La Somalia partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia, con un Padiglione sulla poesia


La Repubblica Federale della Somalia parteciperà per la prima volta alla Biennale di Venezia, con il suo primo Padiglione Nazionale visitabile presso Palazzo Caboto. Articolato su tre livelli, sarà costruito secondo una struttura triadica: tre artiste, tre registri espressivi e tre modalità relazionali. 

La Repubblica Federale della Somalia parteciperà per la prima volta alla Biennale di Venezia, con il suo primo Padiglione Nazionale, che sarà visitabile dal 9 maggio al 22 novembre 2026 presso Palazzo Caboto. L’esposizione riunirà le opere di Ayan Farah, Asmaa Jama e Warsan Shire, segnando un momento storico per la presenza del Paese alla manifestazione. Conosciuta a livello internazionale come "Nazione dei Poeti, la Somalia proporrà un Padiglione articolato su tre livelli, costruito secondo una struttura triadica: tre artiste, tre registri espressivi e tre modalità relazionali. Il progetto, intitolato SADDEXLEEY (sa-DEH-ley), prende il nome da una forma poetica somala basata su una composizione in tre parti. Il termine deriva da saddex, che significa “tre”, e richiama una logica generativa fondata su ripetizione, variazione e relazione.

Radicata nella tradizione orale somala, in cui la poesia rappresenta un’architettura sociale e una forma di pensiero, l’esposizione traduce questa struttura poetica in forma spaziale, in dialogo con il tema della Biennale Arte 2026, In Minor Keys. Parola, suono e materia si intrecciano dando vita a una sorta di poesia vivente.

SADDEXLEEY proporrà il concetto di appartenenza non come affermazione esplicita, ma come esperienza sensibile. Attraverso diversi linguaggi, geografie e discipline, le tre artiste indagheranno memoria ed eredità utilizzando tessuto, poesia e linguaggio filmico. Ayan Farah lavora con tessuti e sedimenti, intesi come custodi del tempo e di ciò che non può essere espresso direttamente. Asmaa Jama attraversa cinema, performance e pratiche d’archivio, interrogando le modalità con cui il patrimonio viene documentato e riattivato. Warsan Shire, attraverso la poesia, esplora temi di sradicamento e intimità, facendo del linguaggio uno strumento al tempo stesso testimoniale e archivistico. Le loro pratiche convergono attorno a ritmo, materia e voce, dando forma a un’esperienza in cui la memoria non viene semplicemente raccontata, ma percepita. Storicamente, la poesia ha avuto in Somalia un ruolo fondamentale come struttura sociale, capace di organizzare il pensiero e la trasmissione della memoria collettiva. In questo progetto, la poesia diventa metodo: una chiave per organizzare lo spazio e la percezione, secondo un approccio sviluppato dai curatori Mohamed Mire e Fabio Scrivanti.

Il Padiglione sarà ospitato a Palazzo Caboto, all’incrocio tra Riva degli Schiavoni, Riva dei Sette Martiri e Via Garibaldi. Il Padiglione Nazionale della Somalia è commissionato da Abdirahman Yusuf Mohamud, Consigliere culturale su incarico dell’Ufficio del Primo Ministro, ed è realizzato con il supporto del Ministero dell’Informazione, Cultura e Turismo e del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Federale della Somalia. Il progetto si avvale inoltre della collaborazione delle gallerie Galerie Nordenhake e Galerie Kadel Willborn come partner principali, oltre al contributo di sostenitori privati.

Asmaa Jama e Gouled Ahmed, Allestimenti per Spike Island. Except This Time Nothing Returns From The Ashes. Foto: Dan Weill
Asmaa Jama e Gouled Ahmed, Allestimenti per Spike Island. Except This Time Nothing Returns From The Ashes. Foto: Dan Weill
Ayan Farah, Desert Seeds, Allestimenti per Art Basel 2025. Su concessione di Galerie Kadel Willborn
Ayan Farah, Desert Seeds, allestimenti per Art Basel 2025. Su concessione di Galerie Kadel Willborn

Ayan Farah è un’artista somalo-svedese con base a Stoccolma. Lavorando con pittura, tessuti e ricerca sul materiale, la sua pratica esplora il paesaggio come sistema fisico, politico e poetico. Concentrandosi su terra, acqua e sulle conoscenze incorporate nei materiali come portatori di memoria, utilizza sedimenti locali ed elementi naturali. Attraverso pittura, ricamo e installazione, il suo lavoro segue il movimento della materia attraverso confini ed ecologie, dove geologia, lavoro e storie c oloniali convergono. Ha esposto a livello internazionale, tra cui al Moderna Museet di Stoccolma, alla Fondazione Prada di Venezia, alla Bundeskunsthalle di Bonn e alla Hunterian Art Gallery di Glasgow. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private, tra cui il Moderna Museet e la Kadist Foundation.

Asmaa Jama è una poetessa, regista e artista multidisciplinare somalo-danese con base a Bristol. Le sue poesie sono apparse su The Poetry Review, Ambit e Magma. Nel 2024 ha vinto il Geoffrey Dearmer Poetry Prize ed è stata finalista o selezionata per il Brunel African Poetry Prize, il Wasafiri Writing Prize, il James Berry Poetry Prize e la National Poetry Competition. I suoi film esplorano memoria d’archivio, mito e narrazioni diasporiche, tra cui Before We Disappear (2021), commissionato da BBC Arts, ed Except this time nothing returns from the ashes (2022/23), co-diretto con Gouled Ahmed. Il suo lavoro ha vinto il Berwick Film Festival New Cinema Award ed è stato presentato presso Spike Island, The Africa Centre (New York) e alla 18. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Nel 2023 ha vinto l’Art X Prize, sostenuto dalla residenza G.A.S. di Yinka Shonibare.

Warsan Shire è una scrittrice e poetessa somalo-britannica. La sua raccolta d’esordio Bless the Daughter Raised by a Voice in Her Head è stata pubblicata da Penguin Random House nel 2022. Il suo primo pamphlet, Teaching My Mother How to Give Birth, è stato pubblicato da Flipped Eye Publishing nel 2011. Nel 2013 ha vinto il primo Brunel University African Poetry Prize e nel 2014 è stata nominata prima Young Poet Laureate di Londra. È stata inoltre Poet in Residence nel Queensland, Australia, dove ha collaborato con l’Aboriginal Centre for Performing Arts. Nel 2015 ha pubblicato il pamphlet in edizione limitata Her Blue Body. Nel 2016 e nel 2020 ha collaborato con Beyoncé Knowles - Carter alla realizzazione dei testi poetici e dell’adattamento filmico per gli album visivi Lemonade e Black Is King. Nel 2017 è stata inclusa nella serie Penguin Modern Poets insieme a Sharon Olds e Malika Booker. Ha inoltre scritto il cortometraggio Brave Girl Rising, che dà voce alle ragazze somale nel più grande campo profughi dell’Africa. Il suo lavoro è stato tradotto e pubblicato in decine di paesi nel mondo.

Palazzo Caboto, Padiglione della Repubblica Federale della Somalia 2026, Venezia. Foto: Matteo Losurdo
Palazzo Caboto, Padiglione della Repubblica Federale della Somalia 2026, Venezia. Foto: Matteo Losurdo



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