Il borgo sommerso del Lago di Vagli potrebbe riemergere nel 2028: l'ipotesi del Presidente Giani


La Regione Toscana è in fase di dialogo con Enel Green Power per valutare lo svuotamento del lago di Vagli nel 2028: lo ha dichiarato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Potrebbe così riaffiorare il borgo sommerso di Fabbriche di Careggine: l’ultima riemersione risale al 1994.

Potrebbe essere il 2028 l’anno in cui si potrà veder riemergere Fabbriche di Careggine, il borgo medievale sommerso dalle acque del lago di Vagli, in Garfagnana, Toscana. A indicare finalmente una possibile data è il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha rivelato che l’ente è attualmente in dialogo con Enel Green Power per programmare lo svuotamento dell’invaso in coincidenza con la scadenza della concessione relativa all’impianto idroelettrico. L’annuncio è arrivato nel corso di un incontro pubblico che si è svolto ieri sera alla Festa dell’Unità di Ca’ Michele, a Carrara. Giani ha precisato che al momento non esiste ancora un accordo definitivo e che la discussione si trova in una fase preliminare, ma ha spiegato di ritenere concreta la possibilità che l’operazione possa essere realizzata.

“Naturalmente ho ci troviamo in una fase embrionale della trattativa”, ha detto Giani a Finestre sull’Arte. “Ritengo però che ci siano le condizioni che possano portare a questa iniziativa, che a me piacerebbe, perché l’ultimo svuotamento del lago di Vagli risale al 1994 e destò grandissima attenzione. A mio giudizio, sarebbe anche bello rivedere quello che in realtà, in un contesto molto diverso, ovvero quello del dopoguerra, portò alla realizzazione di questi invasi”. Per il presidente della Regione Toscana, l’interesse dell’operazione non è soltanto storico o tecnico, ma anche culturale e turistico. “C’è anche, del resto, la curiosità di veder riemergere il borgo di Fabbriche di Careggine”.

Il borgo sommerso di Fabbriche di Careggine durante lo svuotamento del 1994
Il borgo sommerso di Fabbriche di Careggine durante lo svuotamento del 1994

Il presidente ha spiegato poi che la possibilità di programmare lo svaso nasce dal confronto in corso con Enel Green Power sulla gestione dell’impianto idroelettrico. “Siamo in una fase di ragionamento con Enel Green Power sulla parte dell’idroelettrico che va a scadenza nel 2028-2029 e in coincidenza di questa scadenza, oltre che in virtù dei rapporti in essere e di ciò che l’amministrazione regionale può domandare, io mi sono sentito di poter chiedere questo”. Al momento, tuttavia, non è stato stabilito alcun programma operativo. “Ancora non abbiamo definito nulla di preciso, però presumibilmente è un’ipotesi consistente, che potrebbe essere realizzata”, ha concluso Giani.

Se il progetto dovesse andare in porto, sarebbero trascorsi 34 anni dall’ultima riemersione del borgo, avvenuta nell’estate del 1994. In quell’occasione l’evento richiamò poco meno di un milione di visitatori provenienti dall’Italia e dall’estero: per alcune settimane, il piccolo centro medievale della Garfagnana, riemerso momentaneamente dalle acque del lago, diventò una delle principali attrazioni turistiche della Toscana.

Fabbriche di Careggine venne fondata nel XIII secolo da fabbri ferrai originari del bresciano: per secoli il borgo prosperò grazie alla lavorazione del ferro, fino a quando la costruzione della diga di Vagli, nel dopoguerra, rese necessario l’abbandono dell’abitato. Il lago di Vagli è un bacino artificiale situato nel comune di Vagli Sotto, in provincia di Lucca, nel cuore delle Alpi Apuane, e costituisce il più grande invaso della Toscana destinato alla produzione di energia idroelettrica. La diga venne progettata dall’ingegnere Ignazio Prinetti Castelletti: i lavori iniziarono nel 1941 ma subirono un rallentamento a causa della seconda guerra mondiale, per poi concludersi nel 1947 sotto la supervisione della SELT Valdarno, società oggi confluita in Enel. Successivamente, tra il 1951 e il 1953, l’opera venne ulteriormente sopraelevata di circa trenta metri, raggiungendo un’altezza complessiva compresa tra gli 88 e i 92 metri.

Il lago di Vagli. Foto: Davide Papalini
Il lago di Vagli. Foto: Davide Papalini

L’invaso si è formato con lo sbarramento del torrente Edron e contiene circa 35 milioni di metri cubi d’acqua. Oltre a Fabbriche di Careggine, le acque sommergono altri piccoli nuclei abitati presenti nella valle. Lo svuotamento completo dell’invaso rappresenta un’operazione eccezionale, effettuata esclusivamente quando risultino necessari interventi di manutenzione sulla diga e sulle strutture collegate. Nel corso della sua storia il lago è stato completamente svuotato soltanto quattro volte: nel 1958, nel 1974, nel 1983 e infine nel 1994. Di conseguenza, per molti anni il ritorno alla luce del borgo è stato atteso con crescente interesse. Considerando i precedenti storici, infatti, lo svaso avveniva mediamente ogni dieci-quindici anni, mentre dopo il 1994 sono trascorsi oltre tre decenni senza nuovi interventi.

Negli ultimi anni erano stati predisposti diversi tentativi di programmare una nuova operazione. Il 25 novembre 2020 Enel Green Power Italia aveva trasmesso alla Regione Toscana il piano operativo di svaso del bacino di Vagli. La richiesta era stata approvata dalla Regione l’8 giugno 2021 e prevedeva l’esecuzione dello svuotamento nella primavera del 2023. Il programma, tuttavia, venne successivamente modificato a causa della grave emergenza idrica che colpì gran parte dell’Italia. Il 28 dicembre 2022 il Consiglio dei ministri deliberò infatti la proroga di dodici mesi dello stato di emergenza idrica, in relazione al persistente deficit delle risorse idriche e alle scarse precipitazioni, condizioni che rischiavano di compromettere l’approvvigionamento della piana di Lucca durante il periodo estivo. Per questo motivo la Regione Toscana, con un decreto del 30 maggio 2023, dispose il rinvio dello svaso alla primavera del 2024.

Anche questa scadenza, però, non è stata rispettata e l’intervento è stato ulteriormente rinviato, con un’ipotesi di svuotamento per il 2027 che dunque può ritenersi definitivamente accantonata. La nuova ipotesi illustrata da Eugenio Giani individua ora nel 2028 un’ulteriore possibile finestra temporale, collegandola non solo alle esigenze tecniche dell’impianto idroelettrico ma anche alla scadenza delle concessioni e ai rapporti istituzionali con Enel Green Power.

Per il momento si tratta ancora di una prospettiva che dovrà essere definita attraverso la trattativa tra Regione ed Enel. Se l’accordo verrà raggiunto, Fabbriche di Careggine potrebbe tornare a riaffiorare dopo oltre trent’anni, e si potrà osservare nuovamente uno dei borghi sommersi più celebri d’Italia, testimonianza della trasformazione del territorio avvenuta nel secondo dopoguerra con la costruzione dei grandi invasi idroelettrici.




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