A Pescara una mostra indaga il Volto Santo di Manoppello e la tradizione della Vera Icona


Dal 19 giugno al 27 settembre 2026 all’Imago Museum di Pescara una mostra indaga il Volto Santo di Manoppello e la tradizione della Vera Icona, intrecciando storia dell’arte, teologia e indagini scientifiche. In esposizione opere, manoscritti e un Cristo attribuito a Michelangelo.

Dal 19 giugno al 27 settembre 2026 l’Imago Museum di Pescara ospita la mostra temporanea Il volto dell’invisibile. Manoppello e il mistero della Vera Icona, promossa dalla Fondazione Pescarabruzzo e curata dallo storico dell’arte Marco Bussagli, con la collaborazione di studiosi provenienti da diversi ambiti disciplinari. L’esposizione si concentra su uno dei temi più complessi della tradizione cristiana, ovvero la ricerca del volto di Cristo e la storia del Volto Santo di Manoppello, conservato nel santuario cappuccino abruzzese e oggetto di devozione e studio da secoli.

Il percorso espositivo propone una lettura che intreccia storia dell’arte, teologia, devozione e ricerca scientifica. Al centro dell’indagine vi è la cosiddetta Vera Icona, insieme alla tradizione della Veronica e allo sviluppo delle immagini del volto di Cristo nella cultura europea tra Medioevo ed età moderna. Il progetto nasce da un’attività di ricerca che ha coinvolto storici dell’arte, archivisti, fisici e specialisti delle tecnologie diagnostiche applicate ai beni culturali.

La mostra presenta documenti storici, manoscritti, dipinti, sculture e opere provenienti da istituzioni pubbliche e collezioni private. Tra i materiali figura il manoscritto seicentesco Relatione historica d’una miracolosa immagine del volto di Christo di Padre Donato da Bomba, considerato una fonte rilevante per la ricostruzione delle vicende della reliquia. Il percorso include inoltre opere che documentano l’evoluzione iconografica della Veronica e delle raffigurazioni del volto di Cristo tra Quattrocento e Seicento. Uno dei nuclei centrali dell’esposizione è rappresentato dal Cristo Crocifisso attribuito a Michelangelo Buonarroti, assegnato all’artista nel 1964 da Deoclecio Redig de Campos, allora direttore dei Musei Vaticani, e conservato presso l’Accademia Carrara di Bergamo. L’opera è letta come testimonianza della riflessione di Michelangelo sulla Passione e occupa una posizione centrale nel percorso espositivo.

Michelangelo (attr.) Crocifisso (1543; dipinto a olio su tavola, 42,6x28 cm; Bergamo, Collezione Cimino, in custodia Accademia Carrara)
Michelangelo (attr.), Crocifisso (1543; dipinto a olio su tavola, 42,6x28 cm; Bergamo, Collezione Cimino, in custodia Accademia Carrara)

Accanto al patrimonio artistico, la mostra sviluppa un approfondimento sul rapporto tra scienza e fede. Il catalogo, ancora in corso di stampa e destinato a una giornata di presentazione, raccoglie contributi aggiornati sulle indagini relative al Volto Santo. Tra questi figurano il contributo di Veronika Seifert, storica della Chiesa e archivista, dedicato alle principali reliquie cristiane, e gli studi del fisico Paolo Di Lazzaro, già dirigente di ricerca ENEA, sulle applicazioni delle tecnologie fisiche allo studio delle immagini sacre e dei manufatti storici. Il progetto si inserisce anche nel contesto delle riflessioni legate al Giubileo e approfondisce i rapporti storici tra il Volto Santo di Manoppello, la Veronica conservata in Vaticano e gli eventi successivi al Sacco di Roma del 1527, momento di svolta nella storia delle reliquie cristiane.

La mostra affronta il tema del valore delle immagini nella cultura occidentale. Il volto di Cristo diventa così un punto di intersezione tra memoria, arte, spiritualità e ricerca. Secondo la tesi proposta dal curatore, sviluppata a partire da trent’anni di studi, nel Velo di Manoppello emergerebbero due elementi che avrebbero influenzato l’iconografia del volto di Cristo: il cosiddetto dente centrale, o mesiodens, attestato a partire dall’XI secolo e presente in numerose raffigurazioni medievali e rinascimentali, e il sopracciglio rovescio, segnalato da Raffaella Zardone e individuato da Bussagli nella Veronica dipinta da Lucas Cranach il Vecchio nel 1528 per il cardinale Alberto di Brandeburgo. L’opera, oggi conservata in una collezione privata a Colonia e riprodotta in mostra, presenta entrambi gli elementi, in analogia con il Velo di Manoppello.

Cerchia di Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Volto Santo (1535-1545; pittura ad olio su ardesia, 36 x 26 cm; Milano, Fondazione Giulini Giannotti)
Cerchia di Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Volto Santo (1535-1545; pittura ad olio su ardesia, 36 x 26 cm; Milano, Fondazione Giulini Giannotti)
Cerchia di Gianlorenzo Bernini, Crocifisso (metà XVII secolo; avorio, 20 x 16,7 cm, peso, 300 g.; Collezione privata)
Cerchia di Gianlorenzo Bernini, Crocifisso (metà XVII secolo; avorio, 20 x 16,7 cm, peso 300 g.; Collezione privata)

Secondo questa ricostruzione, il Velo sarebbe stato esposto durante il Giubileo del 1525 come Veronica, considerata tra le principali reliquie della cristianità romana. La distinzione tra Veronica e Santo Volto viene inoltre richiamata attraverso il riferimento alle opere di Ugo da Carpi e alla loro collocazione nella Basilica di San Pietro.

Alla presentazione in anteprima per la stampa sono intervenuti, dopo i saluti istituzionali del presidente della Fondazione Pescarabruzzo, Nicola Mattoscio, il sindaco di Pescara Carlo Masci, il rettore della Basilica Santuario del Volto Santo di Manoppello Fra Antonio Gentili e il curatore della mostra Marco Bussagli. L’esposizione è realizzata in collaborazione con il Santuario del Volto Santo di Manoppello, la Provincia Serafica dell’Immacolata Concezione dei Frati Minori Cappuccini del Centro Italia, l’Arcidiocesi di Chieti-Vasto, la Fondazione Accademia Carrara di Bergamo e diversi enti prestatori pubblici e privati.

“Con questa mostra la Fondazione intende offrire al pubblico un’occasione di approfondimento culturale e scientifico intorno a una delle immagini più enigmatiche e affascinanti della tradizione cristiana”, afferma Nicola Mattoscio, presidente della Fondazione Pescarabruzzo. “Il Volto Santo di Manoppello rappresenta non soltanto una testimonianza di fede, ma anche un patrimonio storico, artistico e culturale di eccezionale rilevanza per l’Abruzzo e per la storia della civiltà europea”.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraIl volto dell’invisibile. Manoppello e il mistero della Vera Icona
CittàPescara
SedeImago Museum
DateDal 19/06/2026 al 27/09/2026
CuratoriMarco Bussagli
TemiArte antica



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