In attesa dell’inaugurazione del 26 settembre 2026 nelle sale di Palazzo Corsini, la 34ª Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze (BIAF) presenta una prima selezione delle opere che saranno protagoniste della nuova edizione. Sotto la direzione del nuovo Segretario Generale Bruno Botticelli, con il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Firenze, della Città Metropolitana, della Camera di Commercio e con il sostegno del Main Sponsor Gucci, la storica mostra-mercato sarà visitabile fino al 4 ottobre 2026.
La selezione di opere, vagliata da un comitato composto da 63 esperti internazionali tra direttori di museo, curatori e restauratori, rappresenta soltanto una prima anticipazione dei capolavori che saranno esposti. Il nuovo allestimento, progettato da Matteo Corvino con arredi firmati Minotti, è concepito per mettere in dialogo gli antichi maestri con le avanguardie del Novecento e dell’arte contemporanea.
Tra le sculture spiccano alcuni capolavori che attraversano oltre cinque secoli di storia dell’arte. Longari Arte Milano presenta un raffinato Bambin Gesù in terracotta invetriata policroma di Andrea della Robbia, mentre Tomasso Ltd. espone una monumentale Madonna con Bambino in terracotta di Giovanni de Fondulis. Di eccezionale rilievo è anche il marmoreo Maggio (Apollo) di Antonio Novelli, realizzato tra il 1628 e il 1630 per i giardini del Lussemburgo di Parigi e proposto da Botticelli Antichità, così come La Carità di Lorenzo Bartolini, presentata da Walter Padovani. Il Novecento è rappresentato, tra gli altri, dalla Bagnante di Antonio Maraini e dal Bozzetto per l’Arengario a Milano di Marino Marini.
La sezione dedicata alla pittura riunisce opere di prestigio, confermando l’alto livello della manifestazione. Tra i capolavori figurano il prezioso fondo oro con Il Re di Bretagna, padre di Sant’Orsola, in preghiera di Paolo Veneziano (Galerie Canesso), la Madonna con Bambino e angeli adoranti di Neri di Bicci (Flavio Gianassi FG Fine Art), la Madonna con il Bambino e i santi di Lorenzo Costa (Fondantico di Tiziana Sassoli), il Cristo nel Giardino del Getsemani di Mattia Preti (Maison d’Art) e la Giuditta e Abra con la testa di Oloferne di Francesco Furini (Rob Smeets Old Master Paintings). Completano il percorso dipinti di Bernardo Strozzi (Santa Caterina d’Alessandria da Enrico Frascione e Frascione Gallery), Luca Giordano (Rebecca al pozzo da Gallo Fine Art) e la Cleopatra di Anton Maria Vassallo con la sua cornice originale a tema di aspide (Goldfinch Fine Arts). Antichità Giglio presenta invece la monumentale Veduta del Monte Pisano con l’Acquedotto Mediceo di Jakob Philip Hackert.
Grande attenzione è riservata anche all’arte grafica, con il disegno preparatorio di San Gerolamo scrivente di Guercino (Cortona Fine Art) e il disegno di Giuseppe Vannini per il monumento ad Alfieri di Antonio Canova nella basilica di Santa Croce a Firenze (Alessandra Di Castro).
L’esposizione valorizza inoltre le arti decorative e l’alto artigianato italiano attraverso opere come un Guttatoio con stemma Medici dell’Officina Granducale Medicea (Altomani & Sons), un sontuoso cabinet della manifattura trapanese del XVII secolo (Brun Fine Art) e un trumeau di manifattura veneziana in stile Luigi XV (Attilio Cecchetto Antiquario).
Il percorso si conclude con una ricca selezione di opere del XX secolo che testimoniano la continuità tra antico e moderno. Saranno presenti due lavori di Umberto Boccioni: il divisionista Impressione di Venezia del 1907 (Enrico Gallerie d’Arte) e il Ritratto dello scultore Ripamonti, un acquerello e pastello del giugno 1916, anno della sua prematura scomparsa (Bottegantica); dipinti di Gino Severini, quali l’olio Les deux canards (Galleria Russo) e il Symbole de l’Eucharistie (1927 circa), un raffinato papiers collé e tecnica mista ricco di importanti storici espositivi (Osart Gallery); opere di Vittorio Zecchin (Tre Principesse, Ed Gallery) e Umberto Brunelleschi con la tela parigina La Fete de Soleil (Paolo Antonacci) illuminano il gusto Déco e Liberty, così come le urne “Archi e corde” in porcellana disegnate da Gio Ponti per Richard-Ginori nel 1927 (Raffaello Pernici); opere di Alberto Savinio (Senza titolo, 1929 da Galleria d’Arte Frediano Farsetti) e Giorgio de Chirico (Autoritratto delle nuvole, 1948 da Gian Enzo Sperone) firmano la grande stagione metafisica e surreale italiana, Saranno inoltre presenti una preziosa coppa ovale in vetro a murrine rosse, gialle e nere disegnata da Carlo Scarpa per Venini (Galleria Carlo Virgilio & C.) e un Concetto spaziale, Attese di Lucio Fontana (Tornabuoni Arte).
Nei prossimi mesi il catalogo delle opere sarà ulteriormente ampliato. Il programma comprenderà anche iniziative realizzate in collaborazione con le principali istituzioni culturali fiorentine, tra cui l’esposizione del primo disegno di Michelangelo per la facciata della chiesa di San Lorenzo, il cui restauro sarà sostenuto dalla Fondazione CR Firenze e affidato all’Opificio delle Pietre Dure, oltre a nuovi progetti condivisi con la Fondazione Palazzo Strozzi.
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