Palazzo Litta a Milano si prepara a una nuova fase di trasformazione con un masterplan pensato per rendere stabilmente accessibili al pubblico le sue parti monumentali. Il piano strategico è stato presentato l’8 settembre 2026 dalla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, che gestisce il complesso dall’inizio del 2025 e ha affidato il progetto ad AMDL CIRCLE, fondato da Michele De Lucchi. L’obiettivo è aprire il complesso alla città, mantenendo le funzioni istituzionali.
Il nucleo barocco del palazzo, su corso Magenta, fu progettato dall’architetto Francesco Maria Richini su commissione di Bartolomeo III Arese, proprietario dell’immobile e protagonista della politica milanese del primo Seicento. L’edificio venne modificato più volte, con un intervento significativo alla metà del Settecento che caratterizza gli interni del piano nobile, tra gli esempi più sontuosi del barocchetto lombardo.
Oggi Palazzo Litta ospita cinque istituti del Ministero della Cultura: tre Soprintendenze, la Direzione regionale Musei nazionali Lombardia e il Museo nazionale dell’Arte Digitale. Il piano prevede una nuova distribuzione, distinguendo gli spazi culturali dagli uffici e separando i percorsi con la revisione dei collegamenti verticali e orizzontali.
Al piano terra il Cortile d’Onore sarà trasformato in una corte urbana aperta al pubblico. Qui troveranno posto la biglietteria, un bookshop, spazi espositivi e di presentazione dei siti gestiti dalla Direzione regionale, oltre a una nuova sala polifunzionale. Dal cortile partiranno nuovi ascensori per piano nobile e uffici e un collegamento diretto con il giardino. Nei corpi retrostanti saranno collocati biblioteca, laboratori di restauro, depositi di opere d’arte e ufficio esportazione, mentre gli archivi saranno distribuiti tra interrati e sottotetti.
Il piano nobile ospiterà sale espositive ed eventi, con spazi di backstage. I flussi partiranno dallo scalone monumentale e ruoteranno attorno al Cortile d’Onore. Nella parte più interna del primo piano e al secondo continueranno a essere presenti gli uffici ministeriali, ampliati con la riqualificazione del terzo piano. Le ali laterali e il sottotetto ospiteranno foresterie a uso istituzionale e culturale.
Sulle coperture interne, nella porzione meno visibile e già rifatta dopo la Seconda guerra mondiale, saranno installati i nuovi impianti, comprese le UTA a servizio del piano nobile, pompe di calore e un impianto fotovoltaico. Il progetto comprende infine il Giardino Monumentale ottocentesco sul fronte nord, da tempo inaccessibile. La riqualificazione punta a reintegrare il giardino nell’impianto storico del complesso, rendendo nuovamente possibile, nel solco della tradizione, lo svolgimento di eventi culturali anche all’aperto.
“Credo che oggi sia un giorno importante per la Direzione regionale Musei nazionali Lombardia e per l’intera comunità milanese”, dichiara il Direttore dei Musei Statali Lombardi Rosario Maria Anzalone. “Siamo molto orgogliosi di presentare il lavoro di programmazione strategica che abbiamo realizzato insieme a uno studio di architettura di chiara fama e di levatura internazionale. Palazzo Litta è un complesso dalle potenzialità straordinarie, situato nel cuore di una metropoli dinamica e in esponenziale crescita sul piano culturale: necessitava dunque di un partner altrettanto prestigioso e lungimirante per immaginare un percorso di valorizzazione adeguato alla sua centralità storico-artistica. L’orizzonte è ampio, il lavoro lungo e complesso: era pertanto essenziale dotarsi di una solida bussola per orientare e governare gli importanti investimenti che seguiranno negli anni a venire”.
“Questo è un edificio aristocratico del Seicento”, dichiara Michele De Lucchi, fondatore di AMDL CIRCLE, “nato con tutte le prerogative delle dimore nobili dell’epoca, che conserva ancora dettagli di grande valore manifatturiero e decorativo. Nel tempo è stato usato anche per funzioni più operative: è diventato un ufficio delle Ferrovie dello Stato, poi la sede degli uffici milanesi del Ministero della Cultura. Oggi Palazzo Litta, che si affaccia al XXI secolo portando ancora le tracce di chi lo ha attraversato, va restituito a una mentalità di vita, di lavoro, di impresa e di valore immobiliare propria di questi anni di grande trasformazione. È un edificio barocco da adattare allo stile di vita contemporaneo. Gli edifici di oggi devono saper essere parte del cambiamento della società, del lavoro e dell’organizzazione produttiva, garantendo però il massimo rispetto per ciò che ha valore: gli oggetti, le parti storiche, la tipologia originale, che, se scompare, porta con sé un pezzo di storia dell’umanità”.
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