La Biennale di Vallauris omaggia l'arte ceramica italiana


Terra d’Italia è la mostra curata dalla direttrice del MIC di Faenza in occasione della venticinquesima edizione della Biennale di Vallauris.

Nell’ambito della venticinquesima edizione della Biennale di Vallauris, è stata curata da Claudia Casali, direttrice del MIC di Faenza, la mostra Terra d’Italia, visitabile dal 28 giugno al 4 novembre 2019. 

Paese ospite di questa edizione della Biennale di Vallauris è proprio l’Italia, e la mostra intende presentare l’evoluzione della scultura ceramica italiana e nello stesso tempo omaggiare il Premio Faenza, che lo scorso anno ha celebrato i suoi ottanta anni.  

“L’evoluzione della scultura ceramica italiana (e non solo)” spiega Claudia Casali “è profondamente collegata a questo evento che negli anni ha visto la partecipazione di importanti artisti che si sono distinti per differenti linguaggi artistici”.

Due le tematiche affrontate in questa rassegna: l’evoluzione della figurazione e la gestualità nella materia.

"La figurazione è sempre stato un leitmotiv dell’arte italiana e, nella scultura essa è stata maggiormente trattata da artisti quali Arturo Martini già dagli anni Trenta. In questo periodo infatti la ceramica trova ampio riscontro artistico proprio grazie ad autori quali Martini, rappresentati nelle principali Biennali veneziane. A lui si devono le più poetiche interpretazioni della materia fittile, coraggiosamente affrontate nelle grandi dimensioni. Da Martini nasce un filone interessante che negli anni ha visto molti interpreti esprimersi in questa tematica, per arrivare alle nuove generazioni iperrealiste" ha aggiunto la curatrice.

Gli artisti relativi a questa sezione sono Salvatore Meli, Fausto Melotti, Aligi Sassu, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Guerrino Tramonti, Della Porta, Enrico Baj, Ugo Nespolo, Giuseppe Ducrot, Andrea Salvatori, Alessandro Gallo, Paolo Polloniato, Mattia Vernocchi.

"La materia è stata trattata nella sua declinazione informale soprattutto a partire dalla metà degli anni Cinquanta. Artefice massimo di questa espressione è Lucio Fontana, qui rappresentato con un’icona classica, la Corrida, un tema ampiamente affrontato dagli artisti e che si colloca a metà tra la figurazione e l’informale. Dalle elaborazioni teoriche di Fontana provengono tutte le manifestazioni che si sono succedute soprattutto negli anni Sessanta. Il gesto supporta la materia e diviene forma espressiva per eccellenza, raggiungendo manifestazioni anche attuali". Gli artisti di questa sezione sono Lucio Fontana, Carlo Zauli, Nanni Valentini, Alfonso Leoni, Giacinto Cerone, Alessandro Roma, Nero/Alessandro Neretti, Silvia Celeste Calcagno, Salvatore Arancio.

Uno spazio della mostra sarà dedicato alla ceramica interattiva di Nicola Boccini.

Terra d’Italia verrà affiancata da un omaggio al design ceramico che dagli anni Cinquanta ha avuto in Italia la sua massima espressione. Grazie al lavoro svolto da Gio Ponti con le biennali monzesi (poi triennali milanesi), con la rivista Domus e prima ancora con il rilancio dell’industria Richard Ginori, la ceramica ha avuto un significato centrale nella rinascita delle manifatture ceramiche industriali, nell’oggettistica e nei rivestimenti, affermandosi in tutto il mondo per il suo eccellente design. Verranno quindi proposti oggetti di design creati da Ettore Sottsass, Matteo Thun, Ambrogio Pozzi, Denis Santachiara, Antonia Campi, Bianco Ghini, Ugo La Pietra, Luisa Bocchietto, Diego Dutto, Franco Raggi, Pietro Gaeta, Marco Ferreri, Mimmo Paladino.

La Biennale di Vallauris è nata nel 1968 e ha ricevuto fin dai suoi inizi il patrocinio di Pablo Picasso che dal 1948 lavorava a Madoura, per realizzare ceramiche. Egli diede un fondamentale impulso alla rinascita della scultura e della produzione ceramiche nel sud della Francia.

Nell’immagine, La corrida di Lucio Fontana

 

 

La Biennale di Vallauris omaggia l'arte ceramica italiana
La Biennale di Vallauris omaggia l'arte ceramica italiana


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