Il Metropolitan Museum of Art di New York ha ufficialmente dato avvio ai lavori per la nuova ala dedicata all’arte moderna e contemporanea. La cerimonia di posa della prima pietra della Oscar L. Tang and H.M. Agnes Hsu-Tang Wing si è svolta il 15 settembre 2026 alla presenza dei vertici del museo, dei membri del Board of Trustees, dei donatori e di rappresentanti delle istituzioni cittadine e dello Stato di New York. Il progetto, affidato all’architetta messicana Frida Escobedo, porterà alla completa riprogettazione degli spazi che il Met destina alle proprie collezioni di arte del XX e XXI secolo e dovrebbe essere concluso nel 2030. La nuova ala avrà una superficie complessiva di circa 11.700 metri quadrati, e comprenderà circa 6.460 metri quadrati di spazi espositivi. L’incremento delle superfici destinate alle mostre sarà di quasi il 50 per cento rispetto all’attuale ala dedicata all’arte moderna e contemporanea. Il progetto non comporterà un ampliamento dell’impronta dell’edificio esistente: la nuova configurazione rimarrà infatti all’interno del perimetro attuale, intervenendo sul complesso attraverso una radicale riorganizzazione degli spazi e delle infrastrutture.
L’intervento rappresenta anche un passaggio significativo nella storia architettonica del Metropolitan Museum. Frida Escobedo è infatti la prima donna incaricata di progettare un’ala del museo nei suoi 156 anni di storia. Il suo progetto nasce dal confronto con la complessa stratificazione architettonica del Met e con la varietà delle sue collezioni, proponendo un edificio contemporaneo pensato non come elemento isolato, ma come parte integrante del campus museale e in relazione con le altre raccolte conservate all’interno dell’istituzione.
A oggi il Metropolitan Museum ha raccolto 670 milioni di dollari destinati a coprire l’intero costo della costruzione e una parte consistente del nuovo fondo patrimoniale istituito per sostenere i costi di gestione della nuova ala. Secondo il museo, la raccolta testimonia il sostegno ottenuto dal progetto a livello locale, nazionale e internazionale, grazie al contributo sia di membri del Board of Trustees e donatori di lunga data sia di nuovi sostenitori. La nuova ala porterà il nome di Oscar L. Tang e H.M. Agnes Hsu-Tang, che hanno espresso il proprio sostegno all’intervento sottolineando il ruolo del Met come luogo capace di riunire opere provenienti da epoche e luoghi differenti e di creare occasioni di scoperta, apprendimento, relazione e ispirazione. Secondo i due sostenitori, il progetto di Escobedo interpreta questo ruolo attraverso un’architettura destinata ad aggiungersi in modo contemporaneo e duraturo alla storia del museo e di New York. Tang e Hsu-Tang hanno inoltre sottolineato l’ampia partecipazione del pubblico, del consiglio del museo e dei donatori privati alla realizzazione dell’iniziativa.
Per Candace K. Beinecke e Hamilton “Tony” E. James, co-presidenti del Board of Trustees del Met, l’avvio dei lavori costituisce un passaggio importante tanto per il museo quanto per New York. “Questa nuova ala”, commentano, “sarà una cornice spettacolare per i nostri visitatori, che potranno esplorare l’arte moderna e contemporanea in modi nuovi ed entusiasmanti, garantendo che il Museo rimanga una risorsa importante per i nostri milioni di visitatori provenienti dai cinque distretti e da tutto il mondo. Siamo profondamente grati ai numerosi membri del Consiglio di amministrazione, ai donatori, ai funzionari eletti e ai partner civici per il loro sostegno costante ed entusiasta che ha reso possibile questa straordinaria impresa”.
Max Hollein, direttore del Metropolitan Museum, ha spiegato che la nuova ala cambierà il modo in cui il museo presenta l’arte del XX e XXI secolo, “ampliando le nostre gallerie e collegando più strettamente la nostra collezione di arte”, ha detto. “È importante sottolineare che la nuova ala fungerà anche da nuovo spazio accogliente per i visitatori del Museo e per tutta la città di New York. Lavorare con Frida Escobedo al suo progetto visionario è stato un enorme privilegio e, insieme ai nostri amministratori e donatori, siamo entusiasti di celebrare questo importante traguardo mentre iniziamo i lavori che trasformeranno questa visione in realtà.
