Sarà uno dei principali lotti delle aste londinesi della Frieze Week 2026 Composition III di Piet Mondrian, capolavoro del 1920 che Christie’s presenterà nella 20/21 Century: London Evening Sale del 14 ottobre. L’opera, stimata 20-30 milioni di sterline (circa 23,3-35 milioni di euro), viene proposta per la prima volta sul mercato e rappresenta il dipinto di Mondrian più importante offerto all’asta in Europa dal 2009, quando Composition avec bleu, rouge, jaune et noir (1922) e Composition I (1920) furono venduti da Christie’s a Parigi dalla collezione di Yves Saint Laurent e Pierre Bergé.
Il dipinto ha avuto tra i suoi precedenti proprietari Armand P. Bartos, architetto e collezionista noto per il suo interesse verso il Modernismo, e sua moglie Celeste. La sua realizzazione risale a un momento decisivo nella ricerca di Mondrian, quando l’artista mise a punto i primi esempi compiuti del linguaggio astratto che avrebbe definito come Neo-Plasticismo.
Nel 1920 Mondrian realizzò soltanto otto dipinti considerati fondamentali per questo passaggio della sua produzione. Cinque di questi appartengono oggi a collezioni museali internazionali: Tate di Londra, Museum of Modern Art di New York, Stedelijk Museum di Amsterdam, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e Wilhelm-Hack Museum di Ludwigshafen.
Composition III nasce dopo il ritorno dell’artista a Parigi, alla fine del 1919, dopo gli anni trascorsi nei Paesi Bassi durante la Prima guerra mondiale. Tornato nella capitale francese, Mondrian riprese i rapporti con l’ambiente d’avanguardia e avviò una nuova fase della propria ricerca. Nel corso del 1920 definì progressivamente i principi del Neo-Plasticismo, costruendo un linguaggio fondato sulla riduzione della pittura ai suoi elementi essenziali. Nello stesso periodo lavorò al saggio Le Néo-Plasticisme: Principe général de l’équivalence plastique, pubblicato l’anno successivo in forma di pamphlet dall’editore Léonce Rosenberg. Fu la prima occasione in cui le sue teorie sull’arte vennero rese disponibili in francese.
Le opere di questo periodo mostrano il progressivo sviluppo di tale impostazione. Mondrian concentra la composizione sull’interazione di forme geometriche e linee rigorosamente organizzate, mentre le superfici vengono delimitate da segni grafici e da una tavolozza ridotta ai colori considerati fondamentali. La semplificazione formale rispondeva anche a una convinzione filosofica: attraverso la riduzione della pittura a campiture cromatiche e linee, l’artista riteneva possibile esprimere un’idea di armonia universale e indagare le leggi fondamentali dell’universo.
La costruzione dei dipinti del 1920 richiedeva tempi lunghi e un processo di verifica continua, nel quale riflessione teorica e intuizione procedevano insieme. Mondrian poteva lavorare per mesi sulla stessa composizione, lasciando asciugare la pittura tra una fase e l’altra e allontanandosi periodicamente dall’opera per valutare le modifiche. Non utilizzava il cavalletto durante la stesura: disponeva la tela su un tavolo vicino a una finestra, così da sfruttare la luce naturale, mentre il cavalletto veniva impiegato soprattutto per osservare il dipinto a distanza.
Composition III rende visibile questo metodo attraverso una struttura basata esclusivamente sui colori ammessi dal sistema Neo-Plastico: rosso, giallo e blu, affiancati da nero, bianco e grigio. Le campiture sono organizzate in una griglia dinamica di linee, il cui tono varia lievemente nel passaggio sulla superficie. Le aree rosse e blu sono bilanciate da campi di giallo acceso, quasi acido, e da diverse gradazioni di grigio. Gli strati di pigmento e le tracce delle pennellate restano leggibili, mostrando la presenza della mano dell’artista.
Una caratteristica specifica riguarda i pannelli neri, sui quali Mondrian applicò uno strato di vernice per aumentarne saturazione e luminosità e accentuare il contrasto con le altre superfici cromatiche. Al centro della composizione, un quadrato giallo disposto sull’asse di simmetria introduce un punto di tensione visiva che contribuisce all’equilibrio dell’insieme.
Prima dell’esposizione londinese, prevista dall’8 ottobre 2026, Composition III sarà presentata nelle sedi di Christie’s a Zurigo dal 2 al 4 settembre, Parigi dal 9 al 12 settembre, New York dal 17 al 20 settembre e Hong Kong dal 25 al 29 settembre. L’asta si terrà a Londra il 14 ottobre 2026.
“Siamo lieti di celebrare la straordinaria eredità di Mondrian e di presentare a Londra il suo capolavoro del 1920, Composition III, dove si trova anche un’altra opera chiave di quest’anno cruciale, nella collezione della Tate”, dice Keith Gill, Vice Presidente 2020/21 di Christie’s. “Composition III risale al momento di svolta nella carriera di Mondrian, in cui raggiunse un nuovo e radicale linguaggio astratto che ha profondamente ridefinito il panorama dell’arte moderna. Presentata all’asta per la prima volta nella sua storia, si annovera tra i suoi dipinti più importanti e rari mai apparsi sul mercato.”
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