Un capolavoro dell'ultimo Lucian Freud va in asta da Sotheby's: stima 25 milioni di sterline


 Da Sotheby’s Londra in asta un capolavoro dell’ultimo Lucian Freud, Sleeping by the Lion Carpet, con stima di 25-35 milioni di sterline.

A giugno, a Londra la casa d’aste Sotheby’s porterà per la prima volta sul mercato uno dei dipinti più celebri e discussi della fase tarda di Lucian Freud (Berlino, 1922 – Londra, 2011): Sleeping by the Lion Carpet. L’opera, realizzata tra il 1995 e il 1996, sarà proposta con una stima compresa tra 25 e 35 milioni di sterline, pari a circa 29-40,5 milioni di euro, e proviene dalla prestigiosa Lewis Collection. Il dipinto rappresenta il culmine del ciclo dedicato da Freud a Sue Tilley, modella, figura centrale in una delle serie più importanti della ritrattistica del Novecento. Tra il 1993 e il 1996, l’artista realizzò quattro grandi tele che la raffigurano, indagando il corpo umano con un approccio radicale, diretto e privo di idealizzazione. Sleeping by the Lion Carpet è considerato il lavoro conclusivo e più ambizioso di questo percorso, nonché uno dei vertici assoluti della sua produzione.

L’opera, già ampiamente esposta in musei internazionali, non è mai apparsa prima sul mercato pubblico. Fu infatti acquisita direttamente dalla galleria di riferimento dell’artista, guidata da Bill Acquavella, e da allora è rimasta nella collezione privata di Joe Lewis. Oliver Barker, presidente Europa di Sotheby’s, parla dell’opera in termini estremamente entusiastici: “Se la figurazione è il cuore pulsante della collezione Lewis, Freud ne è la linfa vitale. Fin dal loro primo incontro con le sue opere, i Lewis hanno sempre avuto una comprensione istintiva di ciò che rende Freud un gigante tra gli artisti. Lo zelo, la convinzione e la precisione quasi da cacciatore con cui – nel corso dei decenni – hanno perseguito le sue opere più importanti sono stati mozzafiato da osservare. E con questo dipinto – l’apoteosi della serie più ambiziosa di Freud – si sono assicurati il gioiello supremo. Intimo e monumentale in egual misura, attingendo alle grandi tradizioni del passato ma al contempo radicalmente nuovo e inventivo, ricco di complessità emotiva e pittorica, Sleeping by the Lion Carpet è un capolavoro sotto ogni punto di vista. È, semplicemente, uno dei più grandi ritratti del XX secolo, se non dell’intera storia dell’arte occidentale: ‘la Monna Lisa dell’era moderna’”.

Lucian Freud, Sleeping by the Lion Carpet (1995-1996; olio su tela, 228 x 120,6 cm)
Lucian Freud, Sleeping by the Lion Carpet (1995-1996; olio su tela, 228 x 120,6 cm)

Anche Tom Eddison, responsabile dell’arte contemporanea di Sotheby’s Londra, ha evidenziato la portata del lavoro: “Questa imponente opera, durata nove mesi, rappresenta l’espressione più ambiziosa e completa della visione di Lucian Freud, dove vulnerabilità e monumentalità si fondono. È senza dubbio il suo capolavoro. In Sleeping by the Lion Carpet, Freud plasma la carne con un’intensità scultorea al tempo stesso implacabile e profondamente umana, confrontandoci con la cruda verità del corpo umano, carica di una presenza straordinaria. Raramente ci capita di ammirare sul mercato un dipinto di tale straordinaria potenza e profonda importanza”.

