In Spagna apre il centro d'arte del Banco Santander: cinque secoli di storia dell'arte


L’8 settembre inaugura in Spagna il nuovo centro culturale della Fondazione Banco Santander con una raccolta di cinque secoli di storia dell’arte. Si parte con tre mostre, dedicate a Leonora Carrington, alla collezione dell’istituto e all’arte moderna messicana.

Aprirà il prossimo 8 settembre Faro Santander, il nuovo centro d’arte promosso dalla Fondazione Banco Santander a Santander, nel nord della Spagna. Il progetto nasce dalla trasformazione della storica sede del Banco Santander in un nuovo polo culturale dedicato all’arte, alla cultura e alla tecnologia, con un programma espositivo inaugurale articolato attorno a tre grandi mostre: The Symptomatic Surreal: Leonora CarringtonMasterpieces from the Banco Santander Collection e Modern Mexico in the Gelman Santander Collection.

Il nuovo spazio si propone come un centro culturale in evoluzione, pensato per mettere in dialogo patrimonio storico, ricerca contemporanea e sperimentazione tecnologica, mantenendo un forte legame con il territorio della Cantabria ma con una vocazione internazionale. Il programma inaugurale intreccia dunque tre percorsi differenti: la produzione di Leonora Carrington durante il soggiorno a Santander negli anni della Seconda guerra mondiale, una selezione di opere dalla collezione d’arte della banca che attraversa quasi cinque secoli di storia e un approfondimento sull’arte moderna messicana attraverso la raccolta Gelman Santander.

Cinque secoli di storia dell’arte nella Collezione Banco Santander

Uno dei nuclei principali del nuovo centro sarà dedicato alla Collezione Banco Santander, un patrimonio artistico accumulato in oltre 160 anni e ancora poco conosciuto al grande pubblico. L’intero piano dell’edificio sarà destinato alla collezione permanente, presentata attraverso esposizioni temporanee che proporranno selezioni diverse delle opere conservate.

La mostra inaugurale, Masterpieces from the Banco Santander Collection, curata da María Dolores Jiménez-Blanco, costruisce un percorso attraverso quasi cinque secoli di storia dell’arte, dal dipinto su tavola La predicación de san Juan Bautista (La predicazione di san Giovanni Battista) di Lucas Cranach il Vecchio (1472-1553), realizzato tra il 1537 e il 1540, fino a Soñé que revelabas (Sutlej-Indo) (Ho sognato che rivelavi) di Juan Uslé (1954).

L’esposizione, visitabile dall’8 settembre 2026 a febbraio 2027, riunisce alcuni dei principali protagonisti della storia dell’arte europea e internazionale, con opere di Tiziano, El Greco, Rubens, Velázquez, Goya, Tàpies, Soledad Sevilla, Sorolla e Juan Uslé, insieme ad altri artisti. La selezione nasce dagli oltre 160 anni di acquisizioni della banca e restituisce un racconto della storia dell’istituzione attraverso le opere raccolte nel tempo.

“Volevamo mostrare come artisti e immagini di epoche e stili diversi si incontrano, e far emergere le correnti che attraversano una collezione così sfaccettata”, afferma la curatrice María Dolores Jiménez-Blanco.

Pieter Paul Rubens, Sansone e il leone (1620-1625; olio su tela, 226 x 262 cm; Collezione Banco Santander)
Pieter Paul Rubens, Sansone e il leone (1620-1625; olio su tela, 226 x 262 cm; Collezione Banco Santander)

Il percorso è organizzato in quattro sezioni tematiche: Sacred Stories (Storie Sacre)Places and Landscapes (Luoghi e Paesaggi)Things: Still Life (Oggetti: Nature Morte)Portraits, Types, Figures (Ritratti, Tipi Figure). La prima sezione, Sacred Stories, mette in relazione spiritualità e mistero attraverso opere di Tiziano, El Greco, Rubens, Velázquez, Zurbarán, Chillida, Tàpies e Torner. La seconda, Places and Landscapes, affronta il tema del paesaggio come spazio culturale legato alla memoria e all’identità, accostando vedute idealizzate di Canaletto e Beruete alle interpretazioni astratte di Chirino, Guerrero, Soledad Sevilla e Cristina Iglesias.

La sezione dedicata alla natura morta segue l’evoluzione del genere dal Barocco fino alla fine del Novecento, con lavori di Juan de Arellano, Luis Meléndez, Luis Gordillo e Miquel Barceló. Il percorso si conclude con il ritratto, attraverso il cambiamento della rappresentazione dell’individuo e della società: dalle immagini ufficiali di Van Dyck e Giuseppe Bonito alle interpretazioni più libere di Francisco Goya, Sorolla, Miró, Millares, Equipo Crónica e Niki de Saint Phalle.

A completare la mostra sarà pubblicato il volume Nuevas miradas, nel quale quattordici specialisti provenienti da diversi ambiti culturali propongono riflessioni personali su una selezione delle opere più significative della collezione, individuate dalla curatrice María Dolores Jiménez-Blanco.

L’arte moderna messicana della Collezione Gelman Santander

Accanto alla collezione del Banco Santander, Faro Santander presenterà dall’8 settembre al 10 gennaio 2027 Modern Mexico in the Gelman Santander Collection, nuova tappa del progetto espositivo nato dal successo di Relatos Modernos. Obras Emblemáticas de la Colección Gelman Santander al Museo de Arte Moderno di Città del Messico.

Curata da Marisol Argüelles, direttrice del Museo de Arte Moderno di Città del Messico, la mostra riunisce opere di alcuni dei protagonisti dell’arte moderna messicana, tra cui Frida Kahlo, Diego Rivera, Rufino Tamayo, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros, Gunther Gerzso e Francisco Toledo, oltre a un importante nucleo fotografico.

La Collezione Gelman fu costruita da Jacques e Natasha Gelman nell’arco di oltre cinquant’anni, dal 1941 al 1998, e oggi rappresenta una delle raccolte più rilevanti dedicate all’arte messicana del Novecento. L’esposizione presenta dipinti, disegni e incisioni di Frida Kahlo appartenenti a diverse fasi della sua carriera, tra cui alcuni dei suoi autoritratti più noti, come Diego en mi pensamiento (Diego nella mia mente) e Autorretrato con monos (Autoritratto con scimmie).

Tra le opere esposte figurano anche il Ritratto di Natasha Gelman e Vendedora de alcatraces (Venditrice di calle) di Diego Rivera, due delle prime acquisizioni della collezione, insieme al Ritratto di Cantinflas di Rufino Tamayo, testimonianza del rapporto di amicizia tra Jacques Gelman e uno degli attori più conosciuti del cinema messicano. Il percorso comprende inoltre lavori di artisti centrali del modernismo messicano, come Gunther Gerzso, María Izquierdo, Wolfgang Paalen e Francisco Toledo, autore dell’acquerello Perro con escoba (Cane con scopa), una delle ultime acquisizioni di Natasha Gelman.

Frida Kahlo, Autorretrato con monos (1943) © 2026 Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust. Av. 5 de Mayo No. 2, col. Centro, alc. Cuauhtémoc, c.p. 06000, Mexico Cit
Frida Kahlo, Autorretrato con monos (1943) © 2026 Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust. Av. 5 de Mayo No. 2, col. Centro, alc. Cuauhtémoc, c.p. 06000, Mexico Cit
Joaquín Sorolla, Baile en el café Novedades de Sevilla (1914; olio su tela, 245 × 295 cm; Collezione Banco Santander)
Joaquín Sorolla, Baile en el café Novedades de Sevilla (1914; olio su tela, 245 × 295 cm; Collezione Banco Santander)
Diego Rivera, Paisaje con cactus (1931) © 2026 Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust. Av. 5 de Mayo No. 2, col. Centro, alc. Cuauhtémoc, c.p. 06000, Mexico City
Diego Rivera, Paisaje con cactus (1931) © 2026 Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust. Av. 5 de Mayo No. 2, col. Centro, alc. Cuauhtémoc, c.p. 06000, Mexico City

La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione dedicata alla storia della collezione, con saggi di Marisol Argüelles, Sylvia Navarrete ed Estrella de Diego, che approfondiscono il significato storico e culturale delle opere. Il volume sarà disponibile nello shop di Faro Santander dal giorno dell’apertura.

Il programma inaugurale comprende anche The Symptomatic Surreal: Leonora Carrington, prima esposizione interamente dedicata alle opere realizzate dall’artista, scrittrice e figura visionaria del Surrealismo durante il periodo trascorso nel sanatorio del dottor Morales a Santander durante la Seconda guerra mondiale. L’esposizione è visitabile dall’8 settembre 2026 al 10 gennaio 2027.

La mostra, già presentata al Freud Museum di Londra, segna la presentazione pubblica a Santander del dipinto inedito Villa Pilar, un olio su tela che Carrington dedicò e donò al proprio medico dopo la conclusione del soggiorno presso il sanatorio. L’opera era rimasta nascosta per decenni ed è stata ritrovata grazie al lavoro di ricerca condotto dal team di Faro Santander.

“Questa mostra offrirà molteplici prospettive sulla modernità messicana, riunendo muralisti di spicco e artisti che hanno intrapreso percorsi alternativi all’interno della scena artistica del paese", afferma Marisol Argüelles, che sottolinea inoltre che Frida Kahlo “occupa un posto centrale nella collezione, che comprende un eccezionale gruppo di autoritratti che ripercorrono lo sviluppo personale e artistico dell’artista”.

Frida Kahlo, Diego en mi pensamiento (1943) © 2026 Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust. Av. 5 de Mayo No. 2, col. Centro, alc. Cuauhtémoc, c.p. 06000, Mexico Cit
Frida Kahlo, Diego en mi pensamiento (1943) © 2026 Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust. Av. 5 de Mayo No. 2, col. Centro, alc. Cuauhtémoc, c.p. 06000, Mexico Cit

Un programma di attività tra arte, tecnologia e territorio

Oltre alle esposizioni, Faro Santander proporrà un calendario di attività rivolte a differenti pubblici. Per Masterpieces from the Banco Santander Collection sono previste conversazioni settimanali dedicate ai temi della mostra, performance di artisti invitati a confrontarsi con la collezione, visite guidate e attività per famiglie.

La mostra dedicata all’arte moderna messicana sarà accompagnata da proiezioni cinematografiche, incontri, musica e visite guidate, con un approfondimento speciale sul Día de Muertos, una delle ricorrenze più importanti della cultura messicana. Il programma sarà realizzato in collaborazione con Fundación Casa de México e The Cultural Institute of México in Spain.

Anche il progetto dedicato a Leonora Carrington avrà un programma pubblico sviluppato insieme a partner locali, nazionali e internazionali. Tra le iniziative previste figurano un percorso audio nel Parque de la Vaca, luogo in cui sorgeva il precedente sanatorio, una rappresentazione teatrale dedicata alla permanenza dell’artista a Santander e una giornata coinvolgente di incontri ed eventi artistici.

Faro Santander prevede inoltre uno spazio dedicato ai progetti realizzati insieme alle organizzazioni culturali della Cantabria, con l’obiettivo di inserirsi nella vita artistica regionale. Il centro ospiterà anche una nuova area per le famiglie, pensata per attività di esplorazione e creatività, oltre a installazioni dedicate al rapporto tra arte e tecnologia e a una piattaforma per progetti legati all’innovazione artistica e alla sperimentazione. A completare l’esperienza del pubblico sarà la terrazza dell’edificio, dalla quale sarà possibile osservare prospettive inedite sulla città di Santander e sulla sua baia.

“Concepito sia come luogo d’incontro per gli abitanti della Cantabria sia come meta culturale per visitatori provenienti da tutto il mondo, Faro Santander si propone di avvicinare arte, tecnologia e cultura a tutti, creando nuove opportunità di scoperta, partecipazione e scambio”, afferma Daniel Vega Pérez de Arlucea, direttore di Faro Santander. “Attraverso questo variegato programma espositivo, il centro mira a posizionare Santander e la Cantabria come uno dei principali centri culturali della Spagna settentrionale e a rafforzare la loro presenza sulla scena artistica internazionale”.




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