Per Frida Escobedo, il progetto nasce dalla volontà di mettere in relazione i diversi linguaggi architettonici che compongono il campus del Metropolitan Museum. La nuova ala, secondo l’architetta, rispetterà la storia specifica degli edifici esistenti introducendo al tempo stesso uno spazio riconoscibile come espressione del presente. “L’ala parla di questa storia stratificata e trae ispirazione anche dai visitatori che varcano le porte del Museo ogni anno”, ha aggiunto. “Ringraziamo i nostri partner del Met per aver creduto in questa visione e il mio team per aver contribuito a darle vita”.
Il progetto architettonico prende infatti spunto dalla molteplicità degli stili che caratterizzano il Metropolitan Museum, dalle sue collezioni e dalla posizione dell’istituzione all’interno di Central Park. L’obiettivo è integrare un’impostazione contemporanea con i 156 anni di storia architettonica del museo. La nuova ala avrà cinque piani e non supererà in altezza quella dell’edificio originale del 1880 situato al centro del complesso. Sarà inoltre più bassa rispetto alla facciata affacciata sulla Fifth Avenue.
La facciata sarà organizzata secondo una configurazione scalata, composta da una base di tre piani, un quarto piano arretrato e un quinto ulteriormente arretrato. L’elemento caratterizzante sarà una celosía, ovvero una sorta di schermo architettonico che richiama un linguaggio presente in diverse culture e in differenti epoche, in pietra calcarea. La superficie minerale e la trama della pietra formeranno un involucro filtrante, concepito per reagire in maniera sottile alle variazioni della luce solare nel corso della giornata. All’interno, le gallerie saranno organizzate secondo una sequenza di spazi ritmici con altezze differenti, compresi tra circa 3,3 e 6,70 metri. La varietà delle altezze consentirà agli ambienti di fluire l’uno nell’altro e permetterà di mettere in relazione installazioni di grandi dimensioni con spazi più raccolti e destinati a opere o allestimenti di scala più intima. Il quinto piano ospiterà inoltre un caffè di circa 100 metri quadrati, pensato come luogo di sosta per i visitatori durante la visita alle gallerie dedicate all’arte moderna e contemporanea.
Uno degli elementi centrali del progetto riguarda il rapporto con Central Park e con lo skyline di Manhattan. Le viste stagionali sul parco e sulla città, già apprezzate dai newyorkesi e dai visitatori del museo, saranno rese accessibili durante tutto l’anno grazie alla presenza di spazi interni ed esterni. Al quarto e al quinto piano sono previste grandi finestre rivolte verso sud, attraverso le quali le gallerie potranno incorporare visivamente il paesaggio di Central Park e lo skyline di Manhattan, rendendoli visibili in ogni stagione.
Entrambi i piani saranno inoltre direttamente collegati al parco e agli spazi urbani circostanti attraverso le terrazze. Nel complesso, il quarto e il quinto piano disporranno di circa 1.700 metri quadrati di superfici esterne. Il progetto prevede quindi una presenza significativa di spazi all’aperto, concepiti come parte integrante dell’esperienza della nuova ala e non semplicemente come aree accessorie alle gallerie.
Anche il Roof Garden del Metropolitan Museum sarà interessato dalla trasformazione. L’Iris and B. Gerald Cantor Roof Garden, che in precedenza occupava il quinto piano, verrà trasferito su una superficie ampliata di circa 950 metri quadrati sulla terrazza del quarto piano. Qui i visitatori potranno tornare a vedere opere d’arte collocate all’aperto con Central Park e lo skyline della città come sfondo. Il quinto piano, invece, comprenderà un’area esterna paesaggistica destinata alla sosta e alla pausa, offrendo un luogo nel quale i visitatori potranno entrare nuovamente in rapporto con il paesaggio naturale e con la città circostante.
La riprogettazione riguarderà anche aspetti meno visibili ma fondamentali per il funzionamento del museo, a partire dall’accessibilità e dalle infrastrutture. La configurazione della nuova ala è stata studiata per migliorare in maniera significativa l’accesso agli spazi da parte dei visitatori e del personale. Sono previsti due nuclei di ascensori, rampe, nuovi e più efficienti punti di ingresso dagli edifici e dalle ali adiacenti e percorsi interni chiaramente definiti, con l’obiettivo di rendere più agevole la circolazione all’interno dell’intero spazio.
