Il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese, in provincia di Trento, inaugura un nuovo progetto espositivo che punta a ridefinire il ruolo dello spazio museale come luogo di produzione, incontro e sperimentazione. Dal 15 aprile al 3 maggio 2026 sarà infatti attiva la prima edizione di Performa Cavalese, iniziativa curata da Elsa Barbieri e promossa dal Comune di Cavalese con il sostegno di APT Fiemme Cembra e della Cassa Rurale Val di Fiemme. Il progetto si ispira esplicitamente alla biennale newyorkese Performa, dedicata alle arti performative, e si propone di introdurre nel contesto museale una modalità di fruizione più dinamica, fondata sull’interazione tra artisti e pubblico.
L’impostazione del progetto prevede una scansione temporale precisa che si sviluppa nell’arco di tre settimane consecutive. Tre artisti trentini sono stati invitati a presentare ciascuno tre opere o installazioni, che resteranno esposte per una settimana, dal mercoledì alla domenica. Ogni ciclo settimanale sarà caratterizzato anche da un momento pubblico fissato al sabato, durante il quale l’artista sarà presente in museo per attivare un confronto diretto con i visitatori attraverso workshop, talk o performance. L’intento dichiarato è quello di trasformare il museo in un dispositivo aperto, capace di produrre situazioni di scambio e partecipazione.
Gli artisti coinvolti nella prima edizione sono Leonardo Panizza, Johannes Bosisio e Angelo Demitri Morandini. Panizza aprirà il programma dal 15 al 19 aprile, seguito da Bosisio dal 22 al 26 aprile e da Morandini dal 29 aprile al 3 maggio. Le tre figure rappresentano differenti declinazioni della ricerca contemporanea trentina, pur condividendo un interesse comune per la contaminazione tra linguaggi visivi, tecnologie e pratiche performative. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di diventare ricorrente nel tempo, costruendo progressivamente una mappatura degli artisti emergenti del territorio. In questa prospettiva, Performa Cavalese si configura come un progetto di osservazione continuativa della scena artistica locale, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni e alle pratiche ibride.
Il percorso espositivo si apre con il lavoro di Leonardo Panizza, che concentra la propria ricerca sulla relazione tra natura e spazio antropizzato. Le opere presentate occupano il primo piano del museo e si sviluppano attorno a un’installazione composta da vasi e piante, provenienti anche da prestiti di abitanti del luogo e della Fioreria Tondin di Cavalese. Alcuni elementi vegetali vengono utilizzati come dispositivi di proiezione video, in cui la natura appare in tensione con il contesto urbano, emergendo tra superfici cementificate e infrastrutture.
Accanto all’installazione principale, il video a due canali Venezia-Mestre introduce una riflessione sul rapporto tra turismo, paesaggio urbano e memoria industriale. Realizzato con materiale di scarto del film Marsarà, l’opera sarà presentata in anteprima al Trento Film Festival il 26 aprile. Il lavoro intreccia due narrazioni parallele: da un lato il soggiorno veneziano di un biologo, dall’altro la presenza di due alpinisti impegnati nell’esplorazione di un’area industriale dismessa nei pressi del canale dei petroli.
Sempre nell’ambito della mostra, Paesaggio a Grizzana, vincitore del Premio Morandi, si confronta con l’eredità pittorica di Giorgio Morandi attraverso una serie di rielaborazioni digitali delle vedute delle finestre del paesaggio di Grizzana. Il lavoro introduce una riflessione sullo sguardo e sulla relazione tra osservatore e soggetto osservato, mettendo in discussione la stabilità della percezione visiva.
Il percorso prosegue con due ulteriori opere video, leafing – sfogliare e islands, che ampliano il campo di indagine verso una dimensione più esplicitamente ecologica e simbolica. Leafing – sfogliare, realizzato con Léna Ng, è ambientato nei boschi trentini e segue il movimento di una figura femminile che attraversa un ambiente naturale inizialmente ostile. Il lavoro descrive una progressiva trasformazione del rapporto tra corpo e paesaggio, che culmina in un’immersione fisica nel contesto naturale. Islands, realizzato con Taru Rutanen, si svolge invece tra le Isole Canarie e mette in scena una figura femminile che emerge dall’acqua e si confronta con la propria identità attraverso un processo di spoliazione e ridefinizione. L’opera indaga il rapporto tra natura, corpo e costruzione sociale dell’identità, attraverso una narrazione visiva essenziale e simbolica.
Le due opere sono presentate su quattro monitor e vengono proposte come un dittico concettuale incentrato sui processi di decostruzione e riconfigurazione del rapporto tra umano e non umano. Il dispositivo espositivo rafforza la dimensione coinvolgente del progetto, evidenziando le tensioni tra cultura, ambiente e percezione.
L’ultimo piano del museo ospita infine maPPare PeRe, video realizzato da Panizza insieme a Simon Sartori e Giovanni Moscon. Il progetto nasce da una ricerca sul territorio trentino e sulla biodiversità locale, con particolare attenzione alle varietà antiche di mele e pere e agli alberi secolari. Il lavoro assume la forma di una mappatura narrativa che intreccia osservazione naturalistica e incontro con le comunità locali. All’interno del programma di Performa Cavalese, Panizza propone anche un’azione pubblica prevista per il 18 aprile alle 16.30. L’artista guiderà il pubblico in una passeggiata dal Museo al Parco della Pieve, durante la quale verrà utilizzato un visore progettato dall’artista stesso e realizzato da un artigiano locale. L’esperienza si concentra sull’osservazione di dettagli ambientali normalmente trascurati, con l’obiettivo di attivare una percezione più attenta e relazionale dello spazio.
Il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese, sede del progetto, è ospitato nello storico Palazzo Rizzoli e nasce nel 2001. La sua collezione iniziale si è formata grazie al nucleo di opere appartenute al medico Giancarlo Baccoli, comprendente anche lavori di Bruno Munari e di altri artisti del Novecento italiano. Nel corso degli anni l’istituzione ha sviluppato un’attività espositiva continuativa, con un’attenzione rivolta tanto alla scena contemporanea quanto al dialogo con il territorio alpino. Oggi il museo si configura come uno spazio che integra ricerca e fruizione, anche grazie al progetto La Collezione Vive, che ha ampliato le possibilità di lettura delle opere attraverso nuove modalità espositive.
Orari
01/01 - 31/05 | mercoledì - domenica 15.00 - 19.00
01/06 - 30/09 | martedì - domenica 15.30-19.30
01/10 - 31/12 | martedì - domenica 15.00 - 19.00
Altri orari su appuntamento. Aperto al mattino per gruppi prenotati
Ingresso
Biglietto intero: 5€
Biglietto ridotto: 2,50 € (studenti 19 - 26 anni, over 65)
| Titolo mostra | Performa Cavalese | Città | Trento | Sede | Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese | Date | Dal 15/04/2026 al 03/05/2026 | Artisti | Artisti vari | Curatori | Elsa Barbieri | Temi | Arte contemporanea |
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