Bologna, donati ai Musei Civici 16 oggetti precolombiani sottratti al traffico clandestino


I Musei Civici di Bologna ricevono in dono dall’Agenzia delle Dogane 16 oggetti di epoca precolombiana sottratti al traffico clandestino di opere d’arte.

Un importante nucleo di oggetti di epoca precolombiana, che l’Agenzia Dogane e Monopoli di Bologna ha sottratto alla circolazione clandestina, sono stati donati ai Musei Civici d’Arte Antica di Bologna: si tratta di un gruppo di 16 manufatti ceramici che sono stati trafugati ed erano destinati al mercato internazionale degli oggetti di arte e di antichità. La donazione ai musei bolognesi è il risultato di un’azione di lotta contro il crescente fenomeno del traffico illecito dei beni culturali, recentemente condotta dai servizi dell’Agenzia Dogane e Monopoli di Bologna.

I sedici oggetti erano già oggetto di un sequestro penale per violazione dei divieti all’importazione di beni culturali e di un lungo e complesso iter giudiziario: i reperti, adesso individuati e censiti, sono stati donati dall’Amministrazione dei servizi doganali del capoluogo emiliano ai Musei Civici d’Arte Antica dell’Istituzione Bologna Musei, previa autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria competente. Gli accertamenti iconografici e stilistici eseguiti dal personale del museo in collaborazione con Davide Domenici, professore associato di Discipline demoetnoantropologiche presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna, hanno consentito di ricostruire il contesto di provenienza da una specifica area geografica nonché di stabilirne l’autenticità e la verosimile datazione, attraverso la ricostruzione del processo storico che li ha prodotti.

Il gruppo di oggetti, che testimoniano l’attività di diversi ambiti culturali nord-andini, è costituito da nove testine fittili Tumaco-La Tolita (ca. 300 a.C. - 200 d.C.), una pregevole bottiglia ornitomorfa di cultura Calima (ca. 200 - 800 d.C.) e sei recipienti e sculture antropomorfe Nariño (ca. 800 - 1500 d. C.). Questi ultimi, provenienti da una regione oggi situata a cavallo del confine tra Colombia meridionale (Nariño) ed Ecuador settentrionale (Carchi), si caratterizzano per la peculiare decorazione “al negativo”, impiegata per realizzare motivi geometrici di grande complessità e raffinatezza. Gli oggetti della collezione bolognese derivano certamente dal saccheggio di contesti funerari d’élite, con ogni probabilità deposti in tombe “a pozzo” dotate di profondi “camini” verticali. Tra le figure antropomorfe Nariño spicca quella di un uomo con la guancia sinistra rigonfia di foglie di coca, pianta fondamentale della vita sociale e religiosa andina. I manufatti colombiani adesso vanno ad arricchire la collezione andina del Museo Civico Medievale di Bologna, dove sono già presenti notevoli reperti andini.

Il nucleo più rilevante della collezione andina del museo è d’altro canto costituito dalla serie di vasi dall’ampia varietà di forme riunita, per vie ancora tutte da ricostruire, dal celebre artista bolognese Pelagio Palagi (Bologna, 1775 - Torino, 1860), la cui ricchissima collezione è alla base delle raccolte civiche cittadine. Oltre a pezzi archeologici provenienti dal bacino del Mediterraneo, oggetti artistici di epoca medievale e rinascimentale e un’ampia raccolta di monete e medaglie, la “collezione di antichità” posseduta da Palagi comprende anche trentotto “huacos”, cioè vasi precolombiani cerimoniali legati al culto dei morti riferibili alle civiltà delle coste settentrionali del Perù, di cui ben trentatré attribuibili alla cultura Chimù (XI sec - 1465 d.C.), quattro alla civiltà Inca-Chimù (1465 - 1532 d.C.) e uno alla Lambayeque (900 - 1200 d.C.).

La collezione di “huacos” di Palagi, benché non siano chiari modi e tempi dell’acquisizione, è sorprendente se considerata nell’epoca in cui venne raccolta: ci dimostra che Palagi fu il primo, o tra i primi in Italia, ad essere sensibile a quel movimento culturale volto agli scavi, al collezionismo e agli studi delle civiltà dell’antica America precolombiana. In questo suo essere precursore del collezionismo americanista, Palagi si configura inoltre come continuatore dell’illustre tradizione bolognese di collezionismo enciclopedico che con le raccolte di naturalia, mirabilia e artificialia del marchese Ferdinando Cospi, circa due secoli prima, aveva dato vita a quello che si può considerare il più antico museo etnografico in Italia, i cui materiali provenienti dalle Americhe Palagi dovette visitare ammirato, prima che la dispersione li trasferisse al Museo Luigi Pigorini di Roma.

