Esce domani, mercoledì 3 giugno, un singolare numero di Topolino: per il numero 3680 dello storico giornalino a fumetti, infatti, la direzione artistica del settimanale è stata affidata a Max Pezzali. Il numero è in uscita in edicola, fumetteria e su Panini.it. Un incontro tra linguaggi differenti che si fondono in un progetto editoriale costruito come un esperimento narrativo, capace di unire la memoria degli anni Novanta, la forza dei tormentoni musicali e l’universo narrativo dei personaggi Disney. L’iniziativa nasce all’interno di un’idea editoriale che trasforma il settimanale in una sorta di laboratorio creativo. L’incontro tra musica e fumetto non è soltanto una suggestione tematica, ma un impianto strutturale che guida l’intero numero, concepito come un concept comics costruito sulla falsariga di un concept album musicale. Ogni storia diventa pertanto una sorta di traccia, mentre l’insieme delle pagine contribuisce a costruire un racconto più ampio, corale e coerente, legato da un filo conduttore che richiama proprio la dimensione sonora e narrativa cara a Max Pezzali.
A spiegare ad ADNKronos la natura dell’operazione è il direttore di Topolino, Alex Bertani: “Questo numero di Topolino è una vera chicca, un esperimento mai fatto prima. Un concept comics costruito sulla falsariga di un concept album, in cui ogni storia rap presenterà una specie di traccia e dove ogni pagina contribuirà a un racconto più grande sorprendente e corale. Storie diverse ed eterogenee accomunate da uno stesso filo conduttore (o colonna sonora I se preferite). Un test insolito. Talmente ‘personale’ che dopo 400 numeri ininterrotti ho deciso, per una settimana, di alzarmi dalla sedia di direttore e di godermi Topolino dalla poltrona! La lascerò a Max Pezzali, direttore d’eccezione, che ha portato in redazione tanta energia e un’idea precisa di narrazione”.
Anche Max Pezzali racconta questo passaggio come un momento significativo della propria esperienza creativa. “Ed eccomi qua al timone di un intero numero di Topolino”, dice il cantante. “Un sogno che si avvera, come per un bimbo entrare in un negozio di giocattoli e poter prendere qualunque cosa. Alla consegna delle chiavi del regno ho sentito salire una grande responsabilità. Topolino è una delle realtà più autorevoli dal punto di vista non solo della qualità delle storie, del fumetto in sé, ma anche del significato sociologico che c’è dietro a ogni vignetta, a ogni singolo personaggio. Quando Alex Bertani mi ha proposto un passaggio di consegna, ho iniziato a pensare a come far sì che questo numero potesse essere conforme al livello di una pubblicazione così alta, ma allo stesso tempo contenere elementi che raccontassero la mia storia, in armonia con il mondo di Topolino”.
Il percorso creativo che ha portato alla costruzione del numero 3680 nasce da un dialogo tra l’artista e il team editoriale di Topolino, guidato da Panini Comics e sviluppato insieme a un gruppo di autori Disney. Le storie presenti nel numero prendono forma a partire da spunti, passioni e suggestioni riconducibili all’immaginario di Max Pezzali, per poi essere trasformate in racconti a fumetti attraverso il lavoro di sceneggiatori e disegnatori. Il risultato è un intreccio di narrazioni diverse, unite da un’impostazione comune che riflette la struttura di un album musicale tradotto in linguaggio fumettistico.
Ad aprire il numero è la storia Paperino e il suono del tempo, scritta da Tito Faraci e disegnata da Alessandro Perina, in cui lo stesso Max Pezzali compare in una versione “paperizzata”, inserito direttamente nell’universo narrativo Disney. Il progetto assume anche una valenza personale e quasi biografica, considerando che tra l’autore della storia e il musicista esiste un legame risalente ai tempi universitari, quando entrambi condividevano la passione per la musica e per i fumetti. Lo stesso Pezzali ricorda un episodio legato a una sala prove condivisa in un edificio della bassa pavese, un’esperienza raccontata con tono ironico ma significativa nel delineare un rapporto umano e creativo mai del tutto interrotto.
Il numero prosegue con una serie di quattro racconti autoconclusivi firmati da Claudio Sciarrone, intitolati Nord, Sud, Ovest ed Est, che riportano ancora una volta la figura di Max Pezzali in versione papera, all’interno di narrazioni che giocano con la direzione e il movimento, richiamando suggestioni simboliche e musicali. A questi si aggiungono ulteriori storie che ampliano il ventaglio narrativo dell’albo, tutte ispirate alle passioni e all’universo creativo dell’artista.
Tra queste si inserisce Chilometri di lettere, scritta da Marco Nucci e disegnata da Davide Cesarello, che esplora dinamiche narrative legate alla comunicazione e alla distanza, mentre Manetta e la squadra che vince sempre, firmata da Roberto Gagnor e Luca Usai, porta l’attenzione su dinamiche corali e investigative tipiche del mondo Disney. Il numero include anche Il paperotto che leggeva Rider Duck, sceneggiata da Francesco Pelosi e disegnata da Giampaolo Soldati, che richiama il rapporto tra lettura, immaginazione e crescita narrativa dei personaggi.
Proseguendo nel percorso del numero, troviamo Paperino e la lunga giornata dell’eroe, scritta da Marco Nucci e illustrata da Andrea Maccarini, insieme a Vecchia storia, stessi amici, firmata da Corrado Mastantuono in veste di autore completo. Ogni storia contribuisce a costruire un mosaico coerente che riflette l’identità narrativa del progetto, in cui l’universo Disney si intreccia con quello musicale e personale di Pezzali, senza soluzione di continuità tra immaginazione e memoria.
A completare il numero è la copertina speciale realizzata da Alessandro Perina, che sintetizza visivamente l’incontro tra il mondo di Topolino e quello dell’artista, segnando simbolicamente l’inizio del viaggio editoriale. L’immagine di copertina diventa così il primo elemento narrativo di un progetto che si sviluppa pagina dopo pagina, trasformando il numero 3680 in un’esperienza di lettura costruita come un racconto unitario.
Il risultato finale è un numero speciale che si propone come punto di incontro tra generazioni, linguaggi e immaginari. Da un lato la musica di Max Pezzali, capace di attraversare il tempo e restare radicata nella memoria collettiva, dall’altro il fumetto Disney, che continua a rinnovarsi mantenendo intatta la propria capacità di parlare a pubblici diversi. In questo intreccio si colloca l’idea di un racconto che non si esaurisce nella singola pubblicazione, ma che si inserisce in una tradizione più ampia di contaminazione culturale.
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.