Eugenio Viola è il nuovo direttore della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – museo Madre di Napoli. Ad annunciare ufficialmente la nomina sono stati il presidente della Regione Campania Roberto Fico e l’assessore regionale alla Cultura Onofrio Giustino Angelo Cutaia, che hanno sottolineato il valore della scelta e il ruolo strategico del museo per la crescita culturale del territorio. Così dichiara il neodirettore: “Desidero esprimere la mia gratitudine alla Regione Campania, alla Fondazione Donnaregina, al Consiglio di Amministrazione, alla Commissione e a tutte le persone che hanno seguito questo processo di selezione con attenzione e serietà. Accolgo questa nomina con emozione e con un profondo senso di responsabilità. Tornare al Museo Madre ha per me un valore speciale: è il museo in cui la mia carriera istituzionale ha mosso i primi passi e un luogo che ha contribuito a definire il mio modo di intendere l’istituzione museale: non solo come spazio di esposizione, ma come organismo vivo di pensiero, relazione, produzione culturale e trasformazione. Torno dove molto è cominciato, con il desiderio di restituire qualcosa a un museo, a una città e a un territorio che hanno segnato profondamente il mio percorso. Non torno al Madre per guardare indietro, ma per mettere ciò che ho imparato altrove al servizio del suo futuro”.
Curatore, critico d’arte e direttore museale napoletano con oltre vent’anni di esperienza internazionale, nel corso della sua carriera ha curato più di cento mostre collaborando con musei, fondazioni, biennali e centri d’arte in Europa, America Latina, Asia e Australia. Per Viola si tratta di un ritorno, dal momento che aveva già lavorato al Madre, dove ha lavorato dal 2009 al 2016, nel ruolo di curator at large. Dal 2019 al 2026, Viola ha ricoperto l’incarico di direttore artistico del MAMBO – Museo de Arte Moderno de Bogotá, dove ha definito la visione artistica e curatoriale dell’istituzione, contribuendo alla sua riorganizzazione e al rafforzamento del posizionamento nazionale e internazionale. Nel frattempo è stato anche nominato curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 2022.
La nomina è avvenuta al termine di una procedura di selezione pubblica che, dopo una prima valutazione dei titoli, ha previsto un colloquio dedicato alla verifica delle competenze e dei progetti museali presentati dai candidati in relazione alla programmazione e al posizionamento della Fondazione. Al colloquio sono stati ammessi cinque candidati, selezionati tra i ventuno risultati idonei nella valutazione dei titoli, a fronte di trentatré domande complessivamente presentate. Come riporta ancora la testata, nel progetto presentato da Viola, il Madre viene delineato come un museo aperto, internazionale, plurale, comunicativo e sostenibile, con una strategia fondata sul rapporto tra Napoli e la Campania, il Mediterraneo, i Sud globali e la scena artistica italiana in dialogo con il contesto internazionale.
Eugenio Viola vanta oltre vent’anni di esperienza internazionale. Nel 2026 è stato designato direttore del museo Madre, istituzione con la quale aveva già avuto un rapporto significativo tra il 2009 e il 2016, anni durante i quali ha contribuito alla realizzazione di importanti progetti espositivi. Prima del ritorno a Napoli, dal 2019 al 2026, Viola ha ricoperto l’incarico di direttore artistico del MAMBO - Museo de Arte Moderno de Bogotá, in Colombia, dove ha definito la visione artistica e curatoriale dell’istituzione contribuendo alla sua riorganizzazione e al suo riposizionamento sia sul piano nazionale sia su quello internazionale.
Nel corso del mandato colombiano ha curato oltre cinquanta mostre, organizzando le prime presentazioni istituzionali nel Paese di artisti come Teresa Margolles, Voluspa Jarpa, Alexander Apóstol, Ana Gallardo, Naufus Ramírez-Figueroa, Kader Attia, Dor Guez e Seba Calfuqueo.
Sempre nel 2025 Eugenio Viola è stato nominato curatore generale della ventiquattresima Bienal de Arte Paiz, intitolata “El árbol del mundo”, la più ambiziosa edizione nella storia della biennale del Guatemala, fondata nel 1978, considerata la sesta più antica al mondo e la seconda più longeva dell’America Latina.
