È stato presentato al pubblico il restauro del pavimento della Cappella del Tesoro di San Gennaro a Napoli, intervento che ha interessato l’intera superficie marmorea progettata da Cosimo Fanzago. Si tratta della prima operazione di restauro integrale dedicata al pavimento della Cappella, promossa dalla Reale Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro in vista del 500° anniversario della fondazione, previsto per il 2027. Il progetto è stato realizzato con il sostegno della Fondazione Deloitte.
La presentazione ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni locali, regionali e nazionali. Tra questi Teresa Armato, assessore al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli, Barbara Balbi, funzionaria restauratrice della Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli, Maria Alessandra Risolo, direttore tecnico di R.O.M.A. Consorzio, Guido Borsani, presidente della Fondazione Deloitte, Mariano Bruno, deputato della Cappella del Tesoro di San Gennaro, e Vincenzo De Gregorio, abate prelato della stessa Cappella.
L’intervento di restauro ha avuto una durata di otto mesi ed è stato progettato da Giuseppe Giordano, che ne ha avviato la fase progettuale. La direzione tecnica è stata affidata ad Alessandra Risolo, mentre la direzione operativa è stata seguita da Melina Pagano per conto di R.O.M.A. Consorzio. Il cantiere ha richiesto un approccio articolato, con continui adattamenti in corso d’opera per conciliare le esigenze conservative con le condizioni operative.
Le operazioni hanno incluso la pulitura delle superfici marmoree, la rimozione di stuccature ritenute incongrue rispetto all’impianto originario, il consolidamento del supporto lapideo e l’integrazione delle lacune attraverso tarsie marmoree. È stata inoltre applicata una protezione finale mediante cere microcristalline, con l’obiettivo di garantire la conservazione nel tempo del pavimento. L’intervento è stato condotto nel rispetto degli standard conservativi attualmente adottati nel settore del restauro dei materiali lapidei.
Secondo quanto illustrato in occasione della presentazione, il lavoro ha comportato una complessità operativa, legata sia alla natura storica del manufatto sia alla necessità di intervenire su una superficie estesa e articolata. Il risultato è la restituzione alla fruizione pubblica di un elemento centrale dell’apparato decorativo della Cappella, che si inserisce nel contesto del patrimonio artistico conservato nel Duomo di Napoli.
La Cappella del Tesoro di San Gennaro è legata alla storia della città dal 13 gennaio 1527, quando gli Eletti della città di Napoli sottoscrissero il cosiddetto Patto con San Gennaro sull’altare maggiore del Duomo, con atto rogato dal notaio Vincenzo De Bossis. Con tale accordo la città si impegnava a edificare una cappella dedicata al santo, affinché proteggesse Napoli da tre principali calamità individuate nel periodo: peste, guerre ed eruzioni del Vesuvio. Da tale iniziativa prese forma la Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, considerata uno dei principali complessi barocchi della città e frutto della committenza collettiva napoletana.
All’interno della Cappella si conservano opere di particolare rilievo storico e devozionale. Tra queste il busto angioino del santo e la teca che custodisce le reliquie di San Gennaro, elementi attorno ai quali si è sviluppato nel tempo il culto. Centrale nella tradizione religiosa è il fenomeno della liquefazione del sangue, considerato elemento identitario del rapporto tra la città e il santo patrono. La custodia del Tesoro e delle reliquie è affidata da quasi cinque secoli alla Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro.
“Fin dalla sua nascita, Fondazione Deloitte ha individuato nel sostegno alla cultura e ai beni culturali uno dei suoi ambiti di intervento prioritari. Il contributo per il restauro del pavimento della Cappella di San Gennaro si inserisce in questo impegno che portiamo avanti da anni su tutto il territorio nazionale", dichiara Guido Borsani, Presidente di Fondazione Deloitte. "Tengo inoltre a sottolineare come questo rappresenti uno dei progetti di maggiore rilievo mai realizzati dalla Fondazione, data la straordinaria importanza del bene coinvolto: la Cappella di San Gennaro non è soltanto un luogo dal profondo significato per i napoletani, ma un autentico gioiello architettonico e storico-artistico di valore nazionale, che merita di essere preservato e valorizzato”.
“Il restauro delle lastre marmoree del pavimento della Cappella del Tesoro di San Gennaro, realizzate da Cosimo Fanzago”, afferma Mariano Bruno, Deputato della Cappella del Tesoro di San Gennaro, “si inseriscono in un progetto più ampio di collaborazione tra la Deputazione di San Gennaro e una serie di attori del Terzo settore, che contribuiscono non solo sul piano economico, ma anche nella diffusione e tutela del Tesoro di San Gennaro e del culto del Santo. Il progetto di restauro, per la prima volta realizzato sull’intera area del pavimento della Cappella, avviene in prossimità della ricorrenza del cinquecentesimo anniversario del patto tra il Santo con gli Eletti della città, stipulato dal notaio il 13 gennaio 1527. L’iniziativa, inoltre, coincide con un momento particolarmente significativo per Napoli, che si prepara a un impulso internazionale rilevante anche in relazione alla prossima America’s Cup. L’obiettivo è quello di restituire alla città la Cappella restaurata e di avviare un più ampio percorso di interventi conservativi che, a partire dal pavimento, interesseranno progressivamente la Cappella. Un’operazione che consente di valorizzare uno dei tesori più importanti custoditi dalla città, restituito a nuova luce alla comunità che potrà rendere omaggio al culto del Santo patrono nella sua Cappella, ammirandone il rinnovato splendore”.
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| Napoli, restaurato il pavimento del Fanzago nella Cappella di San Gennaro |
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