Biennale di Venezia, l'Uruguay si presenta alla mostra con la sua “casa empatica”


S’intitola La casa empática la mostra che il Padiglione dell’Uruguay allestisce alla cinquantottesima Biennale di Venezia. Il progetto è stato realizzato dall’artista Yamandú Canosa (Montevideo, 1954) ed è curato da Patricia Bentancur e David Armengol: la “casa” progettata da Canosa vuole essere una sintesi discorsiva e scenografica che comprende tutta la sua poetica visiva. Il titolo scelto dall’artista anticipa due stimoli iniziali che uniscono la sua carriera professionale e la sua biografia: il primo è l’allusione simbolica alla casa, allo spazio domestico smontato e reinterpretato attraverso i movimenti migratori, il transito, il desiderio e l’appartenenza meticcia, mentre il secondo è la nozione di empatia, trattata qui come il rapporto ideale con l’altro; un rapporto necessario per definire la nostra identità nelle complessità culturali e razziali che configurano il mondo contemporaneo.

La casa empatica, spiegano i curatori, “allude dunque all’instabilità della realtà sociale e politica globale e lo fa dalla prospettiva della complicità e la diversità. Con il suo enunciato Canosa ci invita a risolvere un enigma intriso di significati incrociati. Wittgenstein sosteneva che i limiti del nostro mondo sono i limiti del nostro proprio linguaggio e Canosa ci propone con queste avvolgenti installazioni un paesaggio narrativo costruito e abitato dal linguaggio e dall’esperienza cognitiva ed emozionale dello sguardo. L’installazione dialoga con la proposta del curatore della Biennale Arte 2019 Ralph Rugoff, May You Live in Interesting Times, un enunciato che parla dell’incertezza, della crisi e dell’agitazione in cui viviamo”.

La rassegna propone dipinti, disegni, fotografie e interventi sulle pareti che si ordinano in un “territorio-paesaggio” del mondo, un “paesaggio totale” che mira a essere inclusivo ed empatico. Concetti come territorio, frontiera, meticciato, appartenenza, instabilità e differenza si espandono sulla base della poetica della visione dell’artista, e in questo paesaggio del mondo l’orizzonte articola le iconografie dei quattro muri della sala: il Muro Sud, il Muro Est, il Muro Nord, il Muro Ovest che inseriscono nella mappa de I Giardini il Padiglione dell’Uruguay. Si accede a La casa empatica dal Sud: un intervento sulla facciata, un cielo stellato installato sul soffitto del Padiglione e il suo riflesso sul pavimento completano questo paesaggio totale.

Nella foto: una parte de La casa empática di Yamandú Canosa

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Biennale di Venezia, l'Uruguay si presenta alla mostra con la sua “casa empatica”
Biennale di Venezia, l'Uruguay si presenta alla mostra con la sua “casa empatica”


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