Tra il 2017 e il 2019 aveva ricoperto il ruolo di Senior Curator presso il Perth Institute of Contemporary Arts, in Australia, mentre tra il 2009 e il 2016 aveva lavorato proprio al museo Madre di Napoli, dove aveva co-curato mostre di rilievo internazionale, tra cui le prime presentazioni istituzionali in Italia dedicate a Boris Mikhailov e Francis Alÿs, oltre alla realizzazione di un’installazione permanente di Daniel Buren. Nel corso della sua carriera ha curato oltre cento mostre internazionali collaborando con musei, fondazioni, biennali e centri d’arte in Europa, America Latina, Asia e Australia.
Come curatore ospite ha lavorato con artisti quali Su Hui-Yu, Patrick Hamilton, Giulia Cenci, Regina José Galindo, Karol Radziszewski, Mark Raidpere, Marina Abramović, Francesco Jodice e ORLAN, collaborando con istituzioni come il Taipei Fine Arts Museum, il GAM e il MAC di Santiago del Cile, il Centro Cultural Recoleta di Buenos Aires, il PAC di Milano, il Frankfurter Kunstverein, l’EKKM di Tallinn, il Museum of Contemporary Art di Zagabria e il Musée d’Art Moderne et Contemporain de Saint-Étienne. Tra gli incarichi più significativi figurano anche la curatela del Padiglione dell’Estonia alla 56ª Biennale di Venezia nel 2015 e quella del Padiglione Italia alla 59ª Biennale di Venezia nel 2022, entrambe accolte con ampio riconoscimento dalla critica.
Viola è inoltre dottore di ricerca in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico-artistica, ha curato oltre sessanta cataloghi e libri ed è autore di numerosi saggi e pubblicazioni scientifiche.
“Auguri di buon lavoro a Eugenio Viola”, dichiara Roberto Fico, presidente della Regione Campania. “Metterà al servizio del Madre le sue competenze e la sua visione per rendere il Museo sempre più al centro delle dinamiche artistiche contemporanee, un motore di creatività capace di captare tendenze, esplorare linguaggi nuovi e diversi e intensificare gli scambi e le contaminazioni tra Napoli e la scena internazionale. Come Regione siamo convinti dell’importanza che il settore artistico e culturale riveste per la crescita della comunità, per il sostegno ai nuovi talenti e per lo sviluppo stesso del territorio. Vogliamo che siano i progetti di grande visione e qualità e le persone con professionalità e competenze a essere valorizzati, per questo continueremo a dare ampia risonanza a bandi e avvisi per selezioni aperte, accessibili e partecipate, che facciano l’interesse pubblico”.
“Oggi”, dice l’assessore alla cultura Onofrio Cutaia, “celebriamo il ritorno a casa di un figlio eccelso di questa terra: Eugenio Viola, dopo le esperienze internazionali in Australia e Colombia, è il nuovo Direttore Artistico del Museo Madre. Il suo è un approccio aperto, plurale e cosmopolita, che gli permette di intrepretare a pieno il senso pubblico del suo ruolo. Nella sua visione il Madre dialoga con i grandi network globali senza mai cedere al localismo, ma rimanendo visceralmente ancorato alla comunità e abbattendo ogni disuguaglianza nell’accesso alla cultura. Eugenio Viola parla al mondo rendendo la città di Napoli, attraverso il suo museo del contemporaneo, un hub transnazionale capace di interrogare le tensioni del presente, in connessione con il Mediterraneo allargato, l’Africa e l’America Latina. Questa straordinaria programmazione, che si estenderà capillarmente fino alle periferie urbane e alle aree interne con programmi educativi d’eccellenza e progetti di inclusione per le comunità vulnerabili, trasforma il museo in un’infrastruttura pubblica diffusa, democratica e militante. Il mio pensiero va anche ad Eva Fabbris che ringrazio per il lavoro svolto. Ad Eugenio il mio sostegno e l’augurio di buon lavoro”.
“Saluto con soddisfazione la nomina di Eugenio Viola a nuovo Direttore del Madre”, dichiara Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. “Eugenio torna nella sua città e nel museo dove è iniziata la sua attività di curatore, che si è in seguito arricchita grazie alla direzione di prestigiosi musei internazionali oltre che di mostre importanti, tra le quali voglio ricordare il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 2022. In questi anni ho seguito da lontano ma con partecipazione la sua attività. A Eva Fabbris, direttrice uscente, va il mio ringraziamento per questi anni di impegno comune e per aver portato la Fondazione Donnaregina e il museo Madre, nel triennio della sua direzione, a un inedito rilievo e posizionamento tra le istituzioni europee dedicate all’arte contemporanea”.
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