiglia Pasini).

Francesco Vezzoli, Nike Metafisica. Su gentile concessione di Fondazione Brescia Musei
Francesco Vezzoli, Nike Metafisica. Su gentile concessione di Fondazione Brescia Musei

La presenza della Nike Metafisica si inserisce nella ricerca di Francesco Vezzoli, caratterizzata da una pratica che attraversa linguaggi differenti e mette in relazione cultura classica, cultura pop e dimensione mediatica contemporanea. Le sue opere, spesso costruite attraverso rielaborazioni di reperti antichi o riferimenti all’antichità, si collocano in una riflessione sull’identità culturale di Brescia, città che unisce una forte stratificazione archeologica romana a una progettualità contemporanea in ambito artistico.

All’interno dello stesso contesto si colloca anche il progetto Victoria Mater. L’idolo e l’icona, curato da Donatien Grau e in programma al Parco archeologico di Brescia romana, nel Capitolium, fino al 21 giugno 2026. L’intervento mette in relazione la Vittoria Alata e l’Idolino di Pesaro, proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze, proponendo un confronto tra due sculture bronzee di epoca classica. Il progetto è promosso da Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia, in collaborazione con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, l’Opificio delle Pietre Dure e con il contributo di Intesa Sanpaolo, oltre al patrocinio dell’Ateneo di Brescia – Accademia di scienze, lettere e arti.

L’iniziativa si inserisce inoltre nelle celebrazioni per il bicentenario della scoperta del deposito bronzeo del Capitolium bresciano, proponendo una lettura che mette in relazione la dimensione archeologica con quella contemporanea. Nell’impostazione del progetto, le figure classiche vengono rilette come elementi in grado di attivare nuove connessioni interpretative, in una dinamica che coinvolge il rapporto tra originali antichi, restauri e trasposizioni concettuali.




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