In Argentina, la giustizia federale di Mar del Plata ha disposto la restituzione di un Ritratto di dama di Giacomo Ceruti dopo che si è scoperto che l’opera era stata sottratta nei Paesi Bassi dal regime nazista: l’opera dovrà essere restituita a Marei von Saher, nuora e unica erede del gallerista olandese Jacques Goudstikker, la cui collezione fu oggetto di spoliazione durante l’occupazione nazista dei Paesi Bassi. Il provvedimento è stato adottato nell’ambito del procedimento giudiziario avviato dopo il ritrovamento del dipinto nella città argentina nel 2025.
La decisione è stata formalizzata nel corso di un’udienza presieduta dal giudice federale Santiago Inchausti, durante la quale sono state stabilite le condizioni per la restituzione dell’opera ed è stato omologato un accordo di sospensione del processo con messa alla prova nei confronti di Patricia Kadgien e Juan Carlos Cortegoso, i due imputati per favoreggiamento che detenevano il dipinto. Il fascicolo è stato seguito dal Comitato Argentino di Lotta contro il Traffico Illecito di Beni Culturali, organismo dipendente dalla Segreteria alla Cultura della Nazione, che si occupa della tutela del patrimonio e della prevenzione della circolazione illegale di beni culturali. Nell’ambito dell’accordo, gli imputati hanno rinunciato in modo espresso e irrevocabile a qualsiasi diritto, azione o rivendicazione sull’opera, impegnandosi a non contestarne la restituzione. È stato così avviato l’iter che consentirà la consegna del Ritratto di dama di Ceruti all’erede di Goudstikker, residente negli Stati Uniti. La sospensione del processo prevede inoltre il rispetto di regole di condotta per un periodo di 24 mesi e un contributo economico a favore dell’Ospedale materno-infantile di Mar del Plata.
I legali di Marei von Saher hanno comunicato la volontà dell’erede di lasciare temporaneamente l’opera in Argentina: l’erede intende infatti esporla al pubblico, con l’obiettivo di contribuire alla divulgazione e alla sensibilizzazione sul tema della spoliazione dei beni culturali durante il regime nazista. Il dipinto si trova attualmente sotto la custodia della Corte Suprema di Giustizia dell’Argentina, a Buenos Aires, dove era stato messo a disposizione nel settembre 2025 su richiesta del giudice Inchausti, in attesa che si definisse la sua destinazione finale. In quell’occasione il magistrato aveva sottolineato la necessità di garantire misure speciali di sicurezza e conservazione per un bene di elevato valore storico e culturale, coinvolto in un procedimento che intrecciava aspetti del diritto argentino e internazionale.
Il Ritratto di dama di Ceruti era stato individuato a Mar del Plata nell’agosto 2025, dopo che un’inchiesta giornalistica condotta nei Paesi Bassi aveva permesso di riconoscere il dipinto in una fotografia pubblicata all’interno di un annuncio immobiliare. Secondo quanto riportato dall’agenzia France Presse, a riconoscere per prima l’opera fu il quotidiano olandese AD, che pubblicò le immagini di una casa in vendita nella località balneare di Mar del Plata: il dipinto era appeso sopra un divano verde nel salotto dell’abitazione di Patricia Kadgien, figlia di Friedrich Kadgien, funzionario del regime nazista incaricato di supervisionare il sequestro di beni nei paesi occupati. Dopo la guerra, come altri alti gerarchi del regime, si rifugiò in Argentina. L’immagine mostrava l’opera all’interno di una abitazione del quartiere Parque Luro, e le sue caratteristiche furono confrontate con i registri dei beni culturali rivendicati dall’Agenzia per il Patrimonio Culturale dei Paesi Bassi.
Questa segnalazione portò all’intervento della giustizia federale di Mar del Plata, che dispose le misure necessarie per localizzare e preservare l’opera; il dipinto fu in seguito consegnato alla Procura federale e posto sotto custodia giudiziaria. Le indagini comprendevano anche accertamenti volti a stabilire autenticità, autore e provenienza del dipinto: periti dell’Accademia Nazionale di Belle Arti argentina hanno stabilito che si tratta di un’opera di Giacomo Ceruti e non del ritrattista Giuseppe Ghislandi come inizialmente ipotizzato. Gli studi hanno inoltre permesso di ricollegare l’opera alla collezione di Jacques Goudstikker.
Il gallerista olandese aveva riunito ad Amsterdam un’importante raccolta di opere d’arte, che fu oggetto di spoliazione dopo l’invasione nazista dei Paesi Bassi nel 1940; secondo la ricostruzione diffusa dall’agenzia France Presse, la collezione comprendeva oltre mille opere, disperse dai principali gerarchi tedeschi dopo la fuga di Goudstikker dal proprio Paese, avvenuta pochi giorni dopo l’invasione. Al termine del conflitto lo Stato olandese riuscì a recuperare circa trecento opere della raccolta, in gran parte restituite successivamente agli eredi del gallerista, mentre molte altre risultano tuttora disperse in diverse parti del mondo. Il Ritratto di dama era rimasto scomparso per otto decenni, fino al suo ritrovamento a Mar del Plata.
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