Il Teatro Olimpico di Vicenza chiuderà nel 2027 per un restauro di un anno


Il Teatro Olimpico di Vicenza chiuderà alla fine del 2027 per circa un anno per consentire un vasto intervento di restauro e riduzione della vulnerabilità sismica. Stanziati 1,745 milioni di euro dal Ministero della Cultura, cui si aggiungono 250mila euro del Comune per il potenziamento dell’impianto antincendio.

Il Teatro Olimpico di Vicenza si prepara ad affrontare uno dei più importanti interventi di restauro e consolidamento della sua storia recente. Il celebre edificio progettato da Andrea Palladio, riconosciuto come Patrimonio mondiale dell’Umanità da parte dell’UNESCO e considerato il più antico teatro coperto del mondo giunto fino ai nostri giorni, chiuderà temporaneamente alla fine del 2027 per consentire un articolato programma di lavori destinato a garantirne la conservazione, la sicurezza e la trasmissione alle future generazioni. Il cantiere durerà circa un anno, periodo durante il quale il monumento non sarà accessibile né ai visitatori né agli spettacoli, che saranno trasferiti in altre sedi della città. L’intervento è stato presentato nel corso di un incontro ospitato sul palco dello stesso Teatro Olimpico dal sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, dall’assessora alla Cultura, al Turismo e all’Attrattività della città, Ilaria Fantin, e dall’assessore ai Lavori pubblici, Cristiano Spiller. Per la realizzazione del progetto saranno impiegati 1.745.000 euro interamente finanziati dal Ministero della Cultura attraverso fondi destinati alla Regione Veneto per gli interventi di riduzione della vulnerabilità sismica dell’intero complesso monumentale. A questo stanziamento si aggiungeranno ulteriori 250.000 euro messi a disposizione dal Comune di Vicenza per il rafforzamento delle misure di prevenzione antincendio.

L’obiettivo del progetto è quello di proteggere e valorizzare uno dei monumenti simbolo della città veneta attraverso un programma di consolidamento strutturale che interessa le parti più delicate del complesso, assicurando al tempo stesso la piena tutela di un bene che rappresenta una delle massime espressioni dell’architettura rinascimentale. Il restauro rientra nella più ampia strategia nazionale promossa dal Ministero della Cultura per la prevenzione e la mitigazione del rischio sismico sugli edifici storici italiani, un programma avviato con la Legge n. 232 del 2016 e rivolto ai monumenti di maggiore rilevanza del patrimonio culturale nazionale.

Il sindaco Giacomo Possamai ha ricordato come il Teatro Olimpico attendesse da tempo un intervento di questa portata. “Grazie ad un contributo ministeriale riusciamo dare il via a questo grande progetto che ci consente di tutelare, conservare e tramandare intatto un bene prezioso come il teatro coperto più antico al mondo”, ha dichiarato. “Diamo corso così ad un iter iniziato diversi anni fa con cui il Comune di Vicenza si è impegnato nel restauro dei beni UNESCO tra i più visitati della città: la Basilica Palladiana, che ospita grandi mostre, e Palazzo Chiericati dove gli interventi sono ancora in corso conclusi i quali restituiremo alla città un museo civico all’avanguardia con bookshop, ufficio turistico e spazi dedicati al sito UNESCO”.

Teatro Olimpico di Vicenza. Foto: Ministero della Cultura
Teatro Olimpico di Vicenza. Foto: Ministero della Cultura

L’assessora alla cultura Ilaria Fantin ha definito il contributo ministeriale una preziosa occasione di rinnovamento per il teatro, annunciando l’avvio di una campagna di comunicazione sintetizzata dallo slogan “Ci rinnoviamo per i prossimi 500 anni”. Il teatro, ha spiegato, “chiude a fine 2027 e che quindi ci sono ancora due stagioni da vivere. Iniziamo fin d’ora a collaborare con le associazioni per far in modo che gli gli spettacoli possano svolgersi in altre sedi. Una di queste sarà anche l’Auditorium Canneti che sarà finalmente restituito alla città”.

L’assessore ai lavori pubblici Cristiano Spiller ha illustrato gli aspetti tecnici del progetto, spiegando che l’intervento è concepito per assicurare una lunga vita al monumento e ridurne in maniera significativa la vulnerabilità sismica. “Ci occuperemo principalmente della parte strutturale dove sono collocare le scene scamozziane, individuata dopo una serie di indagini come la più critica dal punto di vista antisismico”, ha affermato. “Verranno eseguiti dei rinforzi sulle pareti perimetrali, sui solai, sul tetto e sulle capriate in modo da rendere la struttura in grado di resistere ad eventuali sismi. La somma del Comune servirà per installare un sistema centralizzato di telecamere digitali ad infrarossi capaci di segnalare con prontezza qualsiasi principio di incendio, consentendo quindi interventi immediati ed efficaci”.

Anche il soprintendente Andrea Rosignoli ha evidenziato il valore della collaborazione istituzionale che ha reso possibile l’avvio del progetto. “L’iniziativa”, ha ricordato, “ha preso corpo grazie a una virtuosa azione sinergica formalizzata nell’accordo di collaborazione stipulato il 18 gennaio 2024 tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza e il Comune di Vicenza, proprietario del Teatro Olimpico. Grazie a questa cooperazione istituzionale i ruoli e le competenze della Soprintendenza e dell’Amministrazione comunale si fondono definendo un percorso metodologico improntato alla prevenzione sismica a tutela del patrimonio storico culturale vicentino, fondato sulla conoscenza approfondita del manufatto. La Soprintendenza, testimonia anche in questo modo di avere particolarmente a cuore la tutela del patrimonio culturale della città di Vicenza, di cui il Teatro Olimpico costituisce un’eccellenza assoluta”.

Teatro Olimpico di Vicenza. Foto: Comune di Vicenza
Teatro Olimpico di Vicenza. Foto: Comune di Vicenza

Il progetto di restauro interesserà in modo particolare le coperture e le murature del complesso. Gli interventi più significativi riguarderanno anche le celebri scene prospettiche progettate da Vincenzo Scamozzi e la cosiddetta versura, ovvero la parte del teatro collocata oltre le scene, verso il giardino, dove sono presenti i solai destinati storicamente al sostegno delle luci sceniche.

Nell’area delle scene scamozziane saranno anzitutto ripristinate le fessurazioni presenti nell’abside e nel paramento murario rivolto verso il giardino mediante la tecnica della cucitura armata, che prevede l’inserimento di barre elicoidali in acciaio inox nei giunti di malta. È previsto inoltre un intervento di stabilizzazione della parete sud-est attraverso il collegamento della copertura con le nuove strutture realizzate durante il restauro del Palazzo del Territorio mediante una capriata interna destinata a sostenere la parete.

Le coperture saranno oggetto di un articolato programma di consolidamento. I puntoni, i falsi puntoni e le travature lignee continue verranno rinforzati mediante l’inserimento di elementi in legno lamellare. L’intera copertura sarà irrigidita attraverso la posa di un piano di controventamento costituito da un doppio strato di pannelli multistrato dello spessore di circa venti millimetri, collegati alla struttura principale con apposite viti. Contestualmente sarà installato un telaio in acciaio con funzione di cerchiatura metallica perimetrale capace di incrementare la resistenza complessiva dell’edificio. Anche le capriate saranno interessate da specifici interventi di stabilizzazione finalizzati a limitarne gli spostamenti attraverso l’inserimento di elementi trasversali. Le travi reticolari metalliche presenti nella zona antistante l’abside saranno consolidate mediante un sistema di funi in acciaio destinato a stabilizzare la parte superiore delle strutture.

Nella zona della versura il progetto prevede il ripristino delle fessurazioni presenti nelle murature attorno alle finestre del primo e del secondo piano, ancora una volta attraverso la tecnica della cucitura armata con barre elicoidali in acciaio inox. Saranno inoltre realizzati nuovi architravi metallici in corrispondenza delle finestre.

Teatro Olimpico di Vicenza. Foto: Comune di Vicenza
Teatro Olimpico di Vicenza. Foto: Comune di Vicenza

I solai lignei saranno rinforzati per aumentarne la capacità portante, mentre la scala lignea di servizio utilizzata per raggiungere i livelli superiori sarà consolidata mediante l’impiego di funi metalliche collegate alle coperture e con il rinforzo dei gradini attraverso profili metallici interni. Anche in quest’area la copertura sarà interessata dall’installazione di nuove travi in legno lamellare posizionate sotto quelle esistenti e dalla realizzazione di un piano strutturale analogo a quello previsto per le scene scamozziane, completato da una cerchiatura metallica perimetrale.

Accanto agli interventi strutturali sarà realizzato un nuovo sistema di prevenzione antincendio finanziato integralmente dal Comune di Vicenza. Il progetto prevede l’installazione di telecamere digitali a infrarossi per la visione notturna, con caratteristiche differenti a seconda degli ambienti nei quali saranno collocate. Tutto l’impianto sarà gestito da un sistema di controllo centralizzato che collegherà ogni telecamera ai rivelatori di incendio già presenti nel teatro, consentendo la visualizzazione immediata delle aree interessate da eventuali allarmi. Il sistema permetterà inoltre la registrazione continua delle immagini e il monitoraggio in tempo reale, ventiquattr’ore su ventiquattro, delle principali aree del complesso, tra cui l’odeo, l’antiodeo, il palco, le scene, il peristilio, la platea e la gradinata.

L’intervento sul Teatro Olimpico si inserisce in un più vasto programma di tutela del patrimonio monumentale vicentino finanziato dal Ministero della Cultura. Nell’ambito della medesima strategia di prevenzione sismica sono infatti previsti investimenti anche per altri importanti monumenti cittadini, tra cui il chiostro e il campanile della chiesa di Santa Corona e la chiesa di Santa Maria Nova. Si conferma così la volontà di estendere le azioni di conservazione all’intero patrimonio storico della città, garantendo una tutela diffusa dei principali edifici monumentali e assicurando che uno dei complessi UNESCO più significativi d’Italia possa essere preservato nelle migliori condizioni possibili per le generazioni future.




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