Il New Museum di New York ha annunciato la nomina di Massimiliano Gioni come prossimo Toby Devan Lewis Director del museo. Il curatore italiano, nato nel 1973, entrerà ufficialmente in carica il primo agosto 2026, dopo aver ricoperto per quasi vent’anni diversi ruoli all’interno del’istituzione, dove è arrivato nel 2006 come curatore. Successivamente ha assunto gli incarichi di Direttore Associato e Direttore delle Mostre, fino alla nomina a Direttore Artistico Edlis Neeson nel 2014.
Durante la sua lunga attività al New Museum, Gioni ha sviluppato un programma espositivo caratterizzato da mostre personali dedicate ad alcuni degli artisti più rilevanti della scena contemporanea internazionale, tra cui John Akomfrah, Pawel Althamer, Ed Atkins, Lynda Benglis, Judy Chicago, Tacita Dean, Nicole Eisenman, Urs Fischer, Theaster Gates, Hans Haacke, Camille Henrot, Carsten Höller, Kahlil Joseph, Ragnar Kjartansson, Kapwani Kiwanga, Sarah Lucas, Gustav Metzger, Marta Minujín, Chris Ofili, Raymond Pettibon, Carol Rama, Faith Ringgold, Pipilotti Rist, Anri Sala, Peter Saul, Nari Ward, Apichatpong Weerasethakul e Lynette Yiadom-Boakye.
Nel corso della sua direzione artistica ha inoltre curato numerose mostre collettive a tema, tra cui After Nature (2008), Ostalgia (2011), Here and Elsewhere (2014), The Keeper (2016), Grief and Grievance: Art and Mourning in America (2021), progetto concepito originariamente da Okwui Enwezor e realizzato in collaborazione con Naomi Beckwith, Glenn Ligon e Mark Nash, e New Humans: Memories of the Future, prima esposizione a coinvolgere l’intero ampliamento del museo progettato da OMA. Nel 2009 Gioni ha inoltre istituito la New Museum Triennial, inaugurata con il titolo Younger Than Jesus, insieme a Lauren Cornell e Laura Hoptman.
Parallelamente all’attività presso il New Museum, Gioni ha diretto numerose mostre internazionali e biennali, tra cui Manifesta 5 (2004, con Marta Kuzma), la quarta Berlin Biennale (2006, con Maurizio Cattelan e Ali Subotnick), l’ottava Gwangju Biennale (2010) e la 55ª Biennale di Venezia (2013).
Il curatore ha collaborato con diverse istituzioni internazionali, tra cui la Fondazione Nicola Trussardi di Milano, per la quale dal 2002 ha curato progetti di arte pubblica, mostre personali e collettive; la Deste Foundation di Atene, con cui lavora dal 2003; il Museo Jumex, dove ha curato Appearance Stripped Bare: Desire and the Object in the Work of Marcel Duchamp and Jeff Koons, Even (2019); la Aïshti Foundation di Beirut; The Store X di Londra; il Long Museum di Shanghai; la Phillips Collection di Washington e i Qatar Museums di Doha, per i quali ha organizzato mostre dedicate, tra gli altri, a Takashi Murakami (2012), Jeff Koons (2021), Valentino (2022) e Pipilotti Rist (2024). Le attività internazionali hanno contribuito ad ampliare la presenza del New Museum nel panorama artistico globale.
“Dopo un’approfondita ricerca internazionale, siamo entusiasti di annunciare la nomina di Massimiliano Gioni alla guida del New Museum in questo nuovo capitolo”, ha sottolineato il Presidente del Consiglio di Amministrazione del New Museum, James-Keith Brown. “Negli ultimi vent’anni, ha svolto un ruolo essenziale nell’evoluzione del Museo come destinazione internazionale di riferimento per l’arte contemporanea, grazie alle mostre innovative che ha ideato, alle partnership istituzionali che ha instaurato, al tutoraggio offerto ai colleghi e alle relazioni che ha costruito in tutto il mondo. Massimiliano è un curatore visionario e sarà un direttore esemplare, incarnando Quello che la fondatrice di questa istituzione, Marcia Tucker, descrisse una volta come ‘una persona davvero eccezionale, con una profonda curiosità per il mondo e per le persone che lo abitano, un interesse che abbraccia ogni cosa e ogni persona’. È il leader ideale per guidare il New Museum verso una nuova era nel nostro campus recentemente ampliato”.
“È un immenso onore essere stato chiamato a guidare il New Museum, seguendo le orme di giganti come Marcia Tucker e Lisa Phillips”, ha dichiarato Massimiliano Gioni. “Sono grato al Consiglio di Amministrazione, al comitato di selezione e a James-Keith Brown, il nostro Presidente del Consiglio, per avermi affidato sia l’illustre eredità dell’istituzione, sia gli strumenti per plasmare un futuro entusiasmante. Considero questa nomina non tanto un riconoscimento del mio lavoro, quanto un voto di fiducia in tutta la nostra istituzione e nel suo staff. Sono grato ai numerosi artisti, colleghi e sostenitori che insieme hanno contribuito a rendere il New Museum l’istituzione rispettata e amata a livello globale che siamo così orgogliosi di chiamare casa”.
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