Il ciclo dedicato a Tilley occupa una posizione centrale nell’evoluzione della poetica di Freud. La donna, impiegata come assistente sociale a Londra e introdotta all’artista attraverso il performer Leigh Bowery, divenne una delle muse più importanti del pittore negli anni Novanta. “A Leigh piaceva sistemare la vita delle persone”, ricorda Tilley. “Non gli piaceva che lavorassi all’ufficio di collocamento e pensava che sarebbe stato bello per me fare qualcosa di diverso. Sapeva di dover mettere l’idea in testa a Lucian in modo che pensasse che fosse una sua idea. Fui invitato a pranzo e dovetti essere sottoposto a un controllo. Leigh mi disse cosa indossare e io, come al solito, lo ignorai completamente! Così pranzammo al River Cafe. Fu molto piacevole. Poi, senza nemmeno accorgermene, mi ritrovai a farmi dipingere. Leigh era venuto a casa mia il giorno prima per farmi fare pratica a spogliarmi”.

Il rapporto tra artista e modella, costruito su lunghe sessioni in studio, è alla base della costruzione di immagini di straordinaria intensità psicologica e fisica. Le sessioni di posa per Sleeping by the Lion Carpet durarono circa nove mesi. Freud impose la presenza costante della modella, convinto che la sua presenza fosse essenziale per la resa pittorica. La luce, il colore e persino la resa del pavimento venivano influenzati dalla presenza del corpo di Tilley nello spazio. L’artista stesso sosteneva di non poter lavorare in sua assenza, affermando che ogni elemento del dipinto fosse in relazione diretta con la sua presenza fisica. Il risultato è un’immagine di forte impatto visivo: Tilley è raffigurata addormentata su una poltrona, con il corpo che occupa quasi interamente la superficie della tela. La resa anatomica è caratterizzata da una precisione quasi clinica, che evita qualsiasi forma di idealizzazione. La pelle è costruita attraverso stratificazioni cromatiche complesse, che restituiscono la densità materica del corpo umano.

Un elemento distintivo dell’opera è il tappeto raffigurato nella parte superiore del dipinto, che introduce una nota cromatica intensa e luminosa in un contesto dominato da toni più terrosi. Questo dettaglio, apparentemente secondario, assume un ruolo strutturale nella composizione, creando un contrasto visivo che amplifica la presenza del soggetto. Freud avrebbe individuato personalmente il tappeto in un mercato londinese, utilizzandolo come elemento compositivo decisivo per bilanciare la struttura cromatica del dipinto.

La costruzione dell’immagine riflette anche la profonda conoscenza che Freud aveva della tradizione pittorica europea. L’artista era noto per il suo studio sistematico dei grandi maestri del passato, da Tiziano a Pieter Paul Rubens, passando per Diego Velázquez e Édouard Manet. Questa assimilazione non si traduce in citazione diretta, ma in una reinterpretazione radicale della figura umana, sottratta a ogni idealizzazione classica. Il risultato è una pittura che si colloca in un dialogo costante con la storia dell’arte, pur affermando una visione autonoma e contemporanea del corpo. La capacità di Freud di restituire il corpo umano nella sua dimensione più concreta e vulnerabile continua a influenzare generazioni di artisti contemporanei, da Marlene Dumas a Jenny Saville, che hanno riconosciuto nel suo lavoro un punto di riferimento fondamentale.

Il valore storico e collezionistico dell’opera è ulteriormente rafforzato dalla sua provenienza. Il dipinto ha fatto parte della collezione di Joe Lewis, uno dei più importanti collezionisti di arte figurativa del secondo Novecento, che ha costruito negli anni un nucleo significativo di opere appartenenti alla cosiddetta School of London. La sua raccolta include lavori di artisti come Francis Bacon e dello stesso Freud. Prima della vendita, Sleeping by the Lion Carpet sarà esposto al pubblico nelle gallerie di Sotheby’s a New Bond Street, dove verrà presentato insieme ad altre opere della collezione Lewis.




Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE

Commenti

Commenta l'articolo che hai appena letto






Per inviare il commento devi accedere o registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo l’accesso.

MAGAZINE
primo numero
NUMERO 1

SFOGLIA ONLINE

MAR-APR-MAG 2019
secondo numero
NUMERO 2

SFOGLIA ONLINE

GIU-LUG-AGO 2019
terzo numero
NUMERO 3

SFOGLIA ONLINE

SET-OTT-NOV 2019
quarto numero
NUMERO 4

SFOGLIA ONLINE

DIC-GEN-FEB 2019/2020
Finestre sull'Arte