L’atto di donazione dei sedici oggetti ritrovati (che saranno a breve collocati all’interno del percorso espositivo del museo e rimarranno a disposizione per consultazioni con finalità di studio e ricerca) intende sensibilizzare le istituzioni e il pubblico per sottolineare l’importanza di una sistematica attività di protezione e difesa dei beni di interesse artistico, storico e culturale nel contrasto delle multiformi aggressioni illecite finalizzate allo sfruttamento del loro valore economico, anche se non mancheranno discussioni sul tema della restituzione ai contesti d’origine.

Sono previsti anche momenti di divulgazione sugli oggetti precolombiani e di età coloniale conservati nelle collezioni dei Musei Civici d’Arte Antica di Bologna. In particolare, ci sarà un ciclo di conferenze on line sulla piattaforma Google Meet dal titolo Cose dell’altro mondo: oggetti americani nelle collezioni del Museo Civico Medievale, organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna. Di seguito il calendario:

martedì 10 novembre h 17.00
Presentazione del nuovo gruppo di materiali precolombiani di origine colombiana
Con Antonella Mampieri (Musei Civici d’Arte Antica | Istituzione Bologna Musei) e Davide Domenici (Università di Bologna)
La recente donazione al Museo Civico Medievale di un nuovo gruppo di materiali ceramici di età precoloniale provenienti dal territorio dell’attuale Colombia meridionale è occasione di una conferenza dedicata alla presentazione dei materiali stessi, nonché del nucleo collezionistico di origine andina già esistente nel museo e proveniente dalla collezione dell’artista neoclassico Pelagio Palagi.
Link collegamento: meet.google.com/ykd-vwnt-fie

martedì 17 novembre h 17.00
Buccheri e cacao. Sapori americani nella Bologna della prima età moderna
Con Davide Domenici (Università di Bologna)
Alcuni manufatti fittili provenienti dalla celebre collezione del marchese Ferdinando Cospi sono stati recentemente riconosciuti come “buccheri delle Indie”, prodotti nell’America coloniale nel corso del XVII secolo e importati in Europa dove erano destinati all’aromatizzazione dell’acqua, a profumare gli ambienti e anche ad essere ingeriti per fini estetici. L’acqua aromatizzata con i buccheri era inoltre impiegata nella produzione di bevande a base di cacao, il cui consumo è testimoniato da diversi manufatti nella collezione del Museo Civico Medievale.
Link collegamento: https://meet.google.com/xqb-qibv-yoi

martedì 26 novembre h 17.00
Il ritorno dell’idolum pileatum. Riscoperta di un manufatto messicano della collezione di Ulisse Aldrovandi
Con Davide Domenici (Università di Bologna)
La recente “riscoperta” nella collezione del Museo Civico Medievale di Bologna di una scultura mesoamericana in pietra verde appartenuta a Ulisse Aldrovandi - e sino ad oggi ritenuta irrimediabilmente perduta - ha dato l’avvio a una ricerca tesa a ricostruirne la biografia culturale. Ripercorrendo la storia dell’oggetto e del suo alter ego visuale, e cioè l’immagine della scultura stessa pubblicata nel Musaeum Metallicum (1648) di Ulisse Aldrovandi, è possibile esplorare la sensibilità - a cavallo tra studio antiquario e indagine naturalistica - con cui il grande studioso bolognese affrontò l’analisi dei manufatti provenienti dal Nuovo Mondo.
Link collegamento: https://meet.google.com/vkg-iioh-buk

Immagine: Bottiglia fittile ornitomorfa (Cultura Calima - Colombia, 200 - 800 d.C.; Bologna, Museo Civico Medievale, Inv. 4433)

Bologna, donati ai Musei Civici 16 oggetti precolombiani sottratti al traffico clandestino
Bologna, donati ai Musei Civici 16 oggetti precolombiani sottratti al traffico clandestino


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