Firenze, Marino Marini al Forte Belvedere: cinque sculture dialogano con Paolo Canevari


Dal 16 luglio al 16 ottobre il Forte Belvedere di Firenze ospita No Heroes, mostra dedicata a Marino Marini curata da Sergio Risaliti. Cinque sculture in bronzo dell’artista entrano in dialogo con le opere di Paolo Canevari nel secondo atto del progetto Drama: Four Acts.

Dal 16 luglio al 16 ottobre il Forte Belvedere di Firenze ospita No Heroes, mostra dedicata a Marino Marini che costituisce il secondo capitolo di Drama: Four Acts, progetto espositivo ideato e curato da Sergio Risaliti. Promossa dal Comune di Firenze e realizzata dalla Fondazione Mus.e, con il coordinamento scientifico del Museo Novecento, l’iniziativa prosegue il percorso inaugurato lo scorso 24 giugno con la mostra personale di Paolo CanevariGod Year, proponendo un confronto tra opere del Novecento storico e ricerca contemporanea.

Pensato come un racconto articolato in quattro atti distribuiti nel corso della stagione estiva, Drama: Four Acts mette in relazione artisti, linguaggi e periodi differenti, utilizzando gli spazi del Forte Belvedere come luogo d’incontro tra arte contemporanea, patrimonio storico e paesaggio. Con No Heroes, una selezione di cinque sculture in bronzo di Marino Marini entra in dialogo con le opere di Paolo Canevari, dando forma a un percorso che affronta i temi della memoria, della storia e della condizione umana.

L’allestimento si sviluppa al primo piano della Palazzina del Forte Belvedere, dove il confronto tra Marino Marini e Paolo Canevari si concentra sull’analisi delle trasformazioni della civiltà umanistica e delle tensioni che attraversano il Novecento e il presente. Da una parte le opere di Marini, caratterizzate da una costante riflessione sulla figura umana e sui suoi archetipi; dall’altra il linguaggio contemporaneo di Canevari, fondato sull’impiego di materiali industriali e di recupero per evocare conflitti storici, sociali e politici.

Veduta dell’allestimento No Heroes di Marino Marini.
Veduta dell’allestimento No Heroes di Marino Marini.

Al centro della ricerca di Marino Marini si colloca il tema del cavallo e del cavaliere, affrontato nel corso della sua produzione come metafora del rapporto tra individuo, natura e storia. Se le opere realizzate negli anni Trenta conservano ancora un equilibrio monumentale e una misura di ascendenza classica, gli eventi della Seconda guerra mondiale, lo sterminio e la prospettiva dell’apocalisse nucleare modificano profondamente il linguaggio dello scultore. Le figure assumono forme irrigidite e spigolose, mentre il cavallo si impenna fino a disarcionare il cavaliere nella celebre serie dei Miracoli. La perdita di equilibrio diventa così immagine della crisi dell’uomo contemporaneo, incapace di controllare la violenza generata dalla storia.

Nella lettura proposta dalla mostra, il motivo del cavallo e del cavaliere si configura anche come una critica alla società tecnologica e industriale, ritenuta da Marini responsabile di processi di disumanizzazione, conflitti e distruzioni. Questo sentimento tragico attraversa le sue opere più tarde, come i Gridi e i Miracoli, dove le figure appaiono frante, distorte, urlanti o accasciate, traducendo in forme plastiche le inquietudini di un’epoca segnata dalla guerra e dalla minaccia nucleare.

“Gli uomini”, scriveva l’artista a proposito dell’energia nucleare, “hanno scoperto qualcosa che è più grande di loro, qualcosa che non riescono più a dominare, che diventa pericoloso per l’umanità [...], l’artista avverte tutto ciò come e cento volte più degli altri […] quindi diventa tragico, assolutamente tragico. Ecco perché le mie sculture sono forme selezionate, architetture di un’enorme tragedia [...]. I cavalieri e il cavallo, nelle mie ultime opere, sono diventati strani fossili, simboli di un mondo scomparso, o piuttosto, di un mondo che io credo sia destinato a scomparire per sempre”.

Veduta dell’allestimento No Heroes di Marino Marini.
Veduta dell’allestimento No Heroes di Marino Marini.

A questo tema si collega anche il Prigioniero, indicato come uno degli esempi più alti della sua essenziale modellazione, nel quale la figura umana assume il valore di vittima inerme della storia, sacrificata al progresso e alle ambizioni distruttive del potere.

Tra le opere esposte figura anche una Bagnante, la cui postura accovacciata richiama il celebre Adolescente di Michelangelo. Nella scultura di Marini, tuttavia, prevalgono un senso di malinconia introspettiva, sconforto e avvilimento, che riflettono l’evoluzione della sua ricerca dopo le tragedie del Novecento.