Un altro elemento centrale del progetto è la sostenibilità energetica. La nuova ala sarà dotata di sistemi e soluzioni progettuali pensati per ridurre in maniera significativa i consumi energetici di questa parte del museo. Il tema assume particolare rilievo considerando le condizioni dell’attuale ala: almeno un quarto delle gallerie esistenti presenta esposizioni verso sud o verso ovest che determinano condizioni di illuminazione non adatte alla conservazione a lungo termine delle opere. Per mantenere all’interno di questi ambienti temperatura e umidità ai livelli richiesti dalla conservazione delle opere d’arte è quindi necessario un considerevole impiego di energia. La nuova configurazione della facciata e la disposizione studiata delle finestre sono state progettate anche per ridurre l’apporto solare diretto, aumentando allo stesso tempo l’utilizzo della luce naturale all’interno delle gallerie. A queste soluzioni si aggiungerà uno spazio tecnico meccanico collocato al di sotto del livello del suolo.
Il progetto comprenderà anche interventi sul paesaggio circostante. Il Central Park Conservancy, in collaborazione con il New York City Department of Parks & Recreation e con il Metropolitan Museum, curerà il ripristino e il miglioramento delle aree verdi immediatamente adiacenti all’edificio, con l’obiettivo di portarle agli standard di Central Park. Saranno realizzati percorsi accessibili, una nuova illuminazione, nuovi prati e nuove piantumazioni. Il progetto paesaggistico comprenderà alberi a chioma, oltre a una varietà di arbusti bassi, piante tappezzanti e altre specie perenni. L’intervento sul verde è quindi pensato in continuità con quello architettonico, rafforzando la relazione tra il museo, Central Park e gli spazi urbani circostanti.
La squadra incaricata della progettazione e dell’ingegneria riunisce Frida Escobedo Studio come lead design architect, Beyer Blinder Belle Architects & Planners LLP come executive architect e le società di ingegneria Kohler Ronan e Thornton Tomasetti. La presenza di Beyer Blinder Belle assume particolare rilievo per la familiarità dello studio con il complesso del Met e con interventi su edifici storici: fondato nel 1968, lo studio è noto per la progettazione e la riqualificazione di edifici e siti urbani di rilievo nazionale e ha lavorato, oltre che sul Metropolitan Museum, su istituzioni culturali come lo Smithsonian Institution, la New York Public Library, il Lincoln Center, il Kennedy Center, la Frick Collection e la Morgan Library & Museum.
Beyer Blinder Belle opera in diversi ambiti, dall’architettura alla pianificazione urbana, dalla conservazione degli edifici storici all’interior design e alla progettazione grafica. Tra le sue competenze rientrano in particolare l’adattamento di strutture esistenti a nuovi utilizzi e l’integrazione di sistemi edilizi contemporanei all’interno di contesti storici, un tema particolarmente rilevante nel caso della nuova ala del Metropolitan Museum, che dovrà inserirsi in un complesso caratterizzato da oltre un secolo e mezzo di stratificazioni architettoniche.
Per Frida Escobedo, la nuova ala del Met costituisce uno dei progetti più importanti della sua attività internazionale. L’architetta è originaria di Città del Messico, dove ha sede il suo studio, e ha realizzato nel proprio Paese numerosi progetti vincitori di concorsi, tra cui l’ampliamento del centro culturale La Tallera Siqueiros, completato nel 2012. La sua attività ha ottenuto una più ampia attenzione internazionale nel 2018, quando Escobedo ha vinto l’incarico per progettare il Serpentine Pavilion di Londra, diventando all’epoca la più giovane architetta a ricevere questo prestigioso incarico. Dopo essere stata scelta come lead designer della nuova ala del Metropolitan Museum, nel 2022 Escobedo ha aperto uno studio a New York. Tra i progetti realizzati nella città figura Ray Harlem, completato nel 2025 insieme a Handel Architects. Si tratta di un intervento a uso misto che comprende residenze, spazi commerciali e alloggi destinati al nuovo National Black Theatre. Nel 2024 Escobedo è stata inoltre selezionata come co-progettista, insieme allo studio Moreau Kusunoki in qualità di lead architects, per il progetto di ristrutturazione del Centre Pompidou 2030.
L’avvio del cantiere della Oscar L. Tang and H.M. Agnes Hsu-Tang Wing apre dunque una nuova fase nella storia del Metropolitan Museum e della sua collezione di arte moderna e contemporanea. L’intervento non si limita all’aumento degli spazi espositivi, ma coinvolge l’organizzazione complessiva dell’ala, i collegamenti con il resto del museo, l’accessibilità, gli impianti, l’efficienza energetica, il rapporto con Central Park e la presenza di nuovi spazi all’aperto.
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.