Un libro lasciato su uno scaffale perché possa essere preso da qualcun altro, una lettura, una presentazione, uno spettacolo teatrale, una serata musicale. Sono gesti apparentemente lontani dalla storia di un’abbazia medievale, ma è proprio attraverso attività di questo tipo che l’Abbazia di Mirasole, alle porte di Milano, prova oggi a ridefinire il proprio rapporto con il territorio. A dieci anni dall’avvio del progetto che ne ha riportato gli spazi al centro della vita della comunità, il complesso apre un Caffè Letterario e una Casa delle Associazioni, mentre un finanziamento complessivo di 7 milioni di euro prepara una nuova fase di interventi sull’intera area.
Il Caffè Letterario è stato inaugurato il 25 settembre 2026 e nasce come spazio dedicato alla lettura, all’incontro e alla convivialità. La sua apertura è accompagnata da un bookcrossing aperto a tutti: chi vuole può lasciare un libro che ha letto e amato perché possa essere trovato da un nuovo lettore, oppure sceglierne uno dagli scaffali e portarlo con sé. L’idea è semplice, ma contribuisce a definire la funzione che il nuovo spazio intende assumere: non soltanto un luogo ospitato all’interno di un edificio storico, ma uno spazio di passaggio e di relazione. Il programma prevede letture, presentazioni di libri con gli autori e competizioni di poesia, insieme a serate musicali, laboratori e iniziative teatrali. Tra queste rientrano quelle curate da Opera Liquida, compagnia teatrale della Casa di Reclusione Milano Opera, che coinvolge anche persone detenute nei diversi aspetti della produzione degli spettacoli, dalla recitazione alla scenografia, dai costumi all’assistenza tecnica. Sono previste inoltre degustazioni, appuntamenti dedicati alla cucina e attività ludico-culturali rivolte alle famiglie. L’accesso al Caffè Letterario è libero e gratuito e non richiede prenotazione. Il progetto è stato realizzato nell’ambito di “Battiti di Abbazia” di Fondazione Cariplo, con il sostegno di Fondazione Nazionale Comunicazioni, Art Bonus e dei fondi PNRR/NextGenerationEU.
L’inaugurazione arriva a dieci anni dall’inizio di un progetto che aveva individuato nella riapertura dell’Abbazia alla comunità una delle proprie direttrici principali. Nel 2016 la Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, dopo un bando pubblico, affidò in concessione il complesso alla Fondazione Progetto Mirasole Impresa Sociale e alla Fondazione Progetto Arca. Da allora la valorizzazione del bene è stata costruita intorno a una combinazione di tutela del patrimonio, attività culturali, accoglienza sociale e inserimento lavorativo.
La storia dell’abbazia, del resto, è legata da oltre due secoli a quella della Ca’ Granda. Dal 1797 Mirasole appartiene al patrimonio dell’antico Ospedale Maggiore di Milano, oggi Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico. È una vicenda che si inserisce nella storia più ampia del patrimonio accumulato nei secoli dall’istituzione ospedaliera attraverso donazioni di papi, nobili, imprenditori e cittadini: terreni agricoli, cascine, chiese e altri beni che hanno contribuito al sostentamento dell’ospedale e alle sue attività assistenziali. La Fondazione Patrimonio Ca’ Granda è oggi incaricata della custodia e valorizzazione di questo patrimonio, con l’obiettivo di sostenere il Policlinico. Una funzione sintetizzata dal motto che un tempo era inciso sull’orologio dell’Ospedale Maggiore: “Abbiate cura di ciò che vi è stato donato”. Per Mirasole, questa storia si traduce oggi nella ricerca di una funzione contemporanea per un complesso che ha attraversato secoli di trasformazioni, abbandoni e nuove destinazioni. “Quando 10 anni fa siamo entrati in Abbazia la nostra missione era chiara: ridare vita a questo luogo recuperandone gli spazi, aprirlo alla comunità e alla comunità riconsegnarlo”, racconta Luca Capelli, presidente di Fondazione Progetto Mirasole. Secondo Capelli, la rigenerazione del complesso è stata costruita progressivamente, attraverso il coinvolgimento di soggetti diversi.
Insieme al Caffè Letterario è stata inaugurata anche la Casa delle Associazioni, uno spazio stabile destinato alle realtà del Terzo Settore che negli anni hanno frequentato e animato Mirasole. L’obiettivo è offrire un luogo nel quale lavorare, incontrarsi e sviluppare nuovi progetti, rafforzando la dimensione dell’abbazia come spazio condiviso. Il primo programma del Caffè Letterario prende forma già nei giorni dell’inaugurazione, dal 25 al 27 settembre, con tre giornate di appuntamenti gratuiti dedicati a teatro, musica, storia, arte e astronomia.
La nuova apertura si inserisce però in un progetto più ampio, destinato a modificare nei prossimi anni anche gli spazi e gli accessi al complesso. Un finanziamento di 7 milioni di euro, frutto della collaborazione fra Ministero della Cultura, Regione Lombardia e Comune di Opera, sostiene infatti gli interventi che porteranno alla creazione di quello che viene definito “Borgo Mirasole”. L’obiettivo è intervenire sull’intera area per migliorarne accessibilità e funzionalità e, contemporaneamente, valorizzarne il patrimonio storico e architettonico. Gli interventi riguardano anche la viabilità e la sosta e dovranno essere realizzati nel rispetto del contesto del Parco Agricolo Sud Milano.
Del finanziamento, 2 milioni di euro sono destinati dal Ministero della Cultura alla riqualificazione dell’abbazia e agli interventi di rifunzionalizzazione della viabilità di accesso. Il Comune di Opera contribuisce con altri 1,4 milioni di euro per opere pubbliche, tra cui una nuova pista ciclabile e l’allargamento della strada consortile. La Regione Lombardia mette invece a disposizione 3,5 milioni di euro per il recupero dell’ex Ristorante Mirasole, destinato a ospitare una nuova comunità terapeutica della UONPIA, in collaborazione con la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico.
Il progetto amplia così la dimensione sociale già assunta dall’abbazia negli ultimi dieci anni. Fondazione Progetto Mirasole, in quanto impresa sociale, concentra infatti parte delle proprie attività sull’inclusione sociale e lavorativa, con particolare attenzione alle persone in condizioni di fragilità. Le attività comprendono formazione, produzione, iniziative culturali, ristorazione e accoglienza, con l’obiettivo di creare opportunità di lavoro e accompagnare percorsi verso l’autonomia. Nel 2025 erano 97 le persone impiegate da Progetto Mirasole, delle quali il 71 per cento si trovava in condizioni di fragilità, tra rifugiati, ex detenuti e persone disoccupate.
La nuova fase dell’Abbazia di Mirasole passa dunque contemporaneamente dai libri sugli scaffali del Caffè Letterario, dagli spettacoli nella corte, dagli spazi messi a disposizione delle associazioni e dagli interventi sugli edifici e sulle infrastrutture. La conservazione del complesso storico viene così affiancata dalla ricerca di funzioni capaci di renderlo nuovamente abitato, attraverso una combinazione di cultura, socialità, lavoro e accoglienza.
A dieci anni dall’avvio del progetto di gestione, l’obiettivo non è soltanto mantenere in vita un monumento, ma fare dell’abbazia un luogo nel quale la comunità possa tornare a riconoscersi e costruire nuove attività. È su questo passaggio, più che sulla sola riqualificazione degli edifici, che si misura la nuova fase di Mirasole.
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