Completa il nucleo delle cinque sculture la Danzatrice, collocata in una sala caratterizzata dalla presenza delle sculture in copertone realizzate da Paolo Canevari. Come il Funambolo, anche la danzatrice appartiene al mondo del circo, universo che esercitò una forte attrazione sull’artista. Acrobati, saltimbanchi e ballerine diventano, nella fase finale della produzione di Marino Marini, figure alternative al tradizionale mito dell’eroe. Dopo la dissoluzione dell’immagine dell’umanità trionfante, segnata dalle guerre e dalle prospettive di una nuova catastrofe tecnologica, questi personaggi assumono il significato di simboli di creatività, fantasia, gioco e ironia, richiamando una dimensione originaria dell’esperienza umana che, nella visione dello scultore, può ancora opporsi ai processi di disumanizzazione.

Veduta dell’allestimento No Heroes di Marino Marini.
Veduta dell’allestimento No Heroes di Marino Marini.

“Ho vissuto dietro il teatro, perché dietro di esso vi è, per la fantasia, un mondo formidabile: la forma si mescola con i colori, si mescola con il personaggio che si falsa; il falso diventa vero, il vero diventa falso; lì il mondo della fantasia si apre”, diceva Marino a proposito della sua fascinazione per il circo e le sue figure. “È un mondo di giocolieri, dove non c’è più né maschio né femmina: colori e forme che cambiano, diventano piatte, diventano piene; tutto il mondo vissuto e immaginato sta dietro un fondale di teatro. Da questo mondo ho avuto una grande impressione ed è stata di una grande importanza per un certo periodo, quello dei giocolieri, delle danzatrici, posteriore al 1950”.

Con No Heroes prosegue dunque il percorso di Drama: Four Acts, che utilizza il Forte Belvedere come spazio di confronto tra opere appartenenti a epoche differenti, costruendo un dialogo continuo tra memoria storica e presente. Il progetto proseguirà nel mese di settembre con il terzo intervento espositivo, Oscuro Abbagliante, installazione site-specific dell’artista norvegese Per Barclay.

Dichiarazioni

"Con No Heroes il Forte Belvedere torna ad essere un luogo di ricerca, dialogo e sperimentazione, dove il patrimonio storico incontra i grandi protagonisti dell’arte moderna e contemporanea”, ha detto Giovanni Bettarini, assessore alla cultura. “Il confronto tra l’opera di Marino Marini e quella di Paolo Canevari offre al pubblico un percorso di straordinaria intensità, capace di mettere in relazione epoche diverse attraverso temi universali come la fragilità dell’uomo, il conflitto, la memoria e la speranza. È questo il senso del progetto Drama: Four Acts: valorizzare uno dei luoghi simbolo della città attraverso una proposta culturale di alto livello, che invita cittadini e visitatori a vivere il Forte come uno spazio aperto al confronto, alla riflessione e alla scoperta. Ringrazio Sergio Risaliti, il Museo Novecento, la direzione cultura, la Fondazione MUS.E e tutti coloro che hanno reso possibile un progetto che arricchisce ulteriormente l’offerta culturale dell’Estate Fiorentina".

“L’accostamento con Paolo Canevari restituisce una lettura sorprendentemente attuale dell’opera di Marino Marini”, afferma Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento. “Nell’allestimento prevale un disegno drammaturgico che esalta il contrasto e pure una inversione dei contenuti. I soggetti subiscono una torsione di senso, per cui la Bagnante diventa una donna in lutto, un donna ai piedi di un calvario, una figura prostrata davanti all’ineffabile e al dolore rinforzando il contrasto tra vitalità e pessimismo, tra ironia e nichilismo, tra energia creativa e forze distruttive, potere e innocenza. Se Canevari pone lo spettatore di fronte alle contraddizioni e alle violenze del presente attraverso materiali industriali trasformati in immagini perturbanti, Marini racconta la stessa fragilità dell’uomo attraverso la forza senza tempo della scultura e le figure archetipiche del Cavallo e cavaliere e quelle della Danzatrice o del Prigioniero. Il dialogo tra i due artisti supera così la distanza cronologica e mette in luce una continuità di interrogativi sul destino dell’essere umano, sul conflitto e sulla disumanizzazione, facendo della Fortezza di San Giorgio il luogo in cui passato e presente si incontrano”.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraNo Heroes
CittàFirenze
SedeForte Belvedere
DateDal 16/07/2026 al 16/10/2026
ArtistiMarino Marini
CuratoriSergio Risaliti
TemiArte contemporanea, Firenze



Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE

Commenti

Commenta l'articolo che hai appena letto






Per inviare il commento devi accedere o registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo l’accesso.

MAGAZINE
primo numero
NUMERO 1

SFOGLIA ONLINE

MAR-APR-MAG 2019
secondo numero
NUMERO 2

SFOGLIA ONLINE

GIU-LUG-AGO 2019
terzo numero
NUMERO 3

SFOGLIA ONLINE

SET-OTT-NOV 2019
quarto numero
NUMERO 4

SFOGLIA ONLINE

DIC-GEN-FEB 2019/2020
Finestre sull'Arte