Villa Arconati, a pochi chilometri da Milano, è uno dei set cinematografici de Il Diavolo veste Prada 2


Villa Arconati, situata nel cuore del Parco delle Groane a pochi chilometri da Milano, è tra le location in cui sono state girate alcune delle scene de Il diavolo veste Prada 2. Previste visite guidate esclusive dedicate agli ambienti utilizzati come set cinematografico.

Villa Arconati, situata nel cuore del Parco delle Groane a pochi chilometri da Milano, è stata scelta come set cinematografico per il nuovo capitolo de Il Diavolo veste Prada, ospitando alcune delle scene più esclusive della produzione. Tenuta riservata fino all’ultimo, la Villa infatti figura tra le location in cui sono state girate alcune delle scene più memorabili del film, ambientato tra Stati Uniti, Lago di Como e Milano. Tra gli ambienti visibili sullo schermo si riconoscono la Corte Nobile con il suo colonnato in granito, lo Scalone d’onore impreziosito dalla copia del Laocoonte dei Musei Vaticani e la suggestiva Sala di Fetonte, dove gli affreschi illusionistici trasformano lo spazio in una sorta di racconto visivo, in cui luce e pittura dialogano creando atmosfere scenografiche. Le scene vedono protagoniste Meryl Streep, Anne Hathaway, Stanley Tucci e Simone Ashley, la nuova assistente di Miranda Priestly.

In occasione dell’uscita del film, sono previste dal 4 all’8 maggio, alle ore 15, visite guidate esclusive dedicate agli ambienti utilizzati come set cinematografico, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire curiosità e retroscena delle riprese. Info e prenotazioni su www.villaarconati-far.it

Una delle scene de Il diavolo veste Prada 2
Una delle scene de Il diavolo veste Prada 2

Se l’architettura della Villa colpisce per il suo carattere scenografico, il parco monumentale ne costituisce il naturale completamento. Esteso su dodici ettari, il giardino rappresenta un raro equilibrio tra rigore geometrico e suggestione paesaggistica. La natura è modellata secondo un disegno preciso, dove si susseguono viali alberati, fontane, statue e ambienti scenografici.

Durante il periodo di apertura al pubblico, da fine marzo a metà dicembre, è possibile visitare la Villa liberamente oppure partecipare a visite guidate, scegliendo il proprio ritmo di esplorazione. Ciò che rende questo luogo particolarmente interessante è la sua capacità di trasformarsi: da dimora storica a spazio dinamico per concerti, installazioni, festival ed eventi di rilievo internazionale, tra cui la serata dedicata all’alta gioielleria di Bulgari con la presentazione della sua nuova collezione Eclettica.

Alla base di questa poliedricità vi è l’impegno della Fondazione Augusto Rancilio, ente culturale senza scopo di lucro legato all’attuale proprietà del Castellazzo, di cui la Villa rappresenta il fulcro. La Fondazione opera con l’obiettivo di tutelare e valorizzare il patrimonio storico-artistico, promuovendo al tempo stesso una visione più ampia: restituire alla Villa un ruolo attivo nel panorama culturale contemporaneo.

Particolare attenzione è dedicata anche alla dimensione sociale, con progetti che favoriscono inclusione e collaborazione con il territorio, coniugando così valorizzazione del patrimonio e responsabilità contemporanea.

Villa Arconati
Villa Arconati
Villa Arconati
Villa Arconati
Villa Arconati
Villa Arconati
Sala da ballo
Sala da ballo
Sala della Caccia
Sala della Caccia
Sala di Fetonte. Foto: Corinne Férault
Sala di Fetonte. Foto: Corinne Férault

Le origini della Villa risalgono al Seicento, quando Galeazzo Arconati concepì una residenza che andasse oltre la semplice dimora di campagna. Il suo intento era ambizioso: creare uno spazio capace di esprimere prestigio, cultura e potere, ma anche destinato a durare nel tempo, quasi con un carattere di eternità.

Nacque così un progetto unitario, in cui architettura, arte e natura dialogano tra loro. Sale riccamente decorate, ambienti monumentali e giardini concepiti come vere architetture verdi contribuiscono a costruire un’idea di bellezza totale. Nel corso dei secoli, il complesso si è evoluto fino a raggiungere il suo massimo splendore nel Settecento, quando le influenze europee, in particolare francesi, portarono a un ampliamento significativo e alla creazione di un dialogo tra giardino all’italiana e giardino alla francese, caratterizzato da ampie prospettive, assi visivi e rigorosi giochi di simmetria.




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