A dieci anni dalla scomparsa di Umberto Eco, Bologna apre le porte a uno dei più importanti patrimoni librari d’autore della contemporaneità. È stata infatti inaugurata la Biblioteca Eco, un progetto che mette a disposizione della comunità scientifica, degli studenti e del pubblico la raccolta personale del semiologo, scrittore e docente che ha segnato profondamente la storia culturale dell’Università di Bologna e della ricerca internazionale nel campo della semiotica e delle scienze della comunicazione. L’apertura della biblioteca arriva a poche settimane dalla conclusione del grande convegno internazionale che l’Università di Bologna ha dedicato a Umberto Eco, un appuntamento che ha richiamato centinaia di studiosi, ricercatori ed esperti provenienti da tutto il mondo. L’inaugurazione della raccolta rappresenta così un ulteriore tassello del percorso con cui l’Alma Mater celebra l’eredità intellettuale di uno dei suoi docenti più autorevoli, offrendo un nuovo spazio destinato allo studio, alla ricerca e alla valorizzazione del suo lascito.
La Biblioteca Eco nasce grazie alla donazione degli eredi dello studioso e raccoglie, in questa prima fase, oltre 32.000 volumi provenienti dalla casa-studio di Milano. Si tratta di una raccolta di straordinario valore che, una volta completata con il trasferimento dei libri custoditi nella casa di campagna di Monte Cerignone, nelle Marche, costituirà una delle più significative biblioteche d’autore contemporanee.
L’importanza del progetto non risiede soltanto nella consistenza numerica del patrimonio librario, ma soprattutto nella possibilità di ricostruire il metodo di lavoro di Umberto Eco attraverso la sua biblioteca personale. I libri, infatti, raccontano il percorso intellettuale dello studioso, documentano le sue fonti, gli interessi culturali che hanno accompagnato la sua produzione scientifica e letteraria e le relazioni intellettuali che hanno alimentato decenni di ricerca.
Ogni volume rappresenta una tessera di un mosaico che permette di comprendere il modo in cui Eco costruiva il proprio pensiero, affrontava le discipline, sviluppava collegamenti tra campi del sapere differenti e alimentava il dialogo costante con la cultura internazionale. La raccolta diventa quindi una testimonianza diretta della sua attività di studioso e costituisce una risorsa di grande valore per quanti vorranno approfondire il suo approccio interdisciplinare.
Il rapporto tra Umberto Eco e Bologna rappresenta uno degli elementi centrali dell’iniziativa. È infatti nell’Università di Bologna che il semiologo ha svolto una parte fondamentale della propria carriera accademica, contribuendo alla formazione di generazioni di studenti e ricercatori e consolidando il ruolo dell’Alma Mater come punto di riferimento internazionale per la semiotica e le scienze della comunicazione. Nel corso della sua attività accademica, Eco ha contribuito in maniera decisiva alla crescita di un ambiente di ricerca capace di attirare studiosi da numerosi paesi, favorendo il confronto tra discipline diverse e promuovendo un approccio innovativo allo studio dei linguaggi, dei media e dei fenomeni culturali. L’arrivo della sua biblioteca all’interno dell’Ateneo rappresenta quindi il naturale proseguimento di un legame costruito nel corso degli anni e destinato a continuare anche attraverso la fruizione pubblica della raccolta.
La scelta di destinare la biblioteca all’Università di Bologna assume un significato che va oltre il semplice trasferimento di un patrimonio librario: grazie alla donazione degli eredi, infatti, uno strumento di lavoro che ha accompagnato l’intera attività dello studioso diventa un bene condiviso, destinato a sostenere nuove ricerche, nuovi studi e nuove occasioni di approfondimento. Per la comunità universitaria e per la città si tratta dell’acquisizione di un patrimonio culturale di straordinaria importanza, che conserva il valore materiale dei libri ma soprattutto quello immateriale rappresentato dalle connessioni, dai percorsi di lettura e dalle relazioni tra autori e discipline che caratterizzavano il lavoro quotidiano di Eco.
La nuova sede della Biblioteca Eco si trova nell’ala novecentesca di Palazzo Poggi, con accesso da Piazza Puntoni 2. Pur inserita in un contesto differente rispetto all’abitazione privata dello studioso, la raccolta è stata organizzata mantenendo gran parte dell’impianto concettuale originario che caratterizzava la biblioteca personale di Eco. L’allestimento degli spazi è stato infatti progettato per rispettare la logica che guidava l’organizzazione dei libri nella casa dello studioso. La biblioteca si sviluppa attraverso una serie di sale tematiche che consentono ai visitatori e ai ricercatori di esplorare i principali nuclei del suo pensiero, offrendo una chiave di lettura che va oltre la semplice classificazione bibliografica.
La disposizione dei volumi non è il risultato di una catalogazione convenzionale, ma rappresenta la ricostruzione fedele del sistema elaborato nel corso degli anni da Umberto Eco per organizzare il proprio universo di riferimenti culturali. Per raggiungere questo risultato è stato realizzato un articolato lavoro di studio e documentazione della biblioteca originaria. L’intera raccolta è stata infatti rilevata scaffale per scaffale, registrando con precisione la posizione di ciascun volume, le sequenze tematiche e gli accostamenti tra autori, argomenti e discipline. Un intervento complesso che ha consentito di trasferire nella nuova sede non soltanto i libri, ma anche il sistema di relazioni che ne definiva il significato all’interno dell’esperienza di studio del loro proprietario.
Questo lavoro di ricostruzione ha permesso di conservare i criteri di organizzazione autoriale che caratterizzavano la biblioteca originaria. Tra questi assume particolare rilievo il principio del “buon vicino”, teorizzato da Aby Warburg e condiviso dallo stesso Umberto Eco, secondo il quale la vicinanza fisica dei libri sugli scaffali favorisce la nascita di connessioni inattese, suggerisce nuovi percorsi di ricerca e stimola il dialogo tra ambiti disciplinari differenti.
Accanto a questo principio, la biblioteca conserva anche l’insieme delle relazioni interdisciplinari, dei rimandi tra testi e delle affinità tematiche che costituivano parte integrante del metodo di lavoro dello studioso. In questo modo il patrimonio librario non viene presentato come una semplice collezione di volumi, ma come una rappresentazione concreta del laboratorio intellettuale di Umberto Eco.
La possibilità di mantenere questa struttura organizzativa offre agli studiosi uno strumento prezioso per comprendere non soltanto quali libri leggessero e consultasse Eco, ma anche il modo in cui metteva in relazione autori, discipline e tradizioni culturali differenti. La biblioteca diventa così un documento vivo del suo percorso intellettuale e della sua attività di ricerca.
L’apertura al pubblico segna inoltre un cambiamento significativo nella storia della raccolta. Nata come biblioteca privata destinata all’uso personale di uno dei maggiori intellettuali italiani del Novecento e dei primi anni del nuovo secolo, oggi essa assume una nuova funzione pubblica, trasformandosi in un patrimonio culturale condiviso.
Studenti, ricercatori e studiosi potranno così accedere a una raccolta che per decenni ha accompagnato il lavoro quotidiano di Eco e che rappresenta una testimonianza diretta delle fonti utilizzate per le sue ricerche e per la sua produzione scientifica e letteraria. Allo stesso tempo, anche il pubblico interessato potrà conoscere più da vicino uno degli aspetti meno visibili della figura dello studioso, entrando in contatto con il luogo in cui prendevano forma idee, intuizioni e collegamenti destinati a diventare saggi, romanzi e contributi accademici.
Con l’arrivo dei volumi conservati nella casa di Monte Cerignone, la biblioteca si completerà ulteriormente, ampliando un patrimonio già oggi considerato tra le più importanti biblioteche d’autore contemporanee. L’intero fondo costituirà una risorsa destinata ad alimentare nuove ricerche e nuove prospettive di studio, mantenendo vivo il dialogo con il pensiero e l’opera di Umberto Eco.
La Biblioteca Eco sarà accessibile sia per la consultazione dei volumi sia attraverso visite guidate. L’accesso avverrà esclusivamente su prenotazione, inviando una richiesta all’indirizzo di posta elettronica bibliotecaeco@unibo